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TIM informa: attenzione agli SMS di phishing con link malevoli per smartphone Android

Tramite le sue pagine informative ufficiali dedicate ai suoi clienti. all’interno del suo sito, TIM sta informando di alcuni tentativi di phishing tramite SMS che invitano ai clienti a fornire dati personali e cliccare su link non sicuri.

La breve comunicazione è stata pubblicata oggi 21 Aprile 2021 e informa i clienti della possibilità di ricevere SMS “sia da numeri conosciuti che sconosciuti” senza dunque esplicitare se all’interno dell’SMS di phishing si faccia riferimento a TIM o meno.

Ad ogni modo, l’invito dell’operatore è quello di fare attenzione a non fornire dati e a non cliccare sui link. Il rischio, secondo quanto riportato, è che tramite il link possa essere scaricata un’applicazione malevola pericolosa per i propri dati.

Per questo motivo, TIM sta invitando i clienti che avessero cliccato su tali link a procedere al ripristino delle impostazioni di fabbrica del loro device Android e a modificare (da altro dispositivo) le credenziali di accesso ai servizi di home banking e a tutti i portali o le applicazioni che gestiscono sistemi di pagamento.

Invece, sembrerebbe che l’applicazione non sia disponibile per dispositivi iOS; i clienti con device Apple dovrebbero essere immuni da questo tentativo di truffa segnalato dall’operatore, ma resta raccomandata la massima cautela.

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Si ricorda che con il termine phishing si fa riferimento a truffe online architettate per sottrarre dati riservati delle vittime convincendole a fornire informazioni personali mascherando la comunicazione ingannevole.

Così, alcuni consumatori potrebbero essere invitati a fornire i dati dei propri sistemi di pagamento o i dati di accesso a determinati servizi da falsi SMS del servizio clienti (con riferimento soprattutto al settore dell’home banking), oppure a cliccare su determinati link per completare delle procedure di validazione o aggiornamento non reali e che permettono ai truffatori di raccogliere dati sensibili.

Fornendo i dati credendo di essere in contatto con le reali aziende e con i fornitori di servizi, i clienti “abboccano” di fatto (da qui il termine inglese) all’amo dei truffatori.

 

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