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Russia: il governo sospende l’utilizzo di Telegram e migliaia di russi si riversano per le strade a protestare

Sarebbero tantissimi i moscoviti che ieri 30 Aprile 2018 si sono riversati nelle strade della capitale russa come forma di protesta nei confronti della decisione del Governo di bloccare la popolarissima app di messaggistica istantanea Telegram.

Facciamo un passo indietro e riepiloghiamo la vicenda. Tutto ha avuto inizio nell’estate del 2017, quando, l’Autorità russa per le telecomunicazioni impose a Telegram di mettere a disposizione i codici necessari per decifrare i messaggi scambiati tra gli utenti, all’Fsb (servizio segreto russo). A detta dei servizi segreti infatti, l’attentato avvenuto alla metro di San Pietroburgo di qualche mese prima, fu organizzato e gestito tramite la celebre app.

Dal canto suo la società non si è mai trovata d’accordo con questa versione dei fatti e ha negato la concessione delle suddette chiavi di decriptazione. Per questo motivo nell’Ottobre dello stesso anno, la compagnia guidata da Durov ricevette una multa di 800 mila rubli e lo scorso Marzo 2018, si è arrivati alla sentenza della Corte Suprema che ha imposto definitivamente a Telegram la consegna dei codici delle conversazioni ai servizi segreti. Durov si è rifiutato, giustificandosi con il fatto che è dovere della compagnia proteggere e rispettare la privacy degli utenti che ne usufruiscono.

Cosi il 13 Aprile 2018, La corte Tagansky, ha accolto la richiesta del Roskomnadzor, l’autorità russa per le telecomunicazioni, ed ha bloccato l’acceso su Telegram in tutto il paese. Ban che secondo il giudice Smolina, durerà finchè non si creeranno le condizioni per soddisfare le richieste dell’Fsb.

A differenza dei casi passati, quando i russi avevano difeso e accolto i divieti e le decisioni del Cremlino, stavolta serpeggia dissenso. L’inibizione dell’app non è affatto stata accettata pienamente e i cittadini si stanno adoperando per continuare a usufruire dell’app e di tutti gli altri servizi che l’autorità sta bloccando. Sono infatti parecchi i siti che divulgano informazioni su come agirare il ban imposto.

Censura che non è affatto piaciuta ai cittadini russi che, come si legge su sito di SkyTG24, ieri in occasione della manifestazione organizzata dal partito Libertario per protestare contro la decisione del governo di imporre il bando alla famosa app di messaggistica, avrebbero risposto “presente”, tanto da riversarsi per le strade di Mosca in circa 10 mila secondo alcune fonti e 7 mila secondo altre. Un numero comunque molto consistente.

Lo scopo dichiarato di tale manifestazione sarebbe l’immediato sblocco di Telgram e di tutti gli indirizzi IP bannati dal Roskomnadzor oltre che la cancellazione delle leggi definite “anti-terrorismo”, di tutte le norme che limitano l’uso di internet nel paese, la chiusura dello stesso Roskomnadzor e l’abolizione della cosiddetta “lobby anti-internet“.

Sono stati tanti gli slogan uditi durante la protesta tra i quali “Putin Ladro” e “Internet libera” in linea quindi con le parole espresse dall’oppositore Alexei Navalny, che in un suo intervento, ha ricordato l’importanza del battersi per internet libero e ha invitato i cittadini a scendere in piazza a protestare in occasione dell’inaugurazione del nuovo mandato presidenziale di Putin.

I Moscoviti hanno inizialmente esordito lanciando in aria migliaia di aeroplanini di carta bianchi, neri e blu in omaggio al simbolo di Telegram.

Ad oggi il famoso servizio di messaggistica istantaneo fondato dal russo Pavel Durov è arrivato a contare più di 200 milioni di utenti in tutto il mondo, di cui 13 milioni solo in Russia.

Telegram non è nuovo a queste forme di censura, basti ricordare cosa è successo tempo fa in Iran. Anche in quel caso noi di MondoMobileWeb ne abbiamo parlato, trovate l’articolo a riguardo, cliccando qui.

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