Open Fiber

Graded con la Fibra di Open Fiber: emesse 35 tonnellate di C02 in meno in un mese di lavoro agile

In un periodo di emergenza sanitaria come quello attuale, internet e i servizi digitali assumono un valore centrale nelle vite dei cittadini italiani, così da poter continuare a svolgere alcune delle proprie attività quotidiane.

Il massiccio ricorso allo smart working e le limitazioni sugli spostamenti hanno però apportato anche dei benefici per l’ambiente.

Proprio a favore di quest’ultimo opera Graded, azienda nel mercato della progettazione, realizzazione e gestione di impianti di produzione di energia ad alta efficienza, la quale ha deciso di introdurre nei suoi processi di lavoro la fibra ottica integrale FTTH di Open Fiber.

Elisabetta Ripa
Elisabetta Ripa

Nel comunicato stampa di oggi 15 aprile 2020 si evince che Elisabetta Ripa, amministratore delegato di Open Fiber, ha affermato:

Sviluppo digitale, sicurezza e sostenibilità sono le tre leve principali della nostra mission, a maggior ragione in un momento delicato e complesso come quello che tutto il Paese sta attraversando. Fin dall’avvio dell’emergenza in atto abbiamo intensificato gli sforzi necessari ad affiancare cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni nell’irrinunciabile processo di crescita tecnologica che Open Fiber s’è prefissata di percorrere fin dalla sua costituzione.

Anche nei termini di una consapevole e profonda incentivazione dello smart working, forma di lavoro che può esprimere al meglio le sue potenzialità solo attraverso reti di telecomunicazione all’avanguardia.

Open Fiber è per sua stessa natura votata all’implementazione di tecnologie altamente performanti ed eco-friendly. La fibra ottica, rispetto agli altri sistemi di telecomunicazioni contraddistinti dalla presenza di cavi in rame, consuma energia solo quando sta attivamente trasmettendo. Ed è quindi molto più efficiente in termini di performance. Il cavo di fibra è infatti composto di finissimi filamenti in vetro o polimeri protetti da un rivestimento in gomma.

È molto più sottile e flessibile, e si danneggia molto di rado rispetto a quello in rame. Una rete integralmente in fibra ottica realizzata in maniera ottimale è dunque un mezzo di trasmissione potenzialmente perfetto: non risente di disturbi elettromagnetici, non subisce variazioni a causa della temperatura e riflette il segnale di ingresso senza perdita di dati. Restituendo stabilità e velocità d’accesso al web incomparabilmente superiori rispetto ad altre infrastrutture più datate. L’esempio di Graded non può quindi che essere un modello da seguire e incoraggiare.

Viene sottolineato infatti l’obiettivo di Open Fiber, la quale mira, tramite la sua infrastruttura di rete a banda ultra larga, a promuovere la crescita dei territori urbani, consentendo lo sviluppo di servizi digitali come lo smart working, la pubblica amministrazione digitale, l’Internet of things (IOT), la domotica, l’e-health, le attività online per il turismo e l’e-learning (didattica digitale), favorendo così anche la trasformazione delle città italiane in vere e proprie smart cities.

Si ricorda che l’azienda si è mostrata a favore del rispetto ambientale privilegiando, durante i suoi interventi, forme di scavo non impattanti come la mini trincea e il riutilizzo di cavidotti già esistenti in modo da non dover scavare su strada, dove possibile. Viene affermato anche che l’infrastruttura in fibra ottica, oltre a danneggiarsi di rado, consuma energia solo in fase di effettiva trasmissione.

Con l’accordo tra Graded e Open Fiber, inoltre, in un solo mese, il lavoro agile messo in campo dagli operatori di Graded ha portato a una riduzione nelle emissioni di circa 35 tonnellate di C02, grazie anche alla velocità e alla stabilità delle connessioni in fibra ottica di Open Fiber, sistema che ha consentito alla società partenopea di operare senza rallentamenti o saturazioni di linea.

Vito Grassi

Vito Grassi, amministratore delegato di Graded e presidente di Confindustria Campania spiega:

Le grandi sfide ambientali e sociali che ci troviamo ad affrontare richiedono un profondo ripensamento del nostro modello di sviluppo e una nuova cultura organizzativa del lavoro. Un processo avviato già da alcuni anni e che sarà destinato ad accelerare dopo questo tsunami che ha investito l’economia globale: la sostenibilità dovrà diventare sempre più un obbligo per le imprese, lo specchio di una rinnovata mentalità e sensibilità del management, chiamato a ottimizzare processi e prodotti per ridurne al minimo l’impronta ambientale.

Obiettivo che rappresenta da sempre la mission di Graded e che perseguiamo attraverso una serie di azioni rese possibili da un processo di trasformazione digitale a supporto di modelli operativi sempre più snelli e orientati alla riduzione di materiali e documenti cartacei, snellimento delle procedure aziendali, centralizzazione e maggiore fruibilità dei dati, immediatezza delle informazioni. Non solo smart working dunque, avviato già in tempi non sospetti con tecnici e ingegneri connessi da remoto dai cantieri in Italia e all’estero dove abbiamo in corso la realizzazione o la manutenzione di impianti.

Ma soprattutto ricerca continua di nuovi soluzioni tecnologiche finalizzate a incrementare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili (dal solare alle biomasse, dalla cogenerazione alla geotermia), che rappresentano i principali pilastri della transizione energetica. Insieme possono provvedere alla riduzione di oltre il 90% delle emissioni di Co2 legate all’energia richiesta. E ancora: abbiamo promosso la transizione alla mobilità green avviata da Graded nel 2017 per l’intero Parco auto, mettendo in cantiere anche nuovi progetti che prevedono esperimenti di Isole a impatto 0 con un risparmio potenziale di circa 12.000 kg di C02 l’anno

Viene infine affermato come una connessione di rete a banda ultra larga sia stata di supporto per i progetti di monitoraggio da remoto, Internet of Things e realtà aumentata avviati da Graded.

 

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