Garante Privacy in azione anche nel 2017 contro il telemarketing selvaggio


Nella sua relazione riepilogativa delle attività condotte nel corso del 2017, l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha ripercorso le iniziative più importanti per contrastare la molesta pratica di promozione commerciale del telemarketing selvaggio.

L’Autorità ha mantenuto alta la frequenza delle ricerche attraverso la programmazione di ispezioni in loco nei confronti dei committenti e dei call center grazie al contributo operativo dalla Guardia di Finanza. Dal 2017 infatti L’Autorità Garante compare tra i settori per cui è prevista una programmazione dell’attività ispettiva.

Vantaggiosa rispetto a questa evoluzione dei lavori di controllo si rivela la collaborazione tra Autorità Garante della protezione dei dati personali italiana e la sua omologa Autorità albanese con cui un dialogo è necessario a causa dell’attività di telemarketing selvaggio che proviene dall’altra costa dell’Adriatico. Si dovranno condurre verifiche su quelli che sono gli strumenti che entrambe le Autorità potranno adottare per limitare una politica che si svolge anche su scala transnazionale.

Come riportato nella relazione annuale, l’attività di contrasto al telemarketing selvaggio ha dovuto agire contro l’illecita attività di promozione effettuata verso numeri la cui pubblicazione online fosse inidonea alla disponibilità ad essere contattati per ricevere informazioni commerciali. È stata considerata illecita anche la consultazione di elenchi telefonici non aggiornati da diversi anni così come prevede il Codice di protezione dei dati personali in base al principio di qualità dei dati.

   

Antonello Soro, l’attuale Presidente del Garante per la privacy

I lavori hanno riguardato anche la rilevazione di illeciti commessi da società che avevano acquisito utenze telefoniche a fini di telemarketing da fornitori di liste stabiliti al di fuori del territorio nazionale e l’adozione di provvedimenti di divieto e prescrittivi nei confronti dei principali operatori telefonici (ciò è quanto accaduto a Vodafone, Fastweb e Wind Tre nella prima parte del 2018)

L’Autorità non ha arrestato i controlli nel resto dei settori più disparati: dal settore dell’energia, al settore automobilistico, fino a quello generale dei beni di consumo.

 

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