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IT-alert: oggi 20 Giugno 2026 test nelle Marche per la Diga di Castreccioni

Oggi 20 Giugno 2026, verrà testato nuovamente il sistema di allarme pubblico IT-alert, questa volta su uno scenario di rischio relativo al collasso di una grande diga nella regione Marche.

Questa nuova verifica del sistema è stata annunciata dal Dipartimento della Protezione Civile in data 12 Giugno 2026, attraverso un’informativa dedicata pubblicata nel sito ufficiale di IT-alert.

Si ricorda che, ultimamente, per il sistema di allarme pubblico IT-alert sono state effettuate esclusivamente simulazioni riguardanti incidenti industriali, nello specifico in Calabria il 15 Aprile 2026, in Lombardia il 28 Novembre 2025, in Umbria il 19 Novembre 2025 e in Veneto il 13 Novembre 2025.

Con questo nuovo test previsto per oggi, 20 Giugno 2026, si tornerà quindi a uno scenario di rischio relativo al collasso di una grande diga, come successo l’ultima volta nella Provincia autonoma di Trento, il 16 Ottobre 2025.

Si segnala a tal proposito che, per i prossimi 25 e 26 Giugno 2026, salvo cambiamenti, sono previste delle nuove simulazioni che interesseranno l’area della diga di Porto della Torre (VA), tra i comuni di Somma Lombardo, in Lombardia, e Varallo Pombia, in Piemonte, e l’area della diga di Salionze (MN), nel territorio della provincia di Mantova, tra i comuni di Monzambano e Ponti sul Mincio.

Queste due nuovi test verranno effettuati in concomitanza con l’esercitazione nazionale per il rischio alluvionale nel bacino del Po, ovvero “EXE PO 2026, che si terrà dal 25 al 27 Giugno 2026.

Il nuovo test del servizio IT-alert nelle Marche

Come detto, dunque, oggi 20 Giugno 2026 si terrà una simulazione del sistema IT-alert nella regione Marche.

In particolare, come annunciato dal Dipartimento della Protezione Civile, il test si concentrerà sullo scenario di collasso della Diga di Castreccioni, situata tra le province di Ancona e Macerata.

Il messaggio di prova relativo alla nuova simulazione verrà trasmesso alle ore 11:20, nell’area geografica potenzialmente esposta a un’eventuale onda di piena, che comprende i seguenti comuni:

  • Apiro, Cingoli, Recanati, Porto Recanati, Montefano, in provincia di Macerata;
  • Staffolo, Filottrano, Jesi, Santa Maria Nuova, Osimo, Castelfidardo, Loreto, Numana, Sirolo, in provincia di Ancona.

Il testo del messaggio, nello specifico, sarà il seguente:

“TEST TEST Questo è un MESSAGGIO DI TEST IT-alert. È in corso la SIMULAZIONE del collasso di una diga nella zona in cui ti trovi. Per conoscere il messaggio che riceverai in caso di reale pericolo e per compilare il questionario vai su www.it-alert.gov.it TEST TEST”

Durante queste sperimentazioni, il messaggio viene accompagnato da un suono di allarme ad alto volume, seguito in alcuni casi anche da una sintesi vocale che ripete quanto scritto, sia in italiano che in inglese.

Contestualmente all’invio del messaggio, nella home page del sito ufficiale di IT-alert sarà attivo un apposito link al questionario di feedback che i cittadini dei territori coinvolti sono invitati a compilare, anche qualora non dovessero ricevere alcuna notifica.

Il messaggio, a tal proposito, rimanderà proprio alla home page del sito, dove è presente il testo della notifica che i cittadini riceverebbero in caso di pericolo reale.

Come sempre, per ricevere i messaggi del sistema di allarme IT-alert, anche quelli di test, non è necessario compiere alcuna azione o scaricare alcuna app. In caso di attivazione dei sistemi di protezione civile regionali per allerte meteo-idro o emergenze, la data del test potrebbe subire variazioni.

Sistema di allarme operativo dal 2024

Si ricorda che il sistema di allarme pubblico IT-alert è entrato ufficialmente in funzione dal 13 Febbraio 2024, divenendo operativo per quattro tipologie di rischiocollasso di una grande diga, incidenti rilevanti in stabilimenti industriali, incidenti nucleari o situazioni di emergenza radiologica, e attività vulcanica nelle aree dei Campi Flegrei, del Vesuvio e dell’Isola di Vulcano.

Come spiega la Protezione Civile, che si occupa di gestire il servizio, è comunque fondamentale testare il sistema periodicamente, in modo da garantire che, in caso di un’emergenza reale, i messaggi di allerta vengano trasmessi correttamente dalle celle telefoniche e ricevuti sui dispositivi nelle zone a rischio.

Inoltre, queste simulazioni sono necessarie anche per assicurare l’efficienza dei flussi comunicativi previsti dal Documento di Protezione Civile e dal Piano di Emergenza Diga (PED).

In merito ai restanti scenari previsti dalla Direttiva del 7 Febbraio 2023 del Ministro della Protezione Civile e delle Politiche del Mare, ossia maremoto generato da un sisma, attività vulcanica dello Stromboli e precipitazioni intense, l’8 Febbraio 2024 era stata stabilita la proroga del periodo di sperimentazione, tutt’ora attiva.

Maggiori dettagli sul funzionamento

Il servizio IT-alert funziona grazie alla tecnologia cell broadcast, letteralmente “trasmissione tramite celle”, che consente di inviare messaggi a un gruppo di celle telefoniche geograficamente vicine, capaci di delimitare un’area il più possibile corrispondente a quella interessata.

Con questo sistema, le notifiche arrivano anche in casi di campo limitato o in casi di saturazione della banda telefonica, senza alcuna ripercussione sui livelli di privacy impostati.

Inoltre, questa tecnologia consente di mandare messaggi in modo unidirezionale, senza la possibilità per gli operatori telefonici di ricevere risposte e sapere con certezza i cellulari che sono stati effettivamente raggiunti: chi invia l’informazione non detiene alcun dato in merito ai dispositivi, neanche il numero di telefono.

Il servizio è basato sul cosiddetto “accampamento” dei telefoni nel raggio di copertura delle antenne che vengono attivate: al momento dell’invio della notifica, tutti i dispositivi accesi e con connessione telefonica agganciati alle antenne selezionate riceveranno il messaggio.

Si evidenzia che la notifica del messaggio dipende anche dal modello di cellulare o smartphone, dal sistema operativo e della versione installata. In alcuni casi, infatti, l’utilizzo di una vecchia versione del sistema operativo può comportare problemi nella ricezione dei messaggi. Con dei test precedenti, comunque, è stato rilevato che anche i telefoni di vecchia generazione e non smartphone ricevono la notifica.

In ogni caso, i messaggi arrivano ugualmente anche nel caso in cui la voce IT-alert (presente nei vari dispositivi nella sezione avvisi di emergenza) dovesse essere disattivata sui dispositivi, poiché viene utilizzato il livello massimo di azione per l’invio.

Se sono spenti o privi di campo, ovviamente, i dispositivi non riceveranno i messaggi del sistema, mentre se la suoneria è impostata in modalità silenziosa potrebbero non suonare.

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