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Rete Unica: interrogazione al Parlamento Europeo sugli sviluppi anticompetitivi del progetto

Da parte dell’Unione Europea continuano a palesarsi nuovi dubbi in merito all’operazione italiana sulla rete unica tra TIM e Open Fiber. È stata infatti pubblicata di recente un’interrogazione al Parlamento Europeo da parte dell’eurodeputato Antonius Manders sui possibili sviluppi anticompetitivi del progetto e sul loro impatto a livello comunitario.

Fuori dall’Italia, già a Settembre 2020 erano giunti alcuni commenti sulla rete unica, che valutavano negativamente l’impatto sull’assetto concorrenziale del mercato delle telecomunicazioni.

Un editoriale del Financial Times e il commento del CEO di Vodafone Group, Nick Read, avevano in quel periodo concentrato l’attenzione sul rischio di un grave ritorno al monopolio, un “passo indietro” opposto all’attuale tendenza europea che predilige gli investimenti infrastrutturali.

Adesso, con la sua domanda al Parlamento, l’olandese Antonius Manders ha ricordato che l’Articolo 1 del Codice Europeo delle Comunicazione prevede che l’implementazione di un mercato interno delle comunicazioni debba passare per un’effettiva competizione, chiedendo se il Parlamento sia in grado di confermare tale indirizzo.

Nello specifico, Manders ha esplicitamente affermato che nonostante quanto stabilito dal Codice Europeo, in alcuni Paesi vi sono forti segnali di un ritorno al monopolio, come in Italia, dove: “si sta considerando una fusione tra l’operatore incumbent sul segmento di rete fissa e il suo principale concorrente, Open Fiber. Ciò significherebbe una effettiva rimonopolizzazione del mercato italiano”.

Per queste ragioni, l’Eurodeputato ha chiesto al Parlamento di confermare se tale ritorno al monopolio possa considerarsi in linea con le politiche e regole europee, e sotto quali condizioni. Inoltre, è stato domandato se sia legale che un incumbent mantenga una forma di controllo su una nuova entità nata dalla fusione, rimanendo un operatore integrato verticalmente con il pieno controllo del mercato wholesale.

Infine, qualora ciò non sia accettato all’Unione Europea, Antonius Manders ha chiesto quali possano essere gli approcci per evitare che un precedente come quello italiano sulla rete unica si estenda anche in altri mercati dell’Unione Europea.

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Rete Unica

Nel complesso, il giudizio di Manders è che l’operazione italiana per la rete unica in fibra ottica possa ostacolare gli obiettivi del Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche, e soprattutto quello di realizzare un mercato interno delle comunicazioni elettroniche.

Franco Bassanini, Presidente di Open Fiber, ha commentato oggi 7 Gennaio 2021 la notizia dell’interrogazione al Parlamento UE, ricordando che però la Commissaria UE Margrethe Vestager si è già espressa in merito.

La Commissaria UE ha in effetti espresso il suo parere, affermando che in linea di massima può esistere un solo grossista monopolista che consenta a diversi rivenditori di competere tra loro in piena neutralità. Dunque, di base, secondo l’indirizzo condiviso dalla Vestager, il ritorno al monopolio con la nascita della rete unica non sarebbe contrario alla normativa UE, ma molto dipenderà dal modo in cui il Governo e le parti decideranno di impostare la fusione.

 

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