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TIM, aumenti di prezzo: oltre 4 milioni di utenze coinvolte già nei primi 3 mesi del 2026

Nei giorni scorsi, grazie alla pubblicazione dei risultati del Q1 2026, TIM ha fornito un nuovo aggiornamento sui dati dagli aumenti di prezzo ai già clienti, con le rimodulazioni che nel primo trimestre 2026 hanno coinvolto già oltre 4 milioni di utenze fra mobile e fisso.

I numeri del primo trimestre 2026 relativamente agli aumenti di prezzo effettuati da TIM sono stati resi noti durante la consueta Conference Call del Gruppo TIM, che si è svolta dalle ore 14:30 del 7 Maggio 2026.

Nel corso di questo evento, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di TIM, Pietro Labriola, insieme al Chief Financial Officer (CFO) Piergiorgio Peluso, ha condotto la presentazione (ecco il documento completo con le slide), con cui sono stati illustrati, per la prima volta anche tramite dei Digital Twin dei manager dell’operatore, grazie all’Intelligenza Artificiale, i risultati finanziari del primo trimestre del 2026 (quindi fino al 31 Marzo 2026) del Gruppo TIM.

In questo modo, oltre ad illustrare la situazione finanziaria del Gruppo nei primi 3 mesi del 2026, alle parole sul contenzioso da 1,9 miliardi di euro avviato da Sky Italia relativamente ai diritti TV della Serie A 2021-2024, alla nuova offerta di connettività TIM Premium in arrivo e alla presentazione della nuova strategia sulle torri di telefonia mobile per via dell’uscita da INWITanche stavolta si è discusso delle campagne di rimodulazioni che hanno colpito con degli aumenti di prezzo alcuni clienti TIM di rete fissa e di rete mobile nei primi 3 mesi del 2026.

Dunque, come era stato annunciato già nei mesi scorsi, dopo le azioni di repricing effettuate durante tutto il 2025, le rimodulazioni sulla base clienti di TIM sono proseguite anche nel primo trimestre 2026.

Le parole dell’AD Labriola sugli aumenti di prezzo ai clienti a inizio 2026

Innanzitutto, nell’annunciare la previsione di un’accelerazione dell’EBITDAal del perimetro domestico di TIM nella seconda parte del 2026, l’AD Pietro Labriola ha affermato che ciò sarà guidato da quattro fattori chiave, e uno di questi sono proprio le iniziative di aumento dei prezzi di TIM Consumer.

A questo proposito, secondo quanto affermato da Labriola, le rimodulazioni ai già clienti continuano ad essere un fattore chiave della stabilizzazione di TIM Consumer, con il 2026 che segna il quinto anno consecutivo in cui la strategia di TIM si focalizza sul valore invece che sul volume, a detta di Labriola un approccio necessario in un mercato altamente competitivo come l’Italia.

L’Amministratore Delegato sottolinea che, rispetto agli anni precedenti, TIM ha anticipato i tempi degli aumenti di prezzo, permettendo così all’operatore di anticipare anche i benefici in termini di ricavi incrementali nel corso del 2026: infatti, secondo i dati riportati nelle slide della presentazione, già nei primi 3 mesi del 2026 sono state coinvolte oltre 4 milioni di linee TIM tra fisso e mobile.

Nello specifico, per quanto riguarda i clienti consumer, TIM ha comunicato degli aumenti di prezzo a circa 2,5 milioni di linee fisse e a circa 1 milione di linee mobile, per un totale di 3,5 milioni di linee consumer TIM rimodulate nel primo trimestre 2026.

Invece, per i clienti TIM del segmento Business (Partita IVA e PMI), nel primo trimestre 2026 sono state coinvolte circa 300mila linee fisse e circa 400mila linee mobile, per un totale di circa 700mila linee Business a cui è stato comunicato l’aumento di prezzo.

Complessivamente, quindi, considerando anche le utenze Business, nei primi 3 mesi del 2026 gli aumenti di prezzo hanno coinvolto circa 4,2 milioni di utenze TIM.

Si ricorda invece che durante tutto il 2025 le rimodulazioni con aumenti di prezzo avevano coinvolto circa 8,3 milioni di utenze TIM (circa 4,1 milioni di linee fisse e circa 4,2 milioni di linee mobile).

A detta dell’AD Pietro Labriola, l’impatto di queste iniziative è stato visibile in tutti i KPI dell’azienda: ad esempio, l’ARPU del segmento fisso di TIM ha fatto registrare una crescita (aumento del 5,4% rispetto al primo trimestre 2025), mentre l’ARPU del segmento mobile è in leggero rialzo (crescita dell’1% rispetto a Marzo 2025).

Inoltre, anche in questo trimestre, come ribadito da Labriola, il tasso di abbandono (churn) è rimasto sotto controllononostante i molteplici aumenti di prezzo attuati da TIM negli ultimi anni. TIM registra anche un saldo netto di linee legato alla portabilità del numero mobile (MNP) che si conferma sostanzialmente neutro, che a detta di Labriola è un indicatore della capacità di mantenere la clientela.

Le risposte di Andrea Rossini di TIM

Come ormai di consueto, nel corso della Conference Call su questo argomento è intervenuto anche Andrea RossiniChief Consumer, Small & Medium Business Market Officer di TIM, che ha risposto alle domande poste dagli analisti finanziari in merito alla strategia dell’operatore sugli aumenti di prezzo ai clienti.

In particolare, Rossini ha affermato che in questi ultimi anni, per ridurre il tasso di abbandono nella rete, TIM ha lavorato sul miglioramento di tre aspetti, ossia convergenza, migrazione verso la Fibra FTTH e l’uso dei contenuti TV con TIMVISION, in quest’ultimo caso come tool di riduzione del churn ma anche di aumento dell’ARPU.

In merito invece al mercato mobile, come già sottolineato nelle precedenti Conference Call, in questi anni TIM ha perfezionato le pratiche di aumento dei prezzi ai clienti, con l’obiettivo di agire in modo più segmentato e cauto e per prevenire l’effetto del churn.

Andrea Rossini sottolinea poi che in questi anni TIM ha preso atto che il mercato mobile sta evolvendo, con i numeri delle portabilità che si stanno riducendo.

Infine, Rossini ha affermato come sia positivo per TIM che altri operatori in Italia stanno seguendo l’esempio di TIM sull’aumento dei prezzi ai clienti.

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