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Rete Unica in Fibra: il ruolo di AGCOM e il commento della Ministra Pisano. Anche Rai interessata?

Ancora aggiornamenti sulla rete unica. Dopo l’apertura da parte di Mediaset, anche Rai potrebbe essere interessata a entrare nel progetto per la nascita di AccessCo, secondo indiscrezioni. Al Forum Ambrosetti hanno citato la rete unica anche Marco Patuano di A2A e il Premier Giuseppe Conte.

Nella settimana scorsa, Mediaset ha commentato la sentenza della Corte di Giustizia Europea sul caso Vivendi esprimendo interesse per nuove opportunità di business nel settore delle telecomunicazioni, a partire proprio dalla rete unica nazionale in fibra, qualora dovessero venire meno gli attuali limiti imposti dal Sistema Integrato delle Comunicazioni.

Adesso, secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore, anche Rai potrebbe scendere in campo per un investimento diretto nella nuova società. Infatti, sebbene non siano stati forniti commenti ufficiali, sembrerebbe che nel CdA di RAI del 10 Settembre 2020 si deciderà di esaminare il dossier per eventualmente dare mandato all’Amministratore Delegato Fabrizio Salini.

Intanto, intervenendo al Forum Ambrosetti a Cernobbio, il Presidente Giuseppe Conte ha nuovamente ribadito la necessità di un’infrastruttura inclusiva, aperta, che possa diventare meta di investimento per quanti più stakeholder possibili.

Conte ha inoltre commentato l’accordo tra TIM e Cassa Depositi e Prestiti, che negli scorsi CdA hanno dato il via libera alla loro lettera d’intenti, ritenendolo “un passo importante e significativo” per un progetto comunque molto complesso, che richiederà anche l’approvazione delle Autorità di controllo nazionali ed europee.

Sempre a margine del Forum Ambrosetti, anche Marco Patuano, Presidente della multiutility A2A, ha commentato la nascita della rete unica, affermando però che la sua azienda non intende al momento entrare nell’azionariato di AccessCo (il nome tecnico provvisorio della rete). Non è stata comunque negata una possibile collaborazione, in linea con gli ambiti di azione dell’azienda.

Nella giornata di oggi, 8 Settembre 2020, anche Giacomo Lasorella, in audizione alla Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato, ha parlato della rete unica.

Secondo Lasorella, l’estensione della rete in fibra ottica e la realizzazione della rete 5G costituiscono le precondizioni essenziali per far correre l’economia e la digitalizzazione italiana:

“Proprio in questi giorni si è intrapreso un percorso verso la definizione di un certo assetto organizzativo attraverso legittime scelte degli operatori del settore accompagnate dalle valutazioni di politica generale da parte del Governo. Ciò che posso dire è che l’Autorità svolgerà la sua parte nell’ambito delle sue competenze, in spirito di autonomia e di indipendenza.”

L’AGCOM, inoltre, avrà cura di garantire le migliori condizioni affinché sia assicurato a tutti gli operatori l’accesso alla rete in condizioni di parità di trattamento e di concorrenza e con l’obiettivo ultimo di garantire l’accesso ai cittadini a servizi digitali di alta qualità a un prezzo ragionevole, nel quadro delle regole nazionali ed europee.

Inoltre, Lasorella evidenzia che la questione delle reti si interseca anche con quella del pluralismo dei contenuti, alla luce della recente decisione (sopra citata) della Corte di Giustizia Europea che porterà a rivedere alcune disposizioni del Testo Unico della Radiotelevisione in termini di partecipazioni e di convergenza tra i settori adiacenti delle telecomunicazioni e della televisione.

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Rete Unica

Insomma, il dossier sulla rete unica resta ancora caldo e la partita sembra aperta a numerosi interessati. La priorità del Governo è però quella di mantenere una neutralità e un’indipendenza della società per un sistema “a trazione pubblica”, come evidenziava il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli.

E in un’intervista al Corriere della Sera di oggi, è giunto anche il commento della Ministra per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano.

Parlando di tempistiche per l’accordo, la Ministra ha chiarito che i tempi dell’operazione saranno definiti dalle parti in gioco, ma l’indirizzo del Governo è quello di agire il prima possibile per superare il digital divide e recuperare il ritardo sulla copertura in fibra, a vantaggio di privati e aziende di tutta Italia.

Sul fronte del controllo del soggetto privato, anche Pisano ha ribadito che in un campo strategico come quello della rete la funzione di indirizzo dello Stato può benissimo accordarsi anche con la presenza di soggetti privati, che rivestono un ruolo fondamentale nell’economia di mercato.

Il ruolo del Governo sarà quindi quello di assicurare che il complesso dell’operazione tra soggetti privati e pubblici sia nell’interesse della collettività e per la competitività dell’intero Paese.

Allo stato attuale, l’operazione tra TIM e CdP si presta a coinvolgere anche altri operatori. Come ufficializzato alla fine del mese scorso, Vodafone, WindTre e Sky hanno incontrato il Governo per discutere sul progetto e Tiscali ha ufficializzato un accordo strategico di co-investimento in FiberCop, che dovrà fondersi con Open Fiber per creare la società della rete unica. A tal proposito, è notizia delle ultime ore che la quota del russo Nesis in Tiscali è scesa dal 9,3% al 2,1% prima delle conversioni delle obbligazioni.

Oltre al fondo Kkr, inoltre, anche Fastweb avrà un ruolo in FiberCop e di conseguenza nella rete unica, grazie alla partecipazione del 4,5% ottenuta tramite la cessione del 20% delle quote nella joint-venture FlashFiber.

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