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Reti: gli obiettivi per l’allocazione delle frequenze, tra spectrum sharing e refarming

Nella sua Relazione Annuale, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha evidenziato, tra le altre cose, le azioni messe in campo nel corso dell’emergenza reti e i programmi di lavoro per il prossimo anno.

Come noto, il ruolo dell’AGCOM è stato ribadito nel decreto Cura Italia, all’articolo 82, come Autorità competente per eventuali modifiche, integrazioni o deroghe delle disposizioni volte a fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

In questi mesi, l’AGCOM ha lavorato per contrastare l’emergenza reti tramite un tavolo tecnico con gli operatori per garantire un’adeguata connettività ai consumatori e alle imprese di tutti i settori dell’economia e per monitorare la cosiddetta emergenza reti.

Per valutare l’andamento delle misure messe in campo, sono stati impiegati degli indici KPI sia sul mobile che sul fisso, confrontati su base settimanale a partire dal 17 Febbraio 2020, con la partecipazione di 24 operatori di rete fissa e 8 operatori di rete mobile.

Come già espresso in altre sedi, l’analisi ha confermato un significativo aumento del traffico dati e voce nel corso del periodo del lockdown, che si è progressivamente ridotto con l’inizio della cosiddetta fase 2.

In basso un grafico che evidenzia le variazioni medie in periodo di lockdown e nel corso della fase due per diversi KPI, sia sul fisso che sul mobile. Alcune di queste variazioni sfiorano il 60%.

Fonte: Relazione Annuale AGCOM

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Oltre ad elencare le principali evidenze raccolte nel corso della pandemia, nella sua Relazione Annuale l’AGCOM ha anche annunciato le linee strategiche per i suoi programmi di lavoro del prossimo anno.

Il primo punto riguarda la definizione di una regolamentazione pro-concorrenziale e convergente per lo sviluppo delle reti. Lo scopo è dunque quello di promuovere la concorrenza infrastrutturale e favorire l’adozione dei servizi a banda ultra-larga.

Proseguiranno ad esempio le attività di definizione delle specifiche tecniche di migrazione e portabilità su reti FTTH di operatori diversi da TIM, con lo scopo di ridurre anche le tempistiche delle operazioni di migrazione del numero.

Si definiranno inoltre, nell’ambito di un apposito tavolo tecnico, le specifiche tecniche operative e qualitative del servizio FWA di TIM e sarà analizzata l’offerta di co-investimento di TIM per la realizzazione di una rete FTTH in 39 città. Per promuovere la diffusione delle reti in Italia, l’AGCOM continuerà inoltre a puntare sulla sua piattaforma per la mappatura delle reti a banda larga, in collaborazione con il BEREC, Autorità europea del settore.

Un secondo elemento fondamentale è rappresentato dall’allocazione delle risorse scarse, ovvero radiospettro e numerazione.

In relazione proprio allo spettro radio allocato, l’AGCOM intende anche l’anno prossimo continuare a verificare il rispetto delle normative dell’Unione Europea, potenziando le sue collaborazioni con le istituzioni nazionali ed europee, per favorire la destinazione di nuove risorse spettrali agli usi di comunicazione elettronica.

E’ stato ricordato, a tal proposito, che entro il 2021 un gruppo di lavoro presieduto anche dall’AGCOM dovrà realizzare una Policy Opinion sul tema dello spectrum sharing, il meccanismo di condivisione delle frequenze che potrà assumere un ruolo ancor più rilevante in futuro.

Con riguardo al 5G, invece, l’AGCOM intende accompagnare lo sviluppo delle reti di quinta generazione anche per raggiungere gli obiettivi fissati dal piano d’azione per il 5G della Commissione Europea. Inoltre, l’AGCOM parteciperà al tavolo tecnico refarming sulle tecnologie GSM e UMTS, per ipotizzare il futuro utilizzo di tali sistemi radiomobili.

Ulteriori interventi potranno rendersi necessari nel corso dell’anno prossimo sulla base dell’evoluzione della normativa tecnica e regolamentare europea, vista la diffusione delle reti 5G.

 

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