Call&Call chiude la sede di Milano, 186 consulenti perdono il posto di lavoro


call-centerCall&Call ha aperto le procedure di legge per la chiusura della sede di Milano con il conseguente licenziamento di 186 lavoratrici e lavoratori. Una decisione sbagliata contro la quale SLC‐CGIL, FISTEL‐CISL e UILCOM‐UIL, a tutti i livelli si opporranno e che compromette lo stato dei rapporti sindacali in tutto il Gruppo. Fino ad oggi Call&Call si è positivamente contraddistinta per un approccio costruttivo e per l’impegno, profuso anche a livello di settore, per trovare soluzioni normative che stabilizzino il mondo dei customer.

Questa decisione rappresenta una cesura violenta, soprattutto se si considera che, proprio sulla sede di Milano, i lavoratori ed il sindacato hanno negli ultimi mesi dato ampiamente prova di voler farsi carico delle difficoltà del sito sottoscrivendo un oneroso accordo che ha introdotto i Contratti di Solidarietà ed altre manovre per il recupero di efficienza e produttività. Già in queste ore sulla sede di Milano si stanno predisponendo tutte le iniziative di contrasto, nel frattempo le Segreterie Nazionali aprono lo stato di agitazione su tutte le sedi con la conseguente interruzione delle relazioni sindacali ( a riguardo si invitano tutte le strutture sindacali ad interrompere in ogni sede qualsiasi percorso relazionale in corso). Il prossimo 22 aprile 2015 si riunirà a Roma il Coordinamento Unitario delle RSU di Call&Call per decidere il percorso da intraprendere collegialmente per contrastare la decisione aziendale.

Le Segreterie Nazionali di SLC‐CGIL, FISTEL‐CISL e UILCOM‐UIL

 

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