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Open Fiber, progetto MEGLIO: Nature pubblica risultati su Fibra come sensore per sismi

Il gruppo Nature, editore di riviste per la comunità scientifica internazionale, ha pubblicato sul proprio sito e su “Communications Earth & Environment“, la sua pubblicazione in scienze ambientali e planetarie, i risultati del progetto MEGLIO, ottenuti dalla collaborazione tra Open Fiber, INRiM e INGV, per utilizzare la fibra ottica come sensore per la rilevazione delle onde sismiche.

La suddetta pubblicazione vale come riconoscimento del valore scientifico del progetto MEGLIO (Measuring Earthquakes signals Gathered with Laser Interferometry on Optic Fibers), poiché prima di essere pubblicati da Nature, i risultati sono stati sottoposti a peer review, processo in uso nella comunità scientifica per attestare la solidità del metodo di analisi utilizzato, la qualità della ricerca e il grado di innovazione.

Queste le parole di Andrè Herrero, Primo Ricercatore dell’INGV:

Una missione importante dell’INGV è il monitoraggio del territorio nazionale per i terremoti, vulcani e tsunami. I risultati emersi da questo studio aprono nuove frontiere nel monitoraggio della sismicità e della vulnerabilità delle nostre città, giungendo fino alle nostre abitazioni attraverso l’infrastruttura già esistente della fibra ottica.

Ciò che rende questa tecnologia così promettente sono due elementi chiave: la sua complementarità con le attuali strumentazioni e la sua sostenibilità grazie al riutilizzo di infrastrutture già presenti. Unendo la capacità sensoriale con quella di trasporto dati, il monitoraggio tramite fibra ottica può diventare un protagonista cruciale nella prevenzione e nell’allerta precoce in caso di eventi sismici o tsunami.

Davide Calonico, Responsabile Divisione di Metrologia Quantistica all’INRiM, ha aggiunto:

Il sensore laser e la tecnica di misura interferometrica, messi a punto dall’INRiM, sono basati su tecnologie inizialmente sviluppate in ambito metrologico, per la ricerca fondamentale, e qui applicate ad un contesto molto diverso. I risultati di questo studio e la loro pubblicazione su una rivista prestigiosa dimostrano come sia possibile, grazie anche a sinergie fra comunità diverse, raggiungere obbiettivi di impatto non solo per la scienza ma anche per la società, una missione che riteniamo fondamentale.

Questa pubblicazione rafforza inoltre la presenza italiana in un filone di ricerca che sta riscontrando sempre maggiore interesse a livello globale, e rappresenta una base importante su cui costruire ulteriore innovazione.

Di seguito, invece, il commento di Francesco Carpentieri, responsabile Ingegneria del Trasporto di Open Fiber:

La pubblicazione su Nature conferma l’interesse e l’apprezzamento della comunità scientifica per MEGLIO, che è il primo di una serie progetti di network sensing su cui stiamo lavorando e su cui siamo pionieri. La fibra ottica è l’elemento abilitatore dell’evoluzione digitale della nostra società, e Open Fiber, come operatore wholesale only, mette a disposizione la sua rete per contribuire allo sviluppo anche di un ambito importante per la nostra sicurezza come il monitoraggio sismico.

In Italia, la sismicità viene costantemente monitorata grazie a una rete di sensori, gestita e periodicamente aggiornata da INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). La fibra ottica, in particolare, può consentire di fare un passo in avanti in questo settore, offrendo dati in maniera più rapida e precisa.

Infatti, una rete capillare in fibra, come quella FTTH (Fiber To The Home) realizzata da Open Fiber, che si estende dalle abitazioni ai fondali oceanici più remoti, può diventare uno strumento utile per sondare il territorio, supportando e complementando i sensori convenzionali.

A confermare tale tesi sono i risultati ottenuti da MEGLIO, che, come già raccontato da MondoMobileWeb, è un progetto partito nel 2020, che ha visto la realizzazione di un osservatorio sismico che sfrutta una coppia di fibre ottiche di Open Fiber fra Ascoli Piceno e Teramo come sensori distribuiti.

Un segnale laser, lanciato in queste fibre senza interferire con il normale traffico dati, permette di misurare i microscopici allungamenti delle fibre causati dalle vibrazioni sismiche attraverso una tecnica interferometrica sviluppata dall’INRiM (Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica).

Durante una sperimentazione di due anni, sono state registrate diverse decine di eventi sismici, tra cui il terremoto avvenuto in Turchia a Febbraio 2023 e altri quasi impercettibili (con magnitudo inferiore a 2). L’analisi delle registrazioni, sotto la conduzione dell’INGV, ha confermato la validità dei dati registrati così come la potenzialità di questa tecnica.

Editing Ileana Gira

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