Reti e Frequenze

Marco Bellezza (Infratel): si punti su procedure più snelle in vista del Piano Italia a 1 Giga

Marco Bellezza, l’Amministratore Delegato di Infratel Italia, ha discusso in merito al piano Next Generation EU e sul Piano Italia a 1 Giga, considerata come l’evoluzione del piano BUL. Per raggiungere i nuovi obiettivi, secondo l’AD occorre che vengano implementate procedure più snelle.

Il Piano Banda Ultralarga è stato ideato nel 2015 e ha individuato nella fibra in tecnologia FTTH la leva per lo sviluppo digitale del Paese. Tuttavia, dopo anni di investimenti la percentuale di riutilizzo delle infrastrutture è ancora molto bassa, nonostante le norme semplificative intervenute negli ultimi anni.

A ciò, si è aggiunta la diffidenza delle amministrazioni locali, in particolare con riferimento al rilascio dei permessi necessari alla realizzazione delle infrastrutture.

Per questa ragione, sulle pagine di Milano Finanza, l’AD di Infratel Italia, Marco Bellezza, ha esposto ieri 20 Gennaio 2021 alcune proposte “per passare dalla carta ai cantieri”. Si tratta di misure, suggerimenti e iniziative volte ad accelerare lo sviluppo digitale del Paese superando l’impasse burocratico che spesso rallenta le opere infrastrutturali.

Secondo Marco Bellezza, già l’emergenza pandemica ha giocato un ruolo fondamentale, contribuendo nonostante tutto a superare le resistenze e facendo maturare la consapevolezza dell’importanza delle connessioni di rete.

Proprio nel contesto pandemico italiano, le parti hanno impresso una decisa accelerazione al piano BUL”, arrivando a commercializzare fibra FTTH o rete FWA in 1733 comuni a fine 2020, con lo scopo di raggiungere altri 1900 comuni nel 2021.

I dati, definiti da Bellezza incoraggianti, sono però ancora “non sufficienti a colmare il ritardo accumulato negli anni su un progetto strategico per lo sviluppo del Paese”.

Da qui, la necessità, secondo Marco Bellezza, di agire a monte favorendo un ricorso più esteso e organico al silenzio assenso, accompagnato dal rafforzamento dei presidi di legalità e responsabilità a carico dei soggetti operanti.

Inoltre, risulta di fondamentale importanza per l’AD di Infratel Italia la riduzione dei margini di discrezionalità amministrativa che spesso ostacolano gli sforzi degli operatori privati.

La modalità che, secondo i dati riportati dal Piano Banda Ultralarga, si è rivelata più favorevole per accelerare gli obiettivi di copertura è quella della conferenza di servizi, adottata da alcune Regioni per semplificare l’attività della pubblica amministrazione e l’acquisizione dei documenti e permessi richiesti.

Le sfide future per l’Italia sono numerose. Con gli investimenti del Next Generation EU e con gli interventi privati annunciati dagli operatori, l’esigenza più impellente è quella di incentivare le politiche pubbliche volte alla qualificazione e riqualificazione della forza lavoro”, migliorare la capitalizzazione delle piccole e medie imprese attive nel settore e garantire la continuità delle commesse.

Fa da corona a tutto ciò, la revisione profonda e organica di tutte le regole del subappalto che secondo Marco Bellezza risultano “tossiche” per la crescita del sistema. Secondo l’AD di Infratel Italia, infatti, in Italia la pratica del subappalto avrebbe favorito la creazione di grandi imprese di rete che svolgono adesso solamente il ruolo di general contractor, coordinando piccole aziende familiari sottocapitalizzate.

 

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