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Vodafone, Wind Tre e TIM: Antitrust avvia nuovi procedimenti per reiterata discriminazione IBAN UE

Gli operatori Vodafone, Wind Tre e TIM saranno oggetto di nuovi procedimenti sanzionatori aperti dall’Antitrust italiana, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, per non aver rispettato gli obblighi per eliminare la discriminazione sugli IBAN europei.

Antitrust AGCM

AGCM ha reso noto l’apertura di questi nuovi procedimenti nei confronti dei suddetti operatori telefonici con la pubblicazione nella giornata di oggi 7 Gennaio 2020, del suo consueto bollettino settimanale, in questo caso il primo del 2020.

I nuovi provvedimenti sono una conseguenza di quelli pubblicati ad Aprile 2019, quando l’Antitrust aveva comminato una sanzione di 800.000 euro sia a Vodafone che a Wind Tre, di 600.000 euro a Fastweb, mentre TIM non aveva avuto alcuna sanzione ma l’obbligo di rispettare gli impegni presi con l’Autorità.

In tutti i casi il fattore comune era dovuto alla mancata possibilità di poter domiciliare il proprio contratto di telefonia fissa o mobile su un conto corrente estero, in particolare di banche europee della zona SEPA, come previsto dalle vigenti normative (articolo 9 del Regolamento UE n. 260/2012).

Se al momento non ci sono novità per quanto riguarda il procedimento a carico di Fastweb, nell’ultima pubblicazione dell’Antitrust sono stati invece esaminati nuovamente i casi di Vodafone, Wind Tre e TIM.

Tutti gli operatori in questione erano stati infatti obbligati a non reiterare la violazione e a mettersi in regola con la normativa europea, e di conseguenza comunicare le relative iniziative assunte.

Vodafone

Nel caso di Vodafone, l’operatore rosso ha presentato una prima relazione il 30 Luglio 2019, dove comunicava di aver esteso a tutti i canali di vendita, tra cui anche quello online che non era disponibile all’epoca del primo provvedimento, la possibilità di inserire il pagamento ricorrente tramite conti correnti appartenenti all’area SEPA.

Tuttavia, dalle segnalazioni giunte all’AGCM veniva evidenziato come in realtà non era possibile gestire la richiesta online in maniera autonoma, ma solo con lavorazione manuale da parte del backoffice. In particolare, l’Antitrust ha accertato come online non fosse possibile inserire IBAN esteri direttamente dalle schermate ma solo facendosi ricontattare da un operatore telefonicamente.

In più, l’Autorità ha potuto accertare come Vodafone accetti il pagamento del costo ricorrente tramite IBAN estero “solo su piani di rete fissa e convergenti mobili”, escludendo di fatto i contratti di rete mobile separati dalla rete fissa.

Dato che le violazioni sono avvenute ben oltre la data di notifica del precedente provvedimento sanzionatorio, l’Antitrust ha ritenuto che Vodafone ha reiterato la sua condotta illecita.

Wind Tre

Per quanto riguarda Wind Tre, già nel precedente provvedimento aveva l’operatore congiunto aveva dichiarato di aver concluso una “complessa procedura di adeguamento dei sistemi”, che dal 31 Marzo 2019 avrebbe dovuto consentire di poter domiciliare la propria offerta anche su conto corrente europeo.

In realtà, l’Antitrust ha potuto accertare, anche tramite segnalazioni di Luglio e Agosto 2019, come Wind Tre non consenta di gestire in maniera autonoma la domiciliazione delle proprie utenze su IBAN della zona SEPA. Un cliente in particolare si è visto rifiutare il pagamento tramite IBAN olandese.

Infatti, fino allo scorso 5 Dicembre 2019 è stato provato che sul sito ufficiale, nella pagina dedicata alle “modalità di pagamento” delle offerte relative al servizio di telefonia fissa, l’inserimento di un IBAN con iniziali estere viene segnalato come campo non valido (“campo codice paese non valido”).

Dunque, l’AGCM ha potuto accertare che, nonostante le modifiche ai sistemi effettuate dal 31 Marzo 2019, Wind Tre continuasse a discriminare l’inserimento di IBAN esteri della zona SEPA, reiterando la condotta già sanzionata con il precedente provvedimento, visto anche che le segnalazioni di non ottemperanza sono arrivate oltre la data di notifica dell’ultimo procedimento.

TIM

Infine, nel caso di TIM, nel provvedimento precedente non si era arrivati ad una sanzione, poiché l’operatore si era impegnato a provvedere all’implementazione entro Giugno 2019 di tutte le funzionalità necessarie all’accoglimento delle richieste di domiciliazione su conti correnti UE, con pubblicità sul sito e sulle fatture.

Nella sua relazione del 14 Giugno 2019, TIM rendeva noto all’Antitrust di aver messo in atto da Giugno 2019 le misure necessarie ad accettare IBAN esteri della zona SEPA, e che dal 13 Giugno 2019 era stata data comunicazione anche sul sito web (sezione “Per i consumatori – Comunicazioni importanti”) e sulle fatture per 2 cicli di fatturazione.

Tuttavia, il 30 Luglio 2019 è pervenuta ad AGCM una segnalazione che riguardava la mancata ottemperanza di TIM alla possibilità di gestire in maniera autonoma la domiciliazione su IBAN esteri dell’UE.

In particolare, come rilevato dall’Autorità, a Settembre 2019 si evinceva che sul sito web di TIM non era possibile inserire un IBAN diverso dagli standard italiani in quanto la procedura veniva bloccata dall’indicazione “Il campo iban non è valido”.

TIM ha poi risposto che, inizialmente, la procedura di domiciliazione su IBAN europeo tramite sito web prevedeva la compilazione di un modulo presente sul sito ufficiale, che una volta spedito permetteva di far scattare la procedura di domiciliazione.

L’operatore ha inoltre informato l’Autorità che, nel corso del 2019, ha “cercato di avviare un’importante riorganizzazione dei sistemi informativi creando una nuova piattaforma di Customer Relationship Management (CRM) che utilizza la tecnologia Digital Business System (DBSS) necessaria per la gestione ‘completamente on line’ ed in totale autonomia delle richieste di domiciliazione sul web”. Questa funzionalità sarebbe dovuta essere a regime entro la fine del mese di Ottobre 2019.

Nonostante ciò, come rilevato da una segnalazione di Novembre 2019, un consumatore si è visto rifiutare la domiciliazione su IBAN estero. Inoltre, a Dicembre 2019 sul sito web dell’operatore veniva ancora indicata la sola possibilità di compilare un modulo carteceo o di contattare il servizio clienti.

Dunque, l’Antitrust ha potuto accertare che TIM non ha rispettato del tutto gli impegni presi con la precedente delibera, dato che ancora oggi non è possibile richiedere in maniera autonoma sul sito web la domiciliazione su conto corrente europeo.

IBAN UE Antitrust

In tutti questi casi, sono stati quindi avviati dei nuovi procedimenti nei confronti di TIM, Vodafone e Wind Tre da parte dell’AGCM poiché i suddetti operatori non hanno rispettato gli obblighi della precedente delibera di Aprile 2019.

I rispettivi procedimenti, che si dovranno concludere entro 120 giorni dalla notifica della delibera odierna, potrebbero portare ad una sanzione amministrativa che va da un minimo di 10.000 euro ad un massimo di 5.000.000 di euro.

Si tratterebbe della seconda sanzione sullo stesso tema per Vodafone e Wind Tre mentre per TIM sarebbe la prima.

 

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