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Open Fiber: approvato dall’Antitrust UE il controllo congiunto di CDP con Macquarie

L’Antitrust UE ha approvato ufficialmente senza condizioni il riassetto societario di Open Fiber, con l’ingresso nel capitale del fondo australiano Macquarie, che rileva parte delle quote di Enel, mentre Cassa Depositi e Prestiti (CDP) aumenta la propria partecipazione e avrà la maggioranza.

L’operazione, ufficializzata nei mesi scorsi, è stata notificata alla Commissione Europea lo scorso 4 Ottobre 2021, e il procedimento M.10450 dell’Antitrust UE prevedeva che una decisione venisse presa entro il 10 Novembre 2021.

Dopo le indiscrezioni circolate circa l’approvazione senza condizioni, nella giornata di ieri, 11 Novembre 2021, la Commissione Europea ha pubblicato una nota stampa in cui riassume le motivazioni della decisione.

Al momento non è ancora disponibile il testo completo della decisione dell’Antitrust UE, dove saranno presenti maggiori informazioni in merito al procedimento su Open Fiber.

Il riassetto societario di Open Fiber

Secondo quanto si legge nella nota, la Commissione Europea ha approvato, ai sensi del Regolamento UE sulle fusioni, l’acquisizione del controllo congiunto di Open Fiber S.p.A. da parte di CDP Equity S.p.A. e della società australiana Macquarie Group Limited.

Come ricorda l’Antitrust UE, CDP Equity è un investitore di lungo periodo in società di rilevante interesse nazionale italiano, controllata interamente da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) che, a sua volta, è controllata dallo Stato italiano. CDP è anche azionista di minoranza e membro del consiglio di amministrazione di TIM, l’operatore di telecomunicazioni italiano ex monopolista.

Macquarie è invece una banca d’investimento multinazionale che gestisce, tra gli altri, fondi che investono in infrastrutture e altri asset reali.

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Antitrust UE Open Fiber CDP Macquarie

Fino ad ora Open Fiber, l’operatore wholesale only che sviluppa, gestisce e mantiene una rete in Fibra FTTH in Italia, era controllata al 50% da Enel e al 50% da CDP Equity. Tuttavia, Enel ha deciso di uscire da Open Fiber cedendo la sua intera quota per un corrispettivo di 2,65 miliardi di euro.

I contratti di cessione prevedono la vendita del 40% del capitale di Open Fiber a Macquarie Asset Management (il fondo australiano noto anche come MIRA) per un corrispettivo di 2,12 miliardi di euro. Invece, a CDP Equity di Cassa Depositi e Prestiti sarà ceduto da Enel il rimanente 10% del capitale di Open Fiber ancora in suo possesso, per un corrispettivo di 530 milioni di euro.

Le motivazioni dell’approvazione dell’Antitrust UE

In merito all’operazione, la Commissione ha concluso che l’acquisizione proposta “non solleverebbe problemi di concorrenza data l’assenza di sovrapposizioni orizzontali o relazioni verticali tra le attività di Macquarie (comprese le sue società in portafoglio) e Open Fiber”.

La Commissione ha infine valutato anche se, alla luce degli interessi di CDP in TIM, l’operazione avrebbe “aumentato i rischi di coordinamento tra Open Fiber e TIM.

Fatta salva l’applicabilità degli articoli 101 e 102 TFUE o di qualsiasi altra disposizione nazionale equivalente sui possibili effetti anticoncorrenziali, la Commissione ha concluso che i possibili problemi anticoncorrenziali non sono specifici dell’operazione proposta, poiché CDP Equity aveva già il controllo congiunto di Open Fiber.

Infine, viene sottolineato che l’operazione è stata esaminata secondo la normale procedura di revisione di una fusione.

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