AGCM: i risultati dell’attività consultiva sul servizio universale e sul meccanismo di ripartizione


A seguito di una specifica richiesta, l’AGCM ha pubblicato all’interno del bollettino uscito in data 20 Agosto 2018 i suoi pareri relativi a due argomenti specifici. La materia in questione è il “Servizio universale in materia di servizi di comunicazione elettronica: applicabilità del meccanismo di ripartizione e valutazione del costo netto per gli anni 2008 e 2009” e gli argomenti sono da un lato la determinazione dell’iniquità dell’onere del costo netto del servizio universale, dall’altro la sostituibilità tra servizi di telefonia fissa e mobile.
La valutazione dell’iniquità dell’onere è stata effettuata seguendo i criteri imposti dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea e la conclusione ottenuta indica che:

“I risultati delle analisi svolte evidenziano come i mercati al dettaglio dei servizi offerti su rete fissa e mobile abbiano sperimentato un incremento del grado di concorrenzialità e come il fornitore del servizio universale abbia visto ridotti gli obblighi regolamentari sui mercati finali, invece presenti fino a pochi anni prima, proprio in ragione della riduzione del significativo potere di mercato”

Da ciò deriva un significativo aumento degli oneri del servizio universale, tanto da creare problematiche a livello di concorrenza, dal momento che l’unico soggetto a ricevere dei danni è l’unico che è anche tenuto a rispettare gli obblighi di fornitura del servizio.

Per questo motivo la ripartizione dei costi tra tutti coloro che operano nel mercato delle telecomunicazioni appare giustificata e applicabile, fatta salva l’esenzione dalla contribuzione al fondo per tutti gli operatori che non superano determinati livelli di fatturato e per i nuovi entranti, tenuto conto della loro situazione finanziaria.

AGCM servizio universale

Per quanto riguarda invece la sostituibilità tra servizi di telefonia fissa e mobile,

“l’Autorità ritiene condivisibile l’approccio seguito nell’analisi del grado di sostituibilità esistente tra i servizi di telefonia fissa e mobile. Tale analisi, infatti, è stata effettuata allo scopo di valutare se la forza della relazione di sostituibilità fisso-mobile sia tale da giustificare la partecipazione di tutti gli operatori telefonici, anche di rete mobile, alla copertura dei costi del servizio universale.”

E’ stata notata infatti una preferenza relativa agli utenti di telefonia che sembrano prediligere l’utilizzo del telefono mobile, in sostituzione del fisso, per l’effettuazione di chiamate vocali. Come conseguenza, l’Autorità evidenzia come l’iniquità dei costi diventi maggiormente evidente di fronte al fenomeno di sostituzione tra fisso-mobile, che è resa manifesta di fronte alla tendenza dei consumatori a ricorrere sempre più a dispositivi mobili, al posto del telefono fisso, per l’effettuazione di chiamate voce.Agcom

L’analisi è stata svolta per valutare se la sostituibilità fisso-mobile sia tale da poter giustificare la partecipazione di tutti gli operatori telefonici, anche quelli di rete mobile, alla copertura dei costi del servizio universale. Nel far ciò, l’AGCM condivide e supporta quindi l’approccio dell’AGCOM volto ad effettuare un’analisi completa delle condizioni di mercato per valutare l’effettiva iniquità per TIM dell’attribuzione degli oneri del servizio universale.

Infine, per quanto riguarda la valutazione della intercambiabilità tra servizi per gli anni 2008 e 2009, le conclusioni dell’AGCOM riguardanti il contesto di applicazione dello SSNIP3 test, utilizzato per indicare la sostituibilità tra i servizi di rete fissa e rete mobile, vengono del tutto condivise dall’AGCM.

 

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