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Reti: procedimento Antitrust sull’operazione tra Cellnex e WindTre. Rischi per la concorrenza?

Nella giornata di oggi, 12 Aprile 2021, l’Antitrust ha annunciato di aver aperto un procedimento sull’operazione di cessione delle torri di WindTre (CK Hutchison) a Cellnex Italia.

L’operazione era stata già notificata nei mesi scorsi e rientra nell’accordo di acquisizione tra la tower company spagnola e CK Hutchison, la holding di Hong Kong proprietaria di WindTre.

Il settore interessato è quello dei servizi di ospitalità su infrastrutture passive di telecomunicazione e l’accordo prevede la vendita di 24.600 torri presenti in tutta Europa, incluso il mercato italiano, quello con il numero più elevato di torri (circa 8900 antenne).

L’operazione costituisce una concentrazione, poiché finalizzata all’acquisizione del controllo esclusivo di un’impresa (CK Hutchison Networks Italia, quella che gestisce le torri di WindTre in Italia).

L’analisi del settore delle tower company in Italia

Il settore dell’ospitalità di operatori di telecomunicazioni su infrastrutture passive (ovvero torri, rooftops e altri assets) mostra una domanda di servizi proveniente da operatori mobili MNO e wireless FWA, che desiderano installare i loro impianti di rete.

L’offerta dei servizi di ospitalità comprende la messa a disposizione dello spazio sull’infrastruttura passiva, per il quale gli operatori clienti pagano un canone al fornitore. Gli operatori di rete MNO installano su tali infrastrutture passive le loro apparecchiature RAN (Radio Access Network) quali antenne, radio e unità in banda base per fornire servizi vocali e di trasmissione dati.

Analizzando lo scenario competitivo, l’Antitrust evidenzia come le infrastrutture passive originariamente costruite per utilizzo in autoproduzione da parte degli operatori di rete per i propri MNO si affianchino alle offerte indipendenti da parte di terzi. Così, fino a circa tre anni fa, gli attori del mercato erano essenzialmente Inwit, controllata interamente da TIM, la divisione di Vodafone che gestiva i siti di Vodafone Italia e la divisione interna di WindTre che è diventata CK Hutchison Networks Italia.

Anche Iliad svolgeva un’attività limitata come tower company prima dell’accordo proprio con Cellnex, mentre TIM e Vodafone hanno fuso le loro attività per creare la nuova Inwit, la più grande tower company in Italia.

In misura residuale e prevalentemente legata alla trasmissione televisiva, ci sono anche le tower company Ei Towers, Towertel e Rai Way S.p.A.

Con riferimento, invece, al quadro normativo delle emissioni elettromagnetiche, l’Antitrust nella sua analisi iniziale evidenzia come: “la normativa italiana EMF (20 V/m8 o 6 V/m a seconda dei punti di misura previsti dalla legge), più severa rispetto a quella prevista a livello europeo, si applica indipendentemente dal tipo di utilizzo delle antenne e può determinare una limitazione del numero di operatori di telefonia mobili ospitati su ciascun sito aggiungendo, pertanto, una possibile limitazione di capacità a quelle già eventualmente risultanti dalla presenza di operatori storici sul sito. In aggiunta, determinati limiti esistono anche in virtù del quadro normativo locale o regionale (o in virtù della sua interpretazione), che talvolta ostacola gli attori del mercato nell’estendere la propria presenza in determinate aree, come altresì rilevato in passato dall’Autorità”.

Dal punto di vista geografico, invece, l’analisi di mercato mostra come gli attori siano attivi su base nazionale e nello specifico i siti ceduti da CK Hutchison a Cellnex sono dislocati nell’intera penisola.

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Le osservazioni di alcuni attori del mercato

Secondo alcune osservazioni di altre società attive sul mercato (di cui non sono stati riportati i nomi) l’acquisizione delle torri di WindTre aumenterebbe il potere contrattuale di Cellnex Italia nei confronti della clientela dei servizi di infrastrutture passive, a danno dei concorrenti, riducendo anche gli incentivi di investimento in nuovi siti da parte degli operatori principali, appunto Cellnex stessa e Inwit.

L’AGCM, nel complesso, ha inviato diverse richieste di informazioni ai concorrenti nel mercato dei servizi di ospitalità di telefonia e ai principali operatori MNO e FWA. Le società interpellate sono state, in particolare, Inwit, Vodafone Italia, TIM, Fastweb e Fastweb Air, Eolo, Linkem, Iliad, Towertel e Raiway.

Alcuni operatori, come Linkem, hanno evidenziato i limiti legati al contesto normativo per l’accesso ai siti di ospitalità, oltre all’esistenza di limitazioni all’accesso per gli operatori FWA derivanti da contratti già in essere tra tower companies e operatori MNO.

Altri attori hanno affermato di essere in linea di principio favorevoli alle aggregazioni che creano le premesse per la creazione di soggetti più efficienti. Anche Iliad ha fornito un parere in tal senso.

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Gli effetti dell’operazione tra Cellnex e CK Hutchison secondo l’Antitrust

Prima di avviare l’istruttoria sull’operazione tra Cellnex e CK Hutchison in Italia (ecco il documento completo) l’Antitrust ha elencato gli effetti dell’operazione nel mercato.

In primo luogo, è stato evidenziato l’altissimo livello di concentrazione del mercato delle torri in Italia, che crescerebbe ulteriormente con l’operazione tra le due parti: Cellnex, nel mercato nazionale e considerando le vendite ai terzi, detiene una quota del 60/70% in termini di volume e 70/80% in termini di valore, mentre la quota di CK Hutchison è del 10/20% in termini di volume e 5/10% in termini di valore.

All’esito della concentrazione, dunque, la quota congiunta sarà superiore al 70/80% grazie a un incremento di almeno il 5%/10%.

Inwit, invece, a fronte di una quota di mercato in valore e volume pari al 40/50% del totale, detiene presso i macro-siti una quota di mercato dei servizi offerti particolarmente limitata, pari al 10/20% sia in termini di valore che di volume.

Il vincolo competitivo esercitato dagli operatori minori e da Inwit, considerando che quest’ultimo è particolarmente integrato verticalmente, non permetterebbe dunque di contrastare la posizione dominante di Cellnex secondo l’Autorità.

Per questa ragione, secondo l’Antitrust è rilevabile innanzitutto un primo aspetto di criticità concorrenziale di tipo orizzontale che ridurrebbe la competizione. Inoltre, l’operazione potrebbe incentivare Cellnex, forte della sua quota di mercato, ad adottare comportamenti di natura unilaterale come aumenti di prezzo o riduzione delle capacità disponibili a vantaggio degli operatori già in possesso di contratti di lunga durata, come WindTre stessa.

Un ultimo profilo di criticità riguarda invece gli eventuali effetti preclusivi nei confronti dei concorrenti, derivanti proprio dall’acquisizione delle torri di WindTre da parte di Cellnex. Infatti, secondo l’Autorità, Cellnex potrebbe limitare la contendibilità degli operatori MNO da parte di concorrenti nel mercato delle infrastrutture passive e ottenere condizioni contrattuali di vantaggio con i proprietari dei siti, con la possibilità di escludere la possibilità, per le tower companies concorrenti, di costruire e ampliare le proprie infrastrutture.

Per queste ragioni, l’AGCM ha avviato la sua istruttoria, che dovrà concludersi entro 45 giorni, con possibile acquisizione del parere dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

 

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