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Blocco Servizi VAS: i pareri delle Associazioni dei Consumatori e dei Service Providers

Oltre agli operatori, hanno partecipato alla consultazione AGCOM che ha portato alla delibera sul blocco dei servizi VAS anche le associazioni dei consumatori e le associazioni dei fornitori di contenuti.

Si premette che con il termine servizi a sovrapprezzo, detti anche “premium” o “a contenuto”, si indicano tutti quei servizi a pagamento offerti da terze parti tramite SMS e connessione dati, che offrono ad esempio oroscopi, giochi, video e musica in streaming, notizie, previsioni meteo, suonerie o altri servizi tramite acquisto una tantum o con un abbonamento periodico.

Grazie ai contributi di tutti i partecipanti, l’Autorità ha tracciato delle nuove misure da rispettare per il blocco e l’attivazione dei servizi VAS, volte a tutelare i clienti da attivazioni non richieste.

Oltre agli operatori, che hanno condiviso le loro opinioni e i loro suggerimenti e che saranno adesso tenuti ad applicare tutte le misure previste, hanno partecipato anche le associazioni dei consumatori e dei service providers, che chiaramente hanno mostrato idee molto diverse.

I fornitori DadoPay e GoMobile, ad esempio, hanno reso noto all’Autorità di non condividere la previsione del blocco di default per tutti i servizi premium, ritenendo che il CASP 4.0 tutelasse già in modo efficace i consumatori, come testimoniato dalla riduzione delle attivazioni di servizi premium.

Secondo i due provider, piuttosto che adottare le nuove misure proposte, gli operatori avrebbero dovuto solamente introdurre sistemi di controllo più efficaci tenendo conto del principio di libera iniziativa economica delle imprese.

Infine, il blocco delle SIM avrebbe dovuto operare solo su esplicita richiesta del cliente, sia per le nuove SIM che per quelle già attive.

Anche A-Tono, società che eroga diversi servizi di comunicazione elettronica tramite numerazioni in decade 4, tra cui servizi di info-entertainment, banking e mobile ticketing, non ha condiviso il blocco di default.

Kaleyra, attivo a sua volta nella fornitura di servizi informativi erogati da banche e istituti di credito tramite SMS Premium Finance (dunque non rientranti nell’ambito della consultazione) si è invece mostrato favorevole ad attivare un blocco di default per tutti i servizi premium.

Infine, le Associazioni di Content Server Provider Asdig e AssoCSP hanno ritenuto il barring una misura anacronistica, lesiva e dall’impatto negativo per l’intero settore delle telco, perché, come evidenzia Asdig, rischierebbe di “portare chi opera nell’industria ad abbandonarla, creando seri danni economici ed impedendo lo sviluppo di servizi con elevato potenziale innovativo”.

In altri termini, l’associazione ha mostrato di non condividere il blocco perché la misura appare “oltremodo penalizzante e sproporzionata”, laddove invece una soluzione adeguata sarebbe stata rappresentata dal controllo in tempo reale del flusso di attivazione.

Per AssoCSP, invece, il barring di default, oltre ad essere pregiudizievole per l’intero comparto, si mostra ingiustificato per il segmento mobile a differenza del fisso, perché nel mobile il device che si utilizza è solitamente personale e l’utente ha un maggiore grado di consapevolezza nella gestione dei servizi della propria SIM.

Per questo motivo, secondo AssoCSP l’unico blocco di default avrebbe dovuto eventualmente riguardare le SIM dei minori o eventualmente i servizi adult.

Con riferimento all’attivazione dei servizi tramite OTP (la seconda misura principale della delibera), tutti gli operatori service provider e le associazioni hanno ritenuto che l’impiego di una doppia password fosse eccessivo.

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Come prevedibile, sono ben diversi i pareri delle associazioni dei consumatori che hanno partecipato alla consultazione pubblica, vale a dire Altroconsumo, Codici, Codacons, Udicon, Adiconsum, Adoc e Federconsumatori.

Tutte le associazioni hanno condiviso infatti le misure proposte per il barring di default e hanno ritenuto fondamentale che la comunicazione di blocco potesse giungere su diversi canali, anche a scelta dell’utente, per una maggiore certezza.

Con riferimento invece all’impiego della One Time Password, le associazioni hanno condiviso le previsioni per l’acquisizione rinforzata del consenso, ritenendosi favorevoli alle due OTP inoltrate sullo stesso canale o su canali diversi per una maggiore sicurezza.

Inoltre, Adoc, Adiconsum e Federconsumatori hanno ritenuto necessario che la prova del doppio consenso espresso fosse acquisita ed eventualmente esibita dall’operatore in caso di contestazione.

Chiaramente, tutti i pareri e le osservazioni riportate hanno costituito il materiale della consultazione pubblica, insieme ai pareri degli operatori di telecomunicazione, che poi hanno permesso all’Autorità di stabilire le misure ufficiali da seguire con la nuova delibera.

Tale delibera prevede il blocco automatico sulle SIM, rimovibile solo tramite espressa richiesta del cliente, che opera di default su tutte le nuove SIM e che risulta invece implementato automaticamente dopo 30 giorni dalla ricezione di un SMS informativo per i già clienti, qualora non venga comunicata una diversa volontà all’operatore.

Alcuni servizi a sovrapprezzo risultano però esclusi dal blocco, anche in ragione della loro utilità sociale o a causa della piena sicurezza della procedura di acquisto.

Inoltre, come prova del consenso, è stata prevista la procedura di attivazione tramite inserimento di una One Time Password (OTP) di almeno 5 cifre, composta manualmente dal cliente per confermare la sua volontà.

 

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