IT-alert: oggi 25 Giugno 2026 nuovo test tra Lombardia e Piemonte per “EXE PO 2026”

Oggi 25 Giugno 2026, in concomitanza con l’esercitazione nazionale per il rischio alluvionale nel bacino del Po, ovvero “EXE PO 2026”, per il sistema di allarme pubblico IT-alert è prevista una nuova simulazione tra le regioni Lombardia e Piemonte, su uno scenario di rischio relativo al collasso di una grande diga.
Infatti, come annunciato il 16 Giugno 2026 dal Dipartimento della Protezione Civile, oggi 25 e domani 26 Giugno 2026 sono previste delle nuove simulazioni che interesseranno l’area della diga di Porto della Torre (VA), tra Lombardia e Piemonte, e l’area della diga di Salionze (MN), tra Lombardia e Veneto.
Come indicato nell’apposita informativa, questi due nuovi test verranno effettuati in concomitanza con l’esercitazione nazionale per il rischio alluvionale nel bacino del Po, ovvero “EXE PO 2026”.
Si segnala infatti che, da Giovedì 25 a Sabato 27 Giugno 2026, il Sistema di protezione civile sarà impegnato in questa esercitazione, dedicata alla gestione del rischio idrogeologico e idraulico nell’intero bacino del fiume Po e che coinvolgerà le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.
La simulazione testerà la risposta operativa del Servizio Nazionale della Protezione Civile di fronte a una piena straordinaria del Po, uno scenario meteorologico e idraulico complesso e su scala interregionale.
In questo modo, verranno provati sul campo e per “posti di comando” i flussi di comunicazione, i modelli di intervento, il sistema di allertamento nazionale e regionale e il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali.
Si ricorda che il sistema di allarme pubblico IT-alert era stato testato anche lo scorso Sabato, 20 Giugno 2026, sempre su uno scenario di rischio relativo al collasso di una grande diga, in quel caso nella regione Marche.
Il nuovo test IT-alert tra Lombardia e Piemonte
Come detto, dunque, oggi 25 Giugno 2026 si terrà una simulazione del sistema IT-alert tra le regioni Lombardia e Piemonte.
In particolare, come annunciato dal Dipartimento della Protezione Civile, il test interesserà l’area della diga di Porto della Torre (VA), tra i comuni di Somma Lombardo, in Lombardia, e Varallo Pombia, in Piemonte.
Il messaggio di prova relativo alla nuova simulazione verrà trasmesso alle ore 15:30, nei seguenti comuni:
- Somma Lombardo, Vizzola Ticino, Lonate Pozzolo (per la Provincia di Varese);
- Varallo Pombia, Pombia, Marano Ticino, Oleggio, Bellinzago Novarese (per la Provincia di Novara).
In ogni caso, il testo del messaggio sarà il seguente:
“TEST TEST Questo è un MESSAGGIO DI TEST IT-alert. È in corso la SIMULAZIONE del collasso di una diga nella zona in cui ti trovi. Per conoscere il messaggio che riceverai in caso di reale pericolo e per compilare il questionario vai su www.it-alert.gov.it TEST TEST”
Durante queste sperimentazioni, il messaggio viene accompagnato da un suono di allarme ad alto volume, seguito in alcuni casi anche da una sintesi vocale che ripete quanto scritto, sia in italiano che in inglese.
Il messaggio, come indicato, rimanderà alla home page del sito ufficiale di IT-alert, per leggere il testo della notifica che i cittadini riceverebbero in caso di pericolo reale. Inoltre, cliccando nel link presente nel messaggio, sarà possibile compilare il questionario che verrà reso disponibile al termine dell’invio del messaggio di test, contribuendo così a raccogliere informazioni utili sulla ricezione dell’allarme.
Come spiega il Dipartimento della Protezione Civile, l’esercitazione nazionale “EXE PO 2026” rappresenterà un’importante occasione formativa per operatori, tecnici e volontari di protezione civile e per sensibilizzare ulteriormente la popolazione residente nelle aree limitrofe al fiume Po.
Con questo tipo di iniziative, infatti, è possibile coinvolgere tutti i cittadini in un contesto ordinario e privo di criticità reali, in particolare persone con disabilità, anziani e coloro che hanno meno familiarità con gli strumenti digitali.
Maggiori dettagli sul funzionamento del sistema
Si ricorda sempre che il servizio IT-alert funziona grazie alla tecnologia cell broadcast, letteralmente “trasmissione tramite celle”, che consente di inviare messaggi a un gruppo di celle telefoniche geograficamente vicine, capaci di delimitare un’area il più possibile corrispondente a quella interessata.
In questo modo, le notifiche arrivano anche in casi di campo limitato o in casi di saturazione della banda telefonica, senza alcuna ripercussione sui livelli di privacy impostati.
Inoltre, questa tecnologia consente di mandare messaggi in modo unidirezionale, senza la possibilità per gli operatori telefonici di ricevere risposte e sapere con certezza i cellulari che sono stati effettivamente raggiunti: chi invia l’informazione non detiene alcun dato in merito ai dispositivi, neanche il numero di telefono.
Il servizio è basato sul cosiddetto “accampamento” dei telefoni nel raggio di copertura delle antenne che vengono attivate: al momento dell’invio della notifica, tutti i dispositivi accesi e con connessione telefonica agganciati alle antenne selezionate riceveranno il messaggio.
Se sono spenti o privi di campo, chiaramente, i dispositivi non riceveranno i messaggi del sistema, mentre se la suoneria è impostata in modalità silenziosa potrebbero non suonare.
Si specifica che la notifica del messaggio dipende anche dal modello di cellulare o smartphone, dal sistema operativo e della versione installata. In alcuni casi, infatti, l’utilizzo di una vecchia versione del sistema operativo può comportare problemi nella ricezione dei messaggi. Con dei test precedenti, comunque, è stato rilevato che anche i telefoni di vecchia generazione e non smartphone ricevono la notifica.
In ogni caso, i messaggi arrivano ugualmente anche nel caso in cui la voce IT-alert (presente nei vari dispositivi nella sezione avvisi di emergenza) dovesse essere disattivata sui dispositivi, poiché viene utilizzato il livello massimo di azione per l’invio.
Servizio IT-alert operativo dal 2024
A partire dal 23 Febbraio 2024, IT-alert è entrato ufficialmente in funzione per quattro tipologie di rischio: collasso di una grande diga, incidenti rilevanti in stabilimenti industriali, incidenti nucleari o situazioni di emergenza radiologica, e attività vulcanica nelle aree dei Campi Flegrei, del Vesuvio e dell’Isola di Vulcano.
Come spiega la Protezione Civile, che si occupa di gestire il servizio, è comunque fondamentale testare il sistema periodicamente, in modo da garantire che, in caso di un’emergenza reale, i messaggi di allerta vengano trasmessi correttamente dalle celle telefoniche e ricevuti sui dispositivi nelle zone a rischio.
Inoltre, queste simulazioni sono necessarie anche per assicurare l’efficienza dei flussi comunicativi previsti dal Documento di Protezione Civile e dal Piano di Emergenza Diga (PED).
In merito ai restanti scenari previsti dalla Direttiva del 7 Febbraio 2023 del Ministro della Protezione Civile e delle Politiche del Mare, ossia maremoto generato da un sisma, attività vulcanica dello Stromboli e precipitazioni intense, l’8 Febbraio 2024 era stata stabilita la proroga del periodo di sperimentazione, tutt’ora attiva.





