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Bambini e schermi: conseguenze e rischi per i più piccoli

Bambini lasciati davanti ad uno schermo per più di due ore, quali conseguenze? I risultati di una ricerca canadese chiariscono ogni dubbio: a risentirne è la salute dei più piccoli. Il 26 Settembre 2018 sono stati pubblicati, sulla rivista The Lancet Child & Adolescent Health, i risultati di una ricerca condotta dal dottor Jeremy Walsh e i ricercatori del Children’s Hospital of Eastern Ontario Research Institute di Ottawa.

La ricerca ha avuto come oggetto di studio la relazione che intercorre tra i bambini e gli schermi, che si tratti di uno smartphone, di un tablet, di un computer o di una televisione. Comunemente i medici sono i primi ad indirizzare genitori ed educatori verso una condotta di vita del bambino poco sedentaria, e poco vicina alla permanenza davanti agli schermi. Con questa ricerca è possibile capirne davvero i rischi e valutarne le conseguenze.

I bambini statunitensi presi in esame sono stati 4524, di età compresa tra 8 e gli 11 anni. I dati sono stati raccolti nel periodo compreso tra l’1 Settembre 2016 e il 15 Settembre 2017. Tre sono state le variabili prese in esame: la qualità del sonno (consigliata tra 9 e 11 ore), il tempo dedicato alle attività all’aria aperta e all’esercizio fisico (almeno 60 minuti al giorno) e il tempo passato davanti ad uno schermo (che non dovrebbe superare le due ore giornaliere).

Dal campione preso in esame è risultato che il 51% dei bambini (2303) rispetta la raccomandazione circa la qualità del sonno, il 37% (1655) rispetta il tempo consigliato da passare davanti ad uno schermo, il 18% (793) segue le raccomandazioni sull’attività fisica. Inoltre, il 71% dei partecipanti (3190 bambini) risulta soddisfare almeno una raccomandazione, mentre solo il 5% (216 bambini) soddisfa tutte e tre le raccomandazioni.

bambini schermi

Ciò che è stato essenzialmente valutato riguarda la cognizione globale, valutata con il NIH (National Institutes of Health), attraverso l’utilizzo di più variabili.

La ricerca evidenzia una correlazione positiva tra le raccomandazioni e la qualità di vita dei bambini. Ogni raccomandazione rispettata porta effetti positivi sui bambini. Ad esempio, risulta un’incidenza positiva tra chi rispetta la qualità del sonno e limita le attività ricreative svolte davanti allo schermo.

Il periodo dell’infanzia è molto delicato per ogni bambino, perché è il momento più importante per lo sviluppo del cervello. L’ideale per i bambini sarebbe quello di avere un giusto equilibrio tra attività fisiche, sonno, e attività ricreative svolte davanti ad uno schermo.

Come già raccontato in passato, i bambini nascono già immersi nel mondo della tecnologia. Sarà impossibile, dunque, privarli di cellulari, tablet e computer, ma sarà altrettanto necessario fare capire loro come farne un uso giusto, e non eccessivo.

I danni provocati da un uso indiscriminato delle nuove tecnologie possono essere sia fisici (come i problemi alla vista e problemi di postura) sia riguardanti l’umore (ansia e isolamento). La sfida di un genitore o di un educatore, sarà allora quella di far capire ai più giovani che le nuove tecnologie possono essere utili, ma che è possibile vivere anche senza di esse.

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