Telecomunicazioni

Blocco portabilità, anche l’Antitrust è contraria: misura sproporzionata e concorrenza a rischio

In relazione agli emendamenti parlamentari al Decreto Cura Italia, l’Antitrust è intervenuto oggi 8 Aprile 2020 lanciando un monito sul rispetto dei criteri di proporzionalità, con alcune osservazioni che riguardano anche il controverso emendamento all’articolo 82 sul blocco delle portabilità.

L’Antitrust ha infatti citato l’esempio del blocco alla portabilità come una misura “destinata a ingessare, se non a sospendere, il confronto competitivo”.

Per l’AGCM, infatti, l’emendamento sul blocco del cambio operatore (e anche la sospensione della generazione di nuovi numeri che non siano già in corso) rappresenta una misura “certamente sproporzionata”, in quanto gran parte delle operazioni vengono svolte da remoto senza alcuna interazione fisica.

In una fase di emergenza come quella che sta vivendo il popolo italiano, infatti, un emendamento del genere si tradurrebbe secondo l’Autorità semplicemente nell’impossibilità per i clienti di cambiare fornitore di servizi di telefonia fissa e mobile nonostante la necessità e l’urgenza di trovare invece l’offerta più consona alle nuove esigenze.

In questo contesto, i benefici del confronto competitivo possono dunque essere “preziosi” in termini di prezzi più bassi e servizi migliori e per l’Antitrust non andrebbero inibiti.

Sul fronte dello sviluppo della rete, l’AGCM ritiene che la rapida costruzione della rete in fibra ottica possa essere garantita tramite incentivi diversi, come la riduzione degli oneri amministrativi o la promozione di iniziative di condivisione delle infrastrutture. 

Per le aree bianche, invece, potrebbero essere previste secondo l’AGCM delle deroghe alla regolamentazione vigente volte a permettere l’avvio di un maggior numero di cantieri, che si tradurrebbe in una costruzione della rete certamente più rapida.

In questo caso, anche le Amministrazioni locali potrebbero contribuire “mettendo a disposizione dei vari operatori le infrastrutture atte ad ospitare le reti di telecomunicazioni già esistenti e di loro pertinenza, ad esempio con forme di convenzione con gli operatori di telecomunicazione”.

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portabilità

In definitiva, dunque, anche l’Antitrust ha mostrato le sue perplessità rispetto all’emendamento sul blocco delle portabilità che è stato recentemente ripresentato dalla Lega.

In tal senso, si evidenzia che in Aula al Senato si è oggi tenuto l’esame del Decreto Legge, mentre domani si terrà la discussione generale sulla questione di fiducia e le dichiarazioni di voto.

Sul sito del Senato, all’articolo 82 figurano diversi emendamenti: quello della Lega oggetto di critica da parte dell’Antitrust è il numero 82.3, su cui hanno espresso parere contrario (nella sua prima variante inizialmente non segnalata) anche Fastweb e l’AIIP.

Si segnala, a riguardo, che il nuovo emendamento fissa però una durata per il blocco alle portabilità fino al 18 Maggio 2020, presentando anche una prima distinzione tra le operazioni che si possono svolgere in autonomia da quelle che richiedono l’intervento di un tecnico.

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