Coronavirus e 5G: l’appello di operatori e GSMA mentre le antenne bruciano e aumentano le fake news


In queste settimane di forte tensione per la diffusione della pandemia di Coronavirus in tutto il mondo, continuano a proliferare le fake news sul 5G, con chi azzarda che il Covid-19 possa essere legato alla rete internet di quinta generazione. In Regno Unito, la situazione è iniziata a sfuggire di mano.

Nelle scorse ore, sono stati riportati nel Regno Unito diversi attacchi vandalici contro le infrastrutture di rete degli operatori, stazioni radio base site in diverse aree cittadine e rurali. Si è trattato prevalentemente di incendi, riportati nei dintorni di città come Belfast, Liverpool e Birmingham.

Di pari passo, stanno incrementando nel Regno Unito anche le fake news sugli effetti dannosi e potenzialmente letali del 5G per il corpo umano, con quella che è stata definita da più fronti una vera e propria cospirazione che tende a legare l’epidemia esplosa dapprima a Wuhan con il 5G.

Sui social hanno iniziato infatti a essere diffusi video di antenne radio parzialmente danneggiate o brutalmente vandalizzate, in cui i membri delle community invitavano altri cittadini a seguire l’esempio per contrastare attivamente la diffusione dell’epidemia.

Non si è fatta attendere la reazione degli operatori del Regno Unito, ovvero Vodafone, EE, Three e O2, che hanno pubblicamente denunciato gli atti vandalici affermando di essere al lavoro per proteggere le infrastrutture e offrire connettività a tutti i clienti in questo periodo di forte emergenza.

Nella lettera congiunta, gli operatori hanno nuovamente ribadito che non vi è nessuna evidenza scientifica di un collegamento tra il 5G e l’epidemia di Coronavirus e che atti vandalici ai danni delle stazioni radio base costituiscono solamente un importante danno economico alle aziende e ai privati che si affidano ai servizi di rete per proseguire le loro attività da casa.

Di seguito, parte della nota ufficiale degli operatori, in cui vengono anche citati episodi di violenza contro alcuni dipendenti giunti a riparare le stazioni radio base:

“Purtroppo, abbiamo rilevato casi di vandali che hanno dato fuoco alle stazioni radio mobili, danneggiando infrastrutture critiche e diffondendo informazioni false che suggerirebbero una connessione tra il 5G e la pandemia di Covid-19. Non vi è alcuna evidenza scientifica a supporto di tale collegamento. Non solo queste invettive sono prive di fondamento, ma risultano dannose per i clienti e le aziende che puntano sulla continuità dei nostri servizi. Ciò ha inoltre portato ad atti di violenza contro i nostri ingegneri e, in alcuni casi, è stato impedita la manutenzione delle reti essenziali. Per favore, aiutateci a fare finire queste azioni. Se siete testimoni di azioni violente contro i nostri dipendenti, vi preghiamo di denunciarle. Se notate false informazioni in tema, rendetelo noto. Il vostro aiuto farà la differenza. Grazie per il vostro supporto mentre lavoriamo insieme per rendere il nostro Paese connesso”.

Anche il DCMS, Department for Digital, Culture, Media and Sport, ha condannato gli episodi di questi giorni, con un tweet in cui informa che i responsabili di questi atti criminali dovranno affrontare le conseguenze legali delle loro azioni.

Come riporta GSMA, l’associazione che rappresenta gli interessi degli operatori mobili di tutto il mondo, le autorità antiterrorismo e la polizia stanno investigando sugli episodi occorsi in questi giorni, per rintracciare i colpevoli. L’Associazione ha duramente condannato gli atti di violenza in un tempo di crisi, che interferiscono con la visione degli operatori di “sbloccare il pieno potenziale della connettività per far prosperare i cittadini, le industrie e l’intera società”.

Per combattere tali episodi, secondo GSMA, è necessario però partire dalla corretta informazione e dal monitoraggio delle fake news. Così, sono stati invitati tutti i Governi a prendere delle contromisure adatte a preservare le reti ed evitare la diffusione della disinformazione, soprattutto in questi giorni di crisi.

E sul fronte delle fake news si è già mossa l’Ofcom, l’Autorità del Regno Unito per le Comunicazioni, che ha sanzionato una stazione radio in cui un’ospite è stata presentata come una professionista del settore, collegando il rollout del 5G alla diffusione del virus e avvisando gli ascoltatori di un imminente rischio per la propria salute.

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5G

Gli operatori e le associazioni, nel condannare le fake news in tema 5G, hanno ricordato una recente risposta del commissario UE alla salute, Stella Kyriakidou, che in seguito a un’interrogazione ha confermato come non vi siano evidenze scientifiche di danni alla salute dell’uomo.

Infatti, secondo quanto riportato, dopo i pareri pertinenti del Comitato non è stata fornita nessuna giustificazione per rivedere al ribasso i limiti di radiazioni elettromagnetiche legate al 5G, in quanto la rete di nuova generazione presenta un’esposizione molto simile a quella attualmente prevista per il 4G, che resta ben al di sotto dei limiti raccomandati.

L’UE ha infatti investito circa 49 milioni di euro su progetti di ricerca legati ai campi elettromagnetici, senza trovare evidenti conseguenze negative per l’organismo umano.

Nonostante ciò, i timori di parte della popolazione non accennano a diminuire. Anche in Italia, continuano a circolare fake news più o meno stravaganti sul 5G e sui danni alla salute umana. In questi giorni di epidemia, inoltre, anche sui social italiani prende piede l’ipotesi complottista di un sordido legame con l’epidemia di Coronavirus.

Come riportato da Bufale.net, le fake news in tema 5G stanno proliferando anche su Youtube, tra teorie di complotti nascosti dai poteri forti e presunti collegamenti analitici tra il numero di contagiati e la potenza dei campi elettromagnetici. Nelle ultime ore, dopo Facebook, anche Youtube ha deciso di intervenire e bloccare alcuni video per contrastare la disinformazione.

Tra i tanti, circolava infatti in questi giorni un video che paragonava l’epidemia attuale alla febbre spagnola del 1918, sostenendo che anche all’epoca le perdite umane erano da addebitare alla diffusione delle onde radio, ritenute agenti estranei e profondamente nocivi per l’organismo umano.

Ancora in piena attività invece numerosi gruppi di Stop 5G che invocano il principio di precauzione per spingere i sindaci dei comuni italiani a prendere in considerazione l’interruzione delle sperimentazioni o delle installazioni nei loro territori. E difatti, anche in questo periodo di emergenza nazionale, vengono pubblicate nuove ordinanze di alcuni comuni che vietano l’installazione di antenne sul territorio comunale.

L’esempio più recente è quello del Comune di Porto Torres, in cui ieri il Sindaco Wheeler ha firmato l’ordinanza di interruzione motivata con la mancanza di evidenze sulla non pericolosità per la salute. Anche in questo caso, il Sindaco ha affermato che se verranno pubblicati nuovi studi autorevoli sulla mancanza di correlazione l’ordinanza verrà ritirata, ma per il momento nessuna antenna 5G potrà essere installata sul territorio comunale.

Nel caso in questione non viene fatto nessun riferimento al Coronavirus, quanto semplicemente alla pericolosità dei campi elettromagnetici. Tuttavia, risale a sole due settimane fa il post sui social di Gunter Paoli, Consigliere Economico del Governo Conte, su un possibile nesso tra 5G ed epidemia di Covid-19. In quell’occasione, l’Asstel aveva criticato la deduzione, ritenendola assolutamente priva di fondamento.

Si ringraziano Alberto, Andrea, Carla, Davide, Giovanni e Simone per le segnalazioni.

 

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