Tiscali e Linkem: dopo l’offerta Canarbino, i sindacati chiedono chiarimenti a Tessellis

Le segreterie nazionali di SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL hanno diffuso il 3 marzo 2026 un comunicato in merito alla decisione del Consiglio di Amministrazione di Tessellis di accettare un’offerta vincolante del Gruppo Canarbino per il ramo di azienda consumer (B2C) di Tiscali Italia e per i marchi Tiscali e Linkem.
La presa di posizione dei sindacati arriva dopo il comunicato aziendale del 1° marzo 2026, con cui Tessellis ha annunciato l’avvio di un percorso che prevede l’affitto del ramo consumer e il successivo possibile acquisto da parte di Canarbino, insieme ai relativi brand.
A seguito dell’annuncio, le segreterie nazionali dei sindacati del settore telecomunicazioni hanno richiesto un approfondimento immediato con la dirigenza aziendale.
L’incontro si è svolto nel pomeriggio del 3 marzo 2026 e, secondo quanto riportato nel comunicato sindacale, avrebbe evidenziato alcune criticità legate sia agli aspetti procedurali sia a quelli occupazionali.
Tra i punti segnalati vi sono, ad esempio, i passaggi autorizzativi necessari per il completamento dell’operazione, tra cui il non dissenso di un esperto nominato nell’ambito della procedura negoziata della crisi, oltre alle autorizzazioni previste dalla normativa sul Golden Power e al via libera delle autorità competenti in materia di concorrenza.
Durante il confronto con i sindacati, la dirigenza aziendale avrebbe spiegato che, nonostante i tentativi degli ultimi mesi di rilanciare o valorizzare l’asset aziendale in vista di una possibile vendita a un operatore del settore, tali iniziative non avrebbero portato a risultati concreti.
Secondo quanto riportato nel comunicato sindacale, l’azienda avrebbe quindi scelto questo percorso alternativo per evitare l’avvio di un processo di liquidazione complessiva, con l’obiettivo di portare all’acquisizione del ramo consumer da parte di Canarbino SpA, operatore attivo principalmente nel settore energetico.
Come già raccontato da MondoMobileWeb, il Gruppo Canarbino è un operatore del settore energetico italiano presente lungo l’intera filiera del gas naturale e dell’energia elettrica, con circa 700 dipendenti e circa 800000 clienti gestiti nel retail. Il Gruppo opera attraverso diverse società controllate ed è attivo nei segmento dell’approvvigionamento e del trading attraverso la società HB Trading e della vendita di energia e gas a clienti finali con le società Segnoverde ed Energia Pulita.
Nel caso di avveramento (o rinuncia) di tutte le condizioni sospensive successivamente illustrate, il contratto di affitto del ramo d’azienda consumer di Tiscali Italia avrà una durata di 12 mesi a partire dal 1° Giugno 2026, prorogabile di ulteriori 3 mesi.
L’operazione prevede anche l’affitto e il successivo trasferimento anche della licenza d’uso dei marchi “Tiscali” e “Linkem“, attualmente di proprietà di Tessellis, e dei connessi diritti di proprietà intellettuale.
Nel corso dell’incontro, Tessellis avrebbe indicato un organico complessivo di 638 addetti, distribuiti tra diverse aree di attività, tra cui business B2B, B2C, media e altre linee di business.
Le attività sono attualmente presenti in quattro sedi operative: Cagliari, Roma, Bari e Taranto.
Secondo quanto riferito dalla dirigenza aziendale durante il confronto, il nuovo potenziale acquirente avrebbe manifestato l’intenzione di superare la sede di Taranto, elemento che ha sollevato ulteriori preoccupazioni da parte delle organizzazioni sindacali.
Nel comunicato diffuso al termine dell’incontro, le segreterie nazionali di SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL hanno ribadito le proprie perplessità sull’operazione, sottolineando in particolare la mancanza, allo stato attuale, di garanzie sul piano occupazionale e sull’assetto delle sedi aziendali.
Le organizzazioni sindacali hanno quindi richiesto un confronto più approfondito con l’intera delegazione aziendale, dichiarando la propria contrarietà a eventuali percorsi non condivisi o a decisioni unilaterali, soprattutto per quanto riguarda la possibile chiusura della sede pugliese.
Secondo quanto riportato nel comunicato, la dirigenza aziendale avrebbe manifestato disponibilità a proseguire il confronto con le parti sociali, confermando l’intenzione di cercare soluzioni condivise.
Per questo motivo, è stato già fissato un nuovo incontro in sede plenaria per venerdì 6 marzo 2026, durante il quale dovrebbe proseguire il confronto sull’evoluzione dell’operazione e sulle possibili ricadute per i lavoratori coinvolti.
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