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È il turno di Altroconsumo: anche l’organizzazione condanna gli operatori per l’aumento del prezzo delle bollette a rinnovo mensile

Anche Altroconsumo, come prevedibile, ha detto la sua. L’adeguamento degli operatori, al momento Tim, Vodafone e Fastweb, dopo la legge che vietava definitivamente il rinnovo ogni 4 settimane, che ha portato a un aumento del costo mensile, secondo l’organizzazione è da condannare in quanto continua ad assicurare loro l’artificioso canone extra creato con la fatturazione ogni 28 giorni.

Per questa ragione, Altroconsumo ha segnalato i tre operatori alle autorità competenti, Antitrust compreso, invitando i lettori a unirsi a loro.

Altroconsumo spende delle parole anche per quanto concerne i messaggi ricevuti dagli utenti, in cui in questi giorni gli operatori iniziano a descrivere l’adeguamento e la conseguente modifica delle condizioni contrattuali. Si tratta di una manovra legittima da parte degli operatori delle telecomunicazioni, in quanto lascia un margine di tempo pari a un mese, al cliente, per decidere se recedere dal contratto senza alcuna penale.

Viene invocata anche la remota possibilità di pretendere il rimborso della tredicesima mensilità pagata fino ad oggi. In tal senso, l’organizzazione chiede la partecipazione degli utenti, che potranno prender parte a una petizione volta all’ottenimento della restituzione di quanto pagato in termini di tredicesima fino a oggi. Stando ad Altroconsumo, che ha anche pubblicato un documento con le stime dei rimborsi spettanti agli utenti, non si tratta di un’utopia, ma di una possibile conseguenza della lunga lotta contro gli operatori, combattuta anche dal Movimento Consumatori, che ha recentemente diffidato Vodafone per le modalità di comunicazione adoperate per informare circa il ritorno alla fatturazione mensile.

Per finire, Altroconsumo informa i suoi lettori che le compagnie hanno tempo per adeguarsi fino al 4 Aprile 2018. Superato tale limite, dovranno corrispondere ai consumatori un indennizzo forfettario pari a 50 euro entro la data fissata dall’Autorità delle Comunicazioni, oltre a un euro in più per ogni giorno successivo alla scadenza. Non finisce qui: Altroconsumo scrive che anche le sanzioni dell’AGCOM si faranno più dure, con una multa che va da un minimo di 240.000 euro a un massimo di 5 milioni di euro.

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