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Aldo Bisio, AD di Vodafone: la ricostruzione dopo il Coronavirus passa dal Digitale e dal 5G

In questi giorni caldi per l’Italia a causa dell’epidemia di Coronavirus, come più volte ripetuto, gli operatori stanno reggendo il carico delle attività lavorative e scolastiche, permettendo ai clienti di continuare ad accedere alla rete nonostante un forte incremento di traffico. Aldo Bisio, AD di Vodafone Italia, ha commentato la situazione attuale fornendo un compendio sulla gestione post-epidemia.

Anche per il numero uno dell’operatore rosso in Italia, le telecomunicazioni restano “il tessuto connettivo del Paese“, oggi più che mai. Secondo quanto riportato, infatti, in questi giorni il traffico dati è cresciuto del 30% sul mobile e del 60% sul fisso, ma grazie agli investimenti degli operatori nelle loro infrastrutture è stato possibile fino ad ora reggere questo netto incremento.

In un’intervista al Corriere Della Sera di ieri, 29 Marzo 2020, Bisio si è detto sorpreso dei risultati raggiunti dalla sua rete e dalle persone di Vodafone: l’azienda, in poche settimane, ha compiuto “una svolta per la quale qualche tempo fa avrei considerato necessari due anni”.

Stando a quanto dichiarato, ora il 100% dei dipendenti di Vodafone lavora da casa, così come gli operatori dei call center che adesso gestiscono circa 80.000 telefonate al giorno dalle loro abitazioni in regime di smart working, per garantire il servizio di customer care ai clienti.

Vodafone Aldo Bisio 5G
Aldo Bisio, CEO di Vodafone Italia, alla presentazione della rete 5G dell’operatore rosso.

L’Amministratore Delegato di Vodafone ha sottolineato il ruolo della rete nell’economia e nella società italiana, che attraverso l’accelerazione della digitalizzazione degli ultimi tempi sta offrendo nuove possibilità basate sulla massima flessibilità operativa.

E anche quando l’epidemia sarà finalmente conclusa, occorrerà lavorare insieme per ricostruire e migliorare. A tal proposito, il digitale, e la rivoluzione del 5G nello specifico, potranno essere impiegati a partire proprio dagli ospedali e più in generale dalla Sanità pubblica, ad esempio tramite diagnosi da remoto che in questo periodo avrebbero seriamente aiutato a prevenire i contagi di operatori sanitari e medici.

In tal senso, Bisio ritiene che nonostante il virus sia arrivato sfortunatamente prima del 5G, l‘esperienza ricavata potrebbe permettere di accelerare maggiormente gli investimenti in infrastrutture, software e architetture digitali, anche per settori come la produzione, i servizi e la logistica, che in questa situazione avrebbero certamente potuto beneficiare di una tecnologia superiore.

Con le infrastrutture odierne, però, Vodafone sta comunque lavorando a stretto contatto con il Governo e le regioni. Oltre alle numerose iniziative già lanciate negli scorsi giorni, sintetizzate dal piano di Gruppo a cinque punti, l’azienda ha ribadito di essere impegnata nel fornire dati aggregati e anonimizzati sui movimenti dei cittadini alle Regioni e alla Protezione Civile.

Lo scopo di questi flussi di dati è quello di fornire un’analisi circa l’efficacia delle misure di lockdown adottate, ma più avanti un approccio simile potrebbe permettere anche di mostrare informazioni sulla densità e sulla distribuzione geografica dei principali focolai di infezione.

Infine, Bisio ha espresso il suo parere sulle conseguenze economiche della crisi, che si potrebbe riassumere con la necessità di non agire per via sequenziale, vale a dire pensando prima a risolvere l’emergenza e successivamnete l’uscita dalla crisi.

Secondo il manager, i due aspetti vanno infatti gestiti in parallelo e, oltre a monitorare la fase di lockdown, occorre anche già iniziare a riflettere sulla migliore politica di uscita. E in tal senso, Vodafone si rende disponibile a lavorare per un piano di uscita a garanzia della sopravvivenza e del benessere dei cittadini, collaborando con altre aziende, scienziati e università e mettendo sul piatto le proprie competenze nel settore.

Così facendo, per Bisio gli italiani potranno riuscire a superare la crisi all’orizzonte, definita dall’AD la caduta più vistosa dalla Seconda Guerra Mondiale.

Si ringraziano Antonio, Davide, Elia, Giovanni, Gioser e Nina per la segnalazione.

 

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