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Iliad Italia, incontro annuale con i sindacati: “l’azienda non può più considerarsi startup”

Lo scorso 31 Maggio 2022 si è svolto l’incontro annuale fra i vertici di Iliad Italia, compreso l’AD Benedetto Levi, e le segreterie dei sindacati del settore TLC, le quali continuano a chiedere un ripensamento delle relazioni sindacali dell’azienda.

Il resoconto dell’incontro è stato reso noto con un comunicato congiunto del 3 Giugno 2022, pubblicato solo nelle ultime ore, di SLC CGIL, FISTel CISL, UILCom UIL e UGL Telecomunicazioni.

All’incontro hanno preso parte le Segreterie nazionali e territoriali delle suddette sigle sindacali, le rappresentanze sindacali aziendali e la direzione aziendale di Iliad Italia guidata dall’Amministratore Delegato Benedetto Levi.

I sindacati riportano innanzitutto i dati esposti da Iliad Italia nella sua presentazione sull’andamento dell’azienda, che a quattro anni dall’ingresso sul mercato italiano, datato 29 Maggio 2018, ha oggi una forza lavoro di 750 persone, suddivise tra le 13 sedi operative regionali ed i vari negozi sparsi nelle principali città d’Italia.

Ad oggi Iliad è il quarto operatore nel mercato mobile consumer, con 8,8 milioni di clienti, pari al 10% del numero di SIM complessivamente attive in Italia.

In riferimento ai dati economici, il 2021 ha visto un fatturato, in costante aumento, che ha superato gli 800 milioni di euro, a fronte di “cospicui investimenti, come d’altronde caratteristica del settore”, che sempre nel 2021 hanno impegnato 600 milioni di euro.

Dal 2018 ad oggi Iliad in Italia ha raggiunto la cifra complessiva di 3,5 miliardi di euro di investimento. Lato infrastrutturale invece, l’azienda ha dichiarato 9000 siti mobili attivi in Italia, rispetto ad una media dei competitor che si aggira intorno ai 20000 siti.

I sindacati ricordano che Iliad è “un’azienda giovane”, con un’età media di 36 anni ed una anzianità aziendale pari a 30 mesi, ma con “mirati innesti di personale con competenze ed esperienza”.

Infine, i sindacati riportano che nel 2021 Iliad Italia ha puntato ad un “forte investimento nella formazione, tenuto conto della platea dei lavoratori”, che l’azienda TLC conferma di voler riproporre anche per il 2022.

sindacati Iliad Italia
Benedetto Levi, Amministratore Delegato di Iliad Italia.

Nel ringraziare per la “dettagliata presentazione” fornita sull’andamento aziendale da parte dell’Amministratore Delegato Benedetto Levi, ormai diventata appuntamento annuale, definito “molto gradito ma esclusivamente formale”, le Segreterie Nazionali di SLC CGIL, FISTel CISL, UILCOM UIL hanno ribadito la necessità di “costruire un percorso di relazioni industriali che progressivamente possa arrivare, in un periodo non troppo lontano, ad una serie di obiettivi condivisi”.

L’obiettivo dichiarato dalla parte sindacale è di “migliorare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”, come ad esempio un “buon accordo sullo Smart Working e sull’organizzazione del lavoro”, e contribuire a “generare benefici economici ai dipendenti di Iliad”, che come sottolineano i sindacati TLC “ogni giorno, concretamente, contribuiscono a raggiungere i grandi risultati descritti dall’AD”.

Per quanto riguarda l’investimento formativo, le organizzazioni sindacali hanno suggerito il ricorso al “Fondo Nuove Competenze” che, tramite accordo sindacale, consentirebbe di fare formazione attraverso il finanziamento del fondo stesso.

In questo modo, secondo i sindacati si potrebbero liberare risorse da poter investire, ad esempio, nel “riconoscimento degli opportuni livelli inquadramentali”, partendo da una opportuna verifica delle professionalità maturate, o per la sottoscrizione di un accordo di secondo livello che porti alle lavoratrici ed ai lavoratori il giusto riconoscimento per il lavoro svolto”.

In relazione all’assenza di un “confronto relazionale proficuo che riconosca alle lavoratrici ed ai lavoratori gli opportuni riconoscimenti per il prezioso contributo apportato”, le organizzazioni sindacali hanno affermato:

non si comprende se sia assenza di lungimiranza, e questo industrialmente genera forte preoccupazione, oppure sia esclusivamente mancanza di volontà, ed in questo caso l’auspicio è che l’azienda voglia ripensare totalmente l’approccio nelle relazioni industriali/sindacali.

Non è possibile continuare a considerare Iliad Italia una start-up. Questo assunto appare esclusivamente un alibi per non costruire un sistema di relazioni sindacali maturo, in grado di dare stabilità e garanzie alle lavoratrici ed ai lavoratori ed alla stessa Iliad Italia.

Le organizzazioni sindacali auspicano quindi che le aperture fornite dall’azienda sull’avvio di un sistema di relazioni sindacali possa concretizzarsi nel breve termine.

I sindacati del settore delle telecomunicazioni ribadiscono che “il tempo degli annunci è terminato, l’attesa è conclusa”, per cui Iliad dovrebbe dotarsi di un “sistema di relazioni sindacali congrue rispetto alla realtà produttiva che rappresenta nel paese”.

Diversamente, viene affermato che il sindacato confederale non abdicherà al suo ruolo di rappresentanza delle istanze dei lavoratori, mettendo in capo le azioni necessarie a traguardare gli obiettivi dichiarati.

Editing Simone Nicolosi

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