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Frode servizi VAS: Consumerismo chiede di essere ascoltata in Procura e ricorda la proposta del PIN

In seguito alla notizia della frode dei servizi VAS, scoperta dalla Guardia di Finanza che su ordine della Procura di Milano ha anche perquisito la sede di WindTre, l’Associazione Consumerismo ha chiesto di essere ascoltata dalla Procura come soggetto informato dei fatti.

La vicenda dei servizi VAS vede in totale undici indagati per l’attivazione involontaria e in modalità zero click di diversi servizi a sovrapprezzo anche su SIM M2M (Machine to Machine).

Tra gli indagati, figurano anche due ex dirigenti e un ex quadro di WindTre, oltre ad amministratori e dirigenti di società della filiera dei servizi a sovrapprezzo, tutti indagati per truffa.

Oltre alla frode informatica ai danni dei consumatori, tra le ipotesi di reato rientrano anche l’intrusione abusiva a sistema telematico e la tentata estorsione contrattuale.

L’Associazione dei consumatori Consumerismo No Profit ha adesso richiesto alla Procura di Milano di essere ascoltata come soggetto informato sui fatti, ricordando che già in passato l’AGCOM aveva tentato di regolare la materia prevedendo consensi espliciti da parte dei clienti prima dell’acquisto.

Adesso, per risolvere il problema dei servizi VAS a sovrapprezzo, Luigi Gabriele, Presidente dell’Associazione, ha ricordato che le principali associazioni dei consumatori avevano già richiesto in un incontro del 2017 l’utilizzo di un codice PIN che l’utente doveva inserire per attivare consapevolmente i servizi a sovrapprezzo.

Secondo Consumerismo, tale proposta non è stata però presa in considerazione e l’Associazione ha chiesto di essere convocati in Procura per accertare i motivi per cui non sia stata adottata nessuna misura efficace per tutelare gli utenti dall’attivazione illecita e non richiesta di servizi a sovrapprezzo.

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servizi vas

A tal proposito, è necessario però ricordare che il cliente può evitare di incorrere in problematiche legate all’attivazione non richiesta di tali servizi attivando il barring con i principali operatori di rete mobile, semplicemente effettuando una richiesta tramite i canali messi a disposizione. Alcuni operatori prevedono inoltre un blocco automatico di default, annullabile e riattivabile su esplicita richiesta.

Inoltre, si evidenzia che dal 1° Novembre 2019 sono entrate in vigore delle integrazioni al CASP 4.0 per via della delibera AGCOM 366/19/CONS. Tra queste, è stato introdotto in particolare il diritto di ripensamento entro 6 ore dalla ricezione del messaggio di attivazione con rimborso erogato entro 24 ore dalla richiesta. Inoltre, sono stati modificati i testi delle landing page e degli SMS informativi, che riportano appunto un riferimento al diritto di ripensamento.

Stando alle informazioni divulgate fino ad ora, invece, la maxi frode scoperta dalla Procura e dalla Guardia di Finanza riguarderebbe servizi VAS con attivazioni fino al 30 Ottobre 2020, dunque precedenti all’entrata in vigore del nuovo Regolamento per la tutela degli utenti.

 

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