Commissione UE ufficializza il controllo di INWIT da parte di TIM e Vodafone con alcune condizioni


La Commissione europea ha approvato, ai sensi del regolamento dell’Unione Europea sulle concentrazioni, il progetto di acquisizione del controllo congiunto di INWIT da parte di TIM e Vodafone. L’approvazione è subordinata al pieno rispetto di un pacchetto di impegni offerto da TIM e Vodafone. Confermate le indiscrezioni di ieri 5 Marzo 2020.

La Vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza, ha dichiarato: “La rapida diffusione della tecnologia 5G in Italia andrà a beneficio dei consumatori e delle imprese italiane. Oggi approviamo la creazione di una joint venture tra due operatori di telefonia mobile che intendono mettere in comune le loro torri di trasmissione per raggiungere insieme questo obiettivo senza compromettere la concorrenza sul mercato al dettaglio e all’ingrosso“.

Tim (Telecom Italia) e Vodafone saranno entrambe attive nella fornitura di servizi di telecomunicazione mobile e fissa a consumatori e imprese in Italia.

La nuova INWIT è una joint venture che aggregherà le torri di trasmissione di TIM e Vodafone ubicate in Italia e affitterà spazi su queste torri principalmente ai gestori delle telecomunicazioni.

La Commissione ha rilevato che l’operazione proposta, come inizialmente notificata, avrebbe aggregato un grosso numero di torri sotto il controllo proprietario di TIM e Vodafone.

La Commissione temeva che questa operazione avrebbe potuto: ridurre la concorrenza sul mercato dello spazio di locazione delle torri ai gestori delle telecomunicazioni nei comuni italiani con più di 35 000 abitanti, in particolare per i gestori di reti mobili e i gestori di accesso wireless; escludere dal mercato alcuni gestori delle telecomunicazioni, limitando il loro accesso allo spazio sulle torri di TIM e Vodafone nei comuni italiani con più di 35 000 abitanti.

Ciò avrebbe riguardato gli operatori di reti mobili già operanti in Italia o intenzionati ad entrare nel mercato italiano in un prossimo futuro e che devono sviluppare la loro rete.

Per rispondere alle riserve espresse della Commissione in materia di concorrenza, TIM e Vodafone hanno assunto i seguenti impegni: INWIT metterà a disposizione, a condizioni ragionevoli e non discriminatorie e secondo un calendario specifico, spazio libero su 4 000 torri in comuni italiani con più di 35 000 abitanti, dove i concorrenti terzi potranno installare, gestire, mantenere e utilizzare le loro attrezzature per la fornitura di servizi di telecomunicazione wireless fissi e mobili, esistenti e futuri; INWIT pubblicizzerà adeguatamente le torri messe a disposizione; INWIT adotterà una procedura per rispondere tempestivamente alle richieste di accesso alle torri presentate da terzi e potrà rifiutare di fornire spazio unicamente per motivi tecnici, indicando per iscritto le ragioni del rifiuto; sarà istituito un meccanismo rapido di risoluzione delle controversie in cui un esperto indipendente si pronuncerà in caso di controversia riguardante l’accesso alle torri;

INWIT, Tim e Vodafone non eserciteranno diritti di recesso anticipato per nessun contratto di hosting esistente e accordo quadro in vigore e offriranno la possibilità di prorogare questi contratti e accordi.

La Commissione ha concluso che l’operazione proposta, così come è stata modificata dagli impegni, non desta preoccupazioni sotto il profilo della concorrenza. La decisione è subordinata al pieno rispetto degli impegni.

La creazione della joint venture fa parte di un’ampia serie di accordi di cooperazione con i quali TIM e Vodafone perseguono una rapida diffusione del 5G in Italia. TIM e Vodafone intendono estendere l’accordo esistente per condividere le componenti “passive” (piloni, torri, ecc.) delle loro reti in tutta Italia e le componenti “attive” (l’apparecchiatura per l’elaborazione del segnale) delle reti 2G, 4G e 5G al di fuori di tutti i comuni con più 100 000 abitanti e della maggior parte delle loro periferie densamente popolate.

I due operatori manterranno separate le rispettive assegnazioni dello spettro e le reti centrali e continueranno ad essere commercialmente indipendenti nel settore della telefonia mobile. Questi accordi di cooperazione non sono stati oggetto di riesame nell’ambito dell’indagine sulla concentrazione.

La rapida ed efficiente diffusione delle reti 5G, che garantisce la competitività dell’industria europea in una società sempre più digitalizzata, è una priorità fondamentale della Commissione. La condivisione delle reti è una pratica diffusa che può facilitare lo sviluppo delle reti di comunicazione elettronica riducendo i costi.

Può essere un mezzo per una diffusione più rapida e meno costosa delle infrastrutture mobili e la Commissione sostiene in generale simili forme di cooperazione. Allo stesso tempo, la condivisione delle reti comporta anche un coordinamento e uno scambio di informazioni capillare tra concorrenti, che in determinate circostanze può avere un impatto negativo sulla concorrenza.

Affinché i clienti traggano vantaggi reali da questo aumento dell’efficienza, bisogna trovare un giusto equilibrio tra cooperazione e concorrenza nel rispetto delle norme antitrust dell’UE. Dove si situi questo punto di equilibrio deve essere valutato caso per caso e dipende da diversi fattori interconnessi, tra cui la portata della condivisione, il contenuto degli accordi contrattuali e le specifiche circostanze del mercato.

Nel quadro dell’indagine preliminare della Commissione sulla condivisione delle reti, Tim Italia e Vodafone hanno deciso di ridurre la condivisione della componente attiva, escludendo le città più densamente e altamente popolate e i centri di importanza economica che corrispondono a oltre il 30 % della popolazione italiana e a oltre il 33 % del traffico dati.

La Commissione accoglie con favore questa evoluzione che aumenta le aree (e la percentuale della popolazione italiana) in cui TIM e Vodafone continueranno a essere in concorrenza per quanto riguarda la qualità della rete, mantenendo al contempo i vantaggi legati alla condivisione della rete in altri centri urbani e nelle aree rurali.

Considerando che, con cinque operatori di rete mobile, i mercati delle telecomunicazioni in Italia sono meno concentrati di quelli di altri Stati membri e che le riserve riguardanti lo sviluppo della rete delle imprese entrate nel mercato di recente sono state risolte con la decisione di concentrazione odierna, le modifiche proposte appaiono a prima vista adeguate per ridurre le possibili preoccupazioni derivanti dagli accordi di condivisione della rete in Italia tra TIM e Vodafone. La Commissione continuerà a monitorare gli sviluppi in questa area.

Comunicato Stampa

La Commissione Europea ha dato oggi l’autorizzazione all’integrazione delle infrastrutture passive di rete di INWIT e Vodafone Italia, dando il via alla seconda più grande towerco quotata in Europa, con un portafoglio di oltre 22000 torri.

A seguito di un confronto costruttivo con la Commissione Europea, TIM e Vodafone hanno assunto impegni volti a favorire l’accesso all’infrastruttura passiva di INWIT a tutti gli attori sul mercato, per cui INWIT renderà disponibile spazio a terze parti su 4.000 delle sue torri nei centri a maggiore urbanizzazione, mantenendo invariati i contratti di locazione in essere. I suddetti impegni permetteranno a INWIT di massimizzare l’utilizzo delle torri, consentendo al contempo a TIM e Vodafone di implementare in maniera efficiente le loro rispettive reti 5G.

La Commissione Europea ha valutato positivamente i piani di Tim e Vodafone di condivisione degli apparati attivi al di fuori delle principali città, consentendo una più rapida implementazione del 5G su un’area geografica più ampia, ad un costo inferiore e con un minor impatto ambientale. L’accordo di condivisione degli apparati attivi escluderà i comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti, così come i dintorni più densamente popolati.

Per effetto dell’integrazione,approvata con il 99,9% dei voti dagli azionisti di minoranza di INWIT e il cui completamento è atteso per la fine di marzo,Vodafone incasserà 2140 milioni di euro, come annunciato a luglio 2019, e Vodafone e TIM controlleranno ciascuno il 37,5% di INWIT.

INWIT pagherà un dividendo straordinario di 0,5936 euro per ciascuna delle azioni ordinarie della società in circolazione post fusione, come già deliberato dall’assemblea INWIT il 19 dicembre scorso. Il perfezionamento dell’integrazione societaria entro la ‘record date’ del 19 maggio 2020 comporterà un dividendo ordinario Inwit per il 2019 (proposto all’assemblea INWIT del 6 aprile 2020) pari a 0,132 euro per azione.

Comunicato Stampa INWIT, TIM e Vodafone Italia

 

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