Accordo al Ministero e CIGS per i lavoratori Almaviva di Palermo. Sindacati: solo una misura tampone


È stato sottoscritto al Ministero del Lavoro il nuovo accordo di Cassa Integrazione Straordinaria per i dipendenti Almaviva di Palermo, fino al 31 Marzo 2020. Si tratta, affermano i sindacati, di “una misura tampone”, finalizzata a dare ulteriore tempo ai rappresentanti dei Ministeri per individuare delle soluzioni strutturali.

Nel corso del suo incontro al Ministero, tenutosi il 19 Novembre 2019, Almaviva ha ribadito le sue problematiche a livello di Gruppo e nella sede di Palermo, che soffrono particolarmente la contrazione dei volumi su alcuni settori.

Nonostante gli accordi degli ultimi due anni, in considerazione della crescita degli esuberi e dell’imminente scadenza dell’Assegno Ordinario fissata al 30 Novembre 2019, si rende ancora indispensabile “un’intesa finalizzata all’individuazione di un percorso condiviso e trasparente, diretto al raggiungimento di obiettive e sistematiche condizioni di stabilità e sostenibilità economica”.

Per queste ragioni, le parti hanno concordato una nuova Cassa Integrazione Straordinaria applicata fino al 31 Marzo 2020 nei confronti di tutto il personale occupato a Palermo, pari a circa 2552 lavoratori, con una percentuale di sospensione massima del 35% a consuntivo mensile delle ore lavorabili, rapportate ai vari profili orari, per un massimo di 410.000 ore complessive e un impegno di spesa di 3.788.400 euro.

   

Come emerge dall’accordo firmato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, durante la vigenza della CGIS verrà attuato anche il blocco del turn-over e Almaviva anticiperà il trattamento di integrazione salariale.

Almaviva Palermo

Seguiranno degli incontri con i sindacati a cadenza mensile per monitorare l’andamento complessivo della Cassa Integrazione. A riguardo, le segreterie nazionali hanno auspicato che il prossimo incontro con il Governo, che si terrà nei primi giorni di Dicembre 2019, possa effettivamente fornire una soluzione concreta ai lavoratori di Palermo. In caso contrario, “questo ennesimo sacrificio risulterà vano”.

Nei prossimi incontri il compito del Governo sarà quindi quello di intervenire sulle committenze, sui volumi e sul fronte creditorio per tentare di scongiurare quello che SLC CGIL Palermo non ha tardato a definire come un disastro che metterebbe in ginocchio l’intero tessuto economico del capoluogo siciliano.

 

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