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TIM e l’impatto del Coronavirus: traffico dati aumentato del 70% in una settimana sul fisso

Subito dopo la video presentazione in streaming dei risultati finanziari di TIM del 2019, avvenuta l’11 Marzo 2020, si è tenuta anche la consueta Conference Call con gli investitori, per approfondire i temi emersi. Molte domande, però, si sono concentrate sul possibile impatto dovuto al Coronavirus.

Dunque, viste le vicende che impattano inevitabilmente le ultime ore, diverse domande a cui l’Amministratore Delegato di TIM Luigi Gubitosi ha dovuto rispondere sono state incentrate sul possibile impatto, sia economico che sul traffico dati consumato dai clienti, che l’emergenza Coronavirus potrebbe avere sull’azienda.

TIM

Partendo da una prima domanda che verteva sull’aumento dei prezzi nel 2019 per quanto riguarda la rete mobile, per cui si chiedeva se ce ne fosse ancora bisogno, Gubitosi ha fatto una considerazione più ampia, coinvolgendo l’impatto sul traffico dati dato dalla situazione relativa al Coronavirus e poi anche sui prezzi di Iliad.

Riguardo al Coronavirus, Gubitosi ha affermato che si sta vivendo “un momento di cambiamenti che non abbiamo mai visto prima, a livello di mondo ma specificatamente in Italia”. L’AD di TIM aggiunge che quello che sta accadendo è totalmente inaspettato, e questo in un modo o nell’altro avrà un impatto sulle mercato delle telecomunicazioni.

Per fare un esempio relativo a TIM, Gubitosi svela come il fatto che la gente sia costretta a stare in casa, soprattutto al nord Italia (almeno prima che le misure restrittive venissero estese all’intero territorio nazionale, ndr), ha generato un aumento significativo del traffico dati, pari al 70% in più rispetto a una settimana o 10 giorni fa (riferito sempre al nord Italia) per quanto riguarda il fisso, mentre sulla rete mobile l’aumento è stato del 10%, almeno fino a pochi giorni fa.

Tornando sui prezzi della rete mobile, relativamente all’aumento del traffico dati in generale, sia per TIM che per altri operatori, Gubitosi afferma che il consumo di Giga è “aumentato dI 1GB o 1,5GB”.

Secondo l’AD, ciò vuol dire che “per entità come Iliad, che quei Giga li devono comprare da Wind, significa avere un sacco di costi extra”, per cui Gubitosi si chiede “per quanto tempo potranno mantenere i prezzi così bassi” e non crede che “siano sulla linea della profittabilità”.

A questo proposito, Gubitosi afferma che in Iliad avrebbero “detto, a un certo momento, che prima o poi avrebbero aumentato i prezzi”. L’AD ricorda come nel 2019 ci si aspettasse questo aumento da parte di Iliad, che poi non è avvenuto, e su questo aspetto si chiede “cosa avranno in mente di fare o cosa staranno facendo per 2020”.

TIM non si aspetta, attualmente, un aumento da parte di Iliad, anche se “farebbe molto piacere che lo facessero, ma al momento non aumenteranno”.

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Coronavirus

Ritornando all’aumento di traffico durante questi giorni di misure restrittive per arginare la diffusione del Coronavirus, i possibili conseguenti disservizi si sono notati ad esempio il 12 Marzo 2020, quando sono state segnalate interruzioni del servizio TIM localizzate principalmente in Sardegna.

Altra considerazione emersa durante la Call, in merito al mantenimento della rete in una condizione del genere, è che se prima il traffico dati maggiore veniva generato solo nelle ore serali, adesso c’è un grande carico che avviene praticamente durante tutta la giornata. Nonostante ciò, per Gubitosi c’è comunque “spazio per questo aumento di traffico” nella rete TIM.

È poi emerso che la città in cui è più aumentato il traffico dati è stata Bergamo (una di quelle maggiormente colpite attualmente, ndr), città di medie dimensioni lombarda, mentre si sono registrati pochi cambiamenti nel sud Italia (almeno fino a pochi giorni fa).

Rispondendo ad un’altra domanda che chiedeva che impatto avesse avuto sul business di TIM nelle ultime settimane questa situazione straordinaria relativa al Coronavirus, Gubitosi ha ricordato come in realtà si tratti di una situazione molto più recente, dato che “la vita è cambiata in questo paese dallo scorso weekend, quando l’intera Lombardia è stata trasformata in zona rossa e poi nelle ultime ore estesa nel resto del paese”.

Gubitosi continua dicendo che prima che la zona rossa fosse estesa a tutta l’Italia il problema “riguardava soltanto pochissime zone, quindi l’impatto sarebbe stato inevitabilmente inferiore, adesso come si evolverà non si sa”.

Dal punto di vista dell’impatto nell’immediato Gubitosi non può sbilanciarsi ed ha quindi un atteggiamento “più prudenziale perché riteniamo che ci sarà un impatto perché non si sa quanto durerà questa transizione nella situazione italiana”. Gubitosi afferma comunque di essere incoraggiato dal fatto che “in Corea e Cina, dove questo è successo prima, la situazione sta migliorando”.

traffico dati

In questo contesto, in cui il mercato crolla per via del panico, secondo Gubitosi in realtà il settore telecom, che negli ultimi 15/18 mesi non è stato favorito dagli investitori, dovrebbe essere proprio quello più resiliente sui mercati.

Ad esempio, proprio TIM risulta essere, secondo quanto sostiene il suo AD, “l’azienda che ha più persone che lavorano in smart working, migliaia di persone, e funziona”.

Proprio per questo motivo Gubitosi sottolinea che le aziende chiamano per chiedere l’istituzione di reti private per rafforzare le loro connessioni perché sempre più persone possano lavorare da casa”. Secondo Gubitosi ci sarà quindi sicuramente “più domanda di connettività”, però “se il paese passerà una fase recessiva sarebbe ingenuo pensare che anche nei settori più resilienti non ci sia un impatto”.

In definitiva Gubitosi afferma che è ancora troppo presto per sapere quali effetti avrà il Coronavirus sul business di TIM, anche se assicura che l’azienda cercherà di essere “il più resiliente possibile”.

A margine di un’altra domanda, Gubitosi ipotizza come la situazione del Coronavirus potrebbe portare a dei rallentamenti in termini di ricavi e di EBITDA, ma anche in termini di investimenti, da parte di tutti, per via della situazione attuale.

Sempre su questo punto, è stato chiesto se il Coronavirus potesse portare a un impatto sull’offerta, e se al contempo può impattare la capacità di investire sulla rete, di fare manutenzione. Da questo punto di vista Gubitosi risponde che sull’offerta non ci sono problemi, compresi i terminali, ma al contrario al momento si evita di far andare i clienti in negozio: c’è stato un calo del flusso di clienti nei negozio”.

L’azienda, secondo quanto afferma l’Amministratore Delegato, si troverà invece maggiormente a fronteggiare problemi in termini di upgrade di nuovi siti, perché in certe aree è complesso arrivare oggi, perché stiamo prestando la massima attenzione perché tutto sia a regime e funzioni perfettamente: ogni volta che intravediamo l’esigenza di aumentare la capacità interveniamo, immediatamente”.

L’azienda starebbe già intraprendendo delle azioni anche se non si sa quanto durerà la situazione: ad esempio, in certe aree “sono state accelerate le cose” e TIM è in discussione con le autorità affinché si acceleri il rilascio di permessi, in modo tale da poter garantire l’attività di TIM ovunque. Attualmente, quindi, Gubitosi non prevede problemi nel breve termine.

 

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