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TIM e DAZN, diritti Serie A 2021-2024: l’AD Labriola su causa Sky da 1,9 miliardi di euro

L’AD di TIM, Pietro Labriola, ha commentato la notizia relativa alla causa intentata da Sky Italia nei confronti di TIM e DAZN sull’accordo per i diritti TV della Serie A 2021-2024, con cui l’emittente televisiva chiede un risarcimento danni fino a 1,9 miliardi di euro.

L’azione legale promossa da Sky è emersa lo scorso 6 Maggio 2026, con la pubblicazione dell’informativa finanziaria al 31 Marzo 2026 del Gruppo TIM, dove tra i contenziosi pendenti che riguardano TIM è spuntata anche la causa relativa all’accordo con DAZN sui diritti TV della Serie A maschile di calcio del triennio 2021-2024.

Come già raccontato da MondoMobileWeb, a Giugno 2023 l’AGCM aveva accertato un’intesa restrittiva della concorrenza tra TIM e DAZN sui diritti TV della Serie A di calcio maschile per il triennio 2021-2024, in violazione dell’Art. 101, Comma 1 del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea).

In particolare, in virtù di un accordo stretto con DAZN (il cosiddetto “Deal Memo”), TIM aveva commercializzato un’offerta in bundle ritenuta dall’Antitrust non replicabile dai suoi concorrenti, comprensiva dei contenuti di TIMVISION, di DAZN e del servizio di connettività.

Tramite il Provvedimento n. 30699, annunciato dall’Autorità il 13 Luglio 2023l’AGCM aveva quindi sanzionato TIM per 760.776,82 euro e DAZN per 7.240.250,84 euro, tenendo in considerazione i ricavi derivanti alle due società dalla commercializzazione dei diritti televisivi per la stagione 2021/2022 della Serie A.

TIM e DAZN hanno impugnato la decisione davanti al TAR del Lazio, che tuttavia, con una sentenza pubblicata l’11 Maggio 2024, ha confermato quanto stabilito dall’Antitrust, allo stesso tempo però accogliendo in parte i ricorsi di Sky Italia e Fastweb in merito alla durata dell’infrazione, determinando dunque la necessità di riavviare il procedimento per rideterminare la sanzione.

E infatti, con la conclusione del nuovo procedimento I857C avviato a fine 2024, l’Antitrust, tramite il Provvedimento n. 31798 pubblicato il 12 Gennaio 2026, ha deciso di ridurre la sanzione a DAZN, passata da 7.240.250,84 euro a 3.673.716,63 euro, mentre rimane invariata quella di TIM.

Le richieste di Sky Italia con la causa avviata al Tribunale di Milano

Adesso, secondo quanto emerso nei documenti dei risultati finanziari di TIM, attraverso l’atto di citazione dinanzi al Tribunale di Milano, notificato a TIM in data 25 Marzo 2026, Sky Italia e Sky Limited hanno avviato un’azione legale nei confronti di TIM e DAZN, chiedendo la loro condanna in solido al risarcimento dei danni che Sky sostiene di aver subito in conseguenza della violazione dell’Articolo 101 TFUE da parte di TIM e DAZN.

Secondo l’accusa di Sky Italia, l’accordo tra TIM e DAZN, che l’Autorità Antitrust ha qualificato come un’intesa restrittiva della concorrenza, avrebbe avuto il fine di escludere Sky dal mercato e di danneggiare la sua base di clienti a seguito dell’accordo di licenza dei diritti televisivi della Serie A per il triennio 2021-2024.

La richiesta di risarcimento danni avanzata da Sky ammonta a un importo complessivo (eventualmente da suddividere tra TIM e DAZN sulla base di criteri da definirsi) compreso tra 1,8 e 1,9 miliardi di euro, derivante da un lucro cessante di 1,076 miliardi di euro per la perdita di profitti operativi (cui si aggiungono 499 milioni di euro per interessi) e un danno emergente stimato tra 280 e 380 milioni di euro per il presunto deprezzamento del marchio.

Nel documento dei risultati di TIM, l’operatore sottolinea che tali quantificazioni si basano su due perizie economiche di parte e secretate.

Infine, TIM specifica che le udienze chiave del procedimento avviato da Sky Italia sono previste per l’ultimo trimestre del 2026.

Cosa ha detto Pietro Labriola di TIM sulla causa intentata da Sky

Nella giornata di ieri, 7 Maggio 2026, nel corso della Conference Call del Gruppo TIM relativa ai risultati del primo trimestre 2026, durante la sessione di domande e risposteall’Amministratore Delegato Pietro Labriola è stata posta anche una domanda proprio in merito al contenzioso avviato da Sky Italia nei confronti di TIM e DAZN.

Di seguito si riporta la risposta data dall’AD di TIM, Pietro Labriola:

“Una battuta: ho visto una pubblicità di Sky che in Italia ha rinnovato i diritti della Formula 1 (adoro Kimi Antonelli) fino al 2032. Quindi, forse avranno bisogno di più soldi per finanziare ciò.

Ma per darvi qualche dettaglio, qualcuno pensa che all’epoca avevamo un problema di approccio anti competitivo. Solo per sottolinearvelo: l’accordo con DAZN ci dava l’esclusiva del bundle.

Ora i dettagli: il primo, se eri un cliente WINDTRE, Vodafone, Fastweb o Sky potevi sottoscrivere in ogni caso l’offerta di DAZN sul sito. Quindi, non stavamo chiudendo il mercato.

Il secondo, oltre ad avere l’esclusiva del bundle, devo ricordare a tutti che nel 2021 TIM era verticalmente integrata, e a livello regolatorio eravamo obbligati ad un’analisi dei prezzi ex ante che non ci consentiva di fare niente in dumping. Quindi, non eravamo in grado di sussidiare la connettività con i contenuti e viceversa.

Dunque è davvero complesso capire la motivazione di ciò. Ci piace parlare di queste cose nelle sedi giuste, perché non ci piace vivere in un costante Grande Fratello, perché sto vedendo questo nell’ultimo periodo: molte persone parlano dei contenziosi come se fossero al Grande Fratello.

Dire ciò che pensiamo e fare ciò diciamo: questo è quello che abbiamo fatto negli ultimi 4 anni, e continueremo a farlo”.

Dunque, oltre alla battuta sul rinnovo dei diritti TV della Formula 1 da parte di Sky Italia, Pietro Labriola ha voluto ricordare come l’accordo di esclusiva di TIM per DAZN riguardava solo il bundle con le telco, sottolineando come i clienti di altri operatori telefonici potessero comunque sottoscrivere l’offerta DAZN sul sito della piattaforma.

Inoltre, Labriola afferma che all’epoca TIM, essendo verticalmente integrata, era soggetta all’analisi dei prezzi da parte delle Autorità, per cui sostiene che ciò impediva all’operatore di mettere in atto iniziative di dumping.

Infine, l’AD di TIM sottolinea di voler parlare di questi contenziosi nelle sedi adeguate, e non pubblicamente.

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