WhatsApp, attenzione ai falsi SMS sui pedaggi: la Polizia di Stato lancia l’allerta

La Polizia di Stato ha segnalato il 15 Maggio 2026 una nuova truffa che circola su WhatsApp tramite falsi messaggi apparentemente inviati da “Autostrade per l’Italia”, nei quali viene indicato un presunto mancato pagamento del pedaggio.
Ecco il testo del messaggio inviato:
“VERBALE DI CONTRAVVENZIONE
N: 083380Gentile cliente. La informiamo che il pagamento relativo a un transito autostradale associato al suo veicolo non risulta correttamente addebitato.
Per evitare eventuali sanzioni o costi aggiuntivi, la invitiamo a provvedere al saldo entro i tempi previsti.
SCARICA VERBALE”
Il messaggio invita a cliccare su un link per saldare immediatamente la somma dovuta, ma in realtà il collegamento rimanda a un sito contraffatto progettato per sottrarre dati personali e credenziali bancarie. La truffa descritta rientra in una tecnica sempre più diffusa nel panorama delle frodi online, nota come “phishing”.
Il phishing è una tecnica di truffa informatica che sfrutta l’inganno per ottenere informazioni sensibili dagli utenti. In genere, i cybercriminali si presentano come soggetti affidabili, come banche, società di carte di credito, operatori telefonici, fornitori di servizi digitali o persino contatti conosciuti, inviando comunicazioni apparentemente autentiche tramite email, SMS, messaggi istantanei o siti web contraffatti. In caso di ricezione del messaggio bisogna bloccare il numero e segnalare alla Polizia postale.
Lo scopo di questi attacchi è convincere la vittima a rivelare dati personali, credenziali di accesso, codici di sicurezza o informazioni bancarie. Una volta ottenute queste informazioni, i truffatori possono accedere agli account online delle vittime, effettuare operazioni fraudolente o sottrarre denaro.
Per ridurre il rischio di cadere in una truffa online è importante prestare attenzione ad alcuni elementi ricorrenti nei tentativi di phishing, come richieste di dati personali o informazioni riservate (password, codici OTP, numeri di carta o coordinate bancarie), la presenza di link sospetti o URL insoliti che rimandano a siti non ufficiali, messaggi che creano un senso di urgenza, ad esempio minacciando il blocco di un account o la sospensione di un servizio, errori grammaticali o comunicazioni formulate in modo poco professionale e indirizzi email o numeri di telefono che non corrispondono ai canali ufficiali dell’azienda citata.
Per difendersi dai tentativi di phishing è consigliabile adottare alcune buone pratiche di sicurezza digitale, come verificare sempre l’autenticità del mittente prima di cliccare su link o fornire informazioni personali, controllare attentamente l’indirizzo del sito web visitato per assicurarsi che appartenga al servizio ufficiale, evitare di aprire allegati o link ricevuti da fonti sconosciute o non verificate, utilizzare software antivirus e sistemi di protezione aggiornati contro phishing e malware, attivare quando disponibile l’autenticazione a due fattori per aumentare la sicurezza degli account online e mantenere alta l’attenzione informandosi regolarmente sulle nuove tecniche utilizzate dai cybercriminali.
Editing Giovanna Montante



