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TIM in contatto con Bruxelles per l’operazione FiberCop. Rete unica è monopolio o coinvestimento?

Ancora aggiornamenti sul fronte della rete unica, che torna a far discutere dopo alcune dichiarazioni contrastanti in merito al “ritorno al monopolio” in Italia, sebbene il Governo abbia a più riprese evidenziato che il controllo di AccessCo sarà “a trazione pubblica”.

Nella giornata di ieri, un editoriale del Financial Times e un intervento del CEO di Vodafone Group, Nick Read, hanno concentrato l’attenzione sulle conseguenze negative per la concorrenza nel settore che scaturirebbero dal ritorno al monopolio.

Gli sforzi italiani per la nascita della rete unica, dopo mesi di trattative con le parti in campo, sono stati definiti “un enorme passo indietro” dal CEO di Vodafone Group. Read ha evidenziato che la tendenza europea al momento predilige gli investimenti infrastrutturali in concorrenza, per accelerare i processi di copertura. Al contrario, l’Italia starebbe effettuando una nuova concentrazione, “un ritorno al monopolio” dopo anni di investimenti concorrenziali tramite Open Fiber.

A tal proposito, come segnalato da più fronti in queste ore, occorre però ricordare che il modello del co-investimento applicato in Italia (nel caso specifico un co-investimento aperto a tutti gli interessati) trova posto anche all’articolo 76 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche.

In questo articolo, viene evidenziato che le imprese detentrici di un significativo potere di mercato possono aprire al coinvestimento per la realizzazione di una nuova rete ad alta capacità, ad esempio proponendo la contitolarità o la condivisione del rischio a lungo termine, nel rispetto dei vincoli imposti dalla regolamentazione in materia.

Un’offerta che preveda condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie, flessibilità in termini di valore e tempistica delle partecipazioni dei coinvestitori e la possibilità di incrementare le partecipazioni in futuro viene ritenuta dall’UE come conforme alle norme del Codice delle Comunicazioni Elettroniche.

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Rete Unica

Intanto, nelle ultime ore è giunta la notizia che TIM è già in contatto con la Direzione generale della Concorrenza dell’Unione Europea per eventualmente notificare ufficialmente l’operazione su FiberCop, qualora questa vada considerata da Bruxelles come una concentrazione.

È stato infatti inviato un memorandum dell’operazione su FiberCop, che prevede l’acquisizione del 37,5% della rete secondaria da parte del fondo Kkr e di un altro 4,5% da parte di Fastweb tramite la cessione del suo 20% in FlashFiber.

L’operazione non dovrebbe invece coinvolgere l’Antitrust italiano (vista la sua portata comunitaria), ma sarebbe già stata segnalata all’AGCOM.

Si ricorda che lo scopo del progetto della rete unica è quello di raggiungere una fusione tra la nuova FiberCop e Open Fiber, per aprire la strada a una società unica della rete in fibra (AccessCo) che possa accelerare lo sviluppo della copertura anche nelle aree bianche e che sia aperta a tutti gli interessati. Anche gli operatori WindTre, Vodafone e Sky si sono infatti incontrati con il Governo per discutere sui dettagli del piano e sulle prospettive future.

A tal proposito, come sottolineato dalla Vicepresidente Esecutiva della Commissione Europea, Margrethe Vestager, i piani di Recovery Fund dei Paesi dell’UE dovranno concentrarsi anche su investimenti nelle aree rurali per potenziare la copertura in tecnologia ultrabroadband.

La speranza di Vestager è che parte dei 750 miliardi di euro messi in campo dall’Unione Europea possa essere impiegata proprio per superare il gap digitale (chiaramente non solo in Italia) tra città e campagne, investendo nelle aree a fallimento di mercato dove i singoli operatori non hanno interesse a operare.

 

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