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WindTre al Senato: l’ostilità dei Comuni per le nuove reti può aumentare il digital divide

WindTre ha partecipato oggi, insieme agli altri operatori, al ciclo di audizioni al Senato per discutere sul recepimento del Codice delle Comunicazioni Elettroniche.

L’azienda, per mezzo del suo direttore External Affairs Roberto Basso, ha espresso soddisfazione per il nuovo Codice delle Comunicazioni Elettroniche, ricordando come sia fondamentale continuare a puntare sugli investimenti nel settore e su una riduzione della stratificazione della burocrazia.

Similmente a quanto espresso anche dagli altri rappresentanti, nell’audizione del 5 Maggio 2020 WindTre ha voluto evidenziare come la stratificazione dei poteri in Italia finisca per rallentare le aziende del settore nei loro investimenti volti al miglioramento della copertura di rete mobile.

In fase di recepimento del Codice, WindTre ha dunque chiesto al Governo una migliore armonizzazione delle regole per le richieste di installazione, anche attraverso accordi tra Stato e Regioni per accelerare lo sviluppo a vantaggio di tutto il Sistema Paese.

Il rischio di tali rallentamenti è che il gap già presente nel Paese in termini di copertura e velocità possa solo estendersi con l’entrata in gioco di nuove tecnologie più performanti, come il 5G.

E a tal proposito, anche Basso si è concentrato, come alcuni colleghi, sui limiti italiani alle emissioni di gran lunga inferiori a quelli raccomandati dall’UE, chiedendo un adeguamento nel rispetto delle soglie di cautela.

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WindTre

A ciò si aggiungono le valutazioni di alcuni Comuni che in questo periodo hanno deciso di negare l’installazione delle antenne all’operatore e in generale a tutti i concorrenti, invocando ad esempio il cosiddetto principio di precauzione.

Secondo i dati presentati da Basso, l’atteggiamento ostile di oltre 200 comuni rischia di impedire l’accesso alle reti ad alte prestazioni a oltre un milione di cittadini italiani. Per questa ragione, occorre secondo WindTre che il Governo intervenga per il rispetto del diritto alla connessione di tutti i cittadini, soprattutto dopo che l’epidemia di Coronavirus ha provato la necessità di una rete solida per la competitività del Paese.

 

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