Reti 5G

Huawei è ancora un partner chiave in UK: EE lancia i suoi servizi 5G, a breve anche Vodafone

L’operatore EE, attivo nel Regno Unito e nato dalla fusione tra T-Mobile e Orange, ha annunciato di aver lanciato la sua rete 5G, che sarà iniziamente disponibile in alcune aree di Belfast, Birmingham, Cardiff, Edimburgo, Londra e Manchester.

L’attivazione della rete è stata celebrata per mezzo di un concerto del cantante Stormzy, a Tower Bridge. Per l’occasione, l’operatore del Regno Unito ha permesso in alcuni suoi negozi di godere di un’esperienza in realtà virtuale a 360 gradi attraverso la rete di quinta generazione.

Così, molti fan del cantante hanno potuto sperimentare la nuova tecnologia ritrovandosi seduti in prima fila, proprio di fronte a Stormzy. Inoltre, EE ha offerto un live stream dello show tramite il suo nuovo network 5G.

Marc Allera, CEO di BT Consumer business unit (a cui appartiene anche l’operatore EE) ha così commentato la serata di ieri:

“Volevamo segnare l’arrivo del primo network 5G nel Regno Unito con qualcosa di spettacolare. Stanotte, abbiamo fatto la storia, non solo per essere diventati i primi a lanciare un network 5G nel Regno Unito, ma anche per aver utilizzato il 5G per fornire una diretta live dell’evento a migliaia di fan in tutto il paese”.

Secondo quanto dichiarato da EE nel suo comunicato stampa ufficiale, la nuova tecnologia 5G permetterà di incrementare la velocità di circa 100 o 150 Mb/s anche in aree particolarmente affollate. Alcuni utenti riusciranno anche a superare la soglia del Gigabit al secondo con i loro smartphone 5G, sostiene l’operatore.

EE conclude affermando che già nel corso del 2019 la rete 5G verrà estesa anche ad alcune aree di Bristol, Coventry, Glasgow, Hull, Leeds, Leicester, Liverpool, Newcastle, Nottingham e Sheffield. Nel 2020 si aggiungeranno altre 10 città.

Inoltre, già da ieri i clienti possono ordinare i nuovi dispositivi atti a ricevere la tecnologia 5G, come gli smartphone Samsung, OnePlus, LG e Oppo e un router 5G di Huawei.

L’operatore EE è nato nel 2010 dalla joint venture tra T-Mobile e Orange ed è stato acquisito nel 2016 da BT, diventando parte di BT Consumer.

Si ricorda che anche Vodafone potrebbe lanciare a breve la propria rete 5G nel Regno Unito. L’operatore ha infatti acceso la sua rete per delle prove in diverse aree e punta a offrire i suoi nuovi servizi 5G entro l’estate, precisamente il 3 Luglio 2019, con disponibilità in sette città già dal momento del lancio.

Anche Vodafone offrirà diversi dispositivi, come lo Xiaomi Mi MIX 3 5G (già disponibile dalla settimana scorsa), il Samsung S10 5G e alcuni devices Huawei, incluso l’home router 5G.

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Come prevedibile, dunque, entrambi gli operatori si sono affidati a Huawei anche per quanto concerne l’offerta di dispositivi consumer per il 5G. Tuttavia, proprio nella stagione dei lanci delle nuovi reti nell’Unione Europea, il colosso cinese è costretto a fronteggiare l’offensiva del Presidente degli USA, Donald Trump, il quale ha inserito Huawei nella sua Entity List, vietando rapporti commerciali con i fornitori americani.

Al momento, dunque, al netto di una licenza temporanea fino al mese di Agosto 2019, l’azienda si ritrova esclusa da tutti i rapporti commerciali con numerosi partner come Google, Microsoft e Qualcomm. In una recente nota ufficiale, Huawei ha però comunicato di aver presentato un’istanza per ottenere un provvedimento d’urgenza per contestare la costituzionalità dell’atto della sezione 899 della NDAA.

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Song Liuping, Chief Law Officer di Huawei, afferma infatti:

“Bandire Huawei dal mercato americano non aiuterà a rendere le reti più sicure. Questi provvedimenti non fanno altro che dare un senso di falso sicurezza, distogliendo l’attenzione dalle vere sfide che dobbiamo affermare. I politici degli Stati Uniti stanno utilizzando la forza di un’intera nazione per perseguire una società privato. Questo non è normale. Quasi senza precedenti”

Secondo quanto dichiarato, la seduta per esaminare l’istanza sarebbe fissata per il 19 Settembre 2019. Huawei punta a dimostrare che il governo USA non avrebbe elementi atti ad accertare una possibile minaccia da parte delle infrastrutture e dei prodotti dell’azienda. Quella di Donald Trump sarebbe nient’altro che “una speculazione” in grado di danneggiare un numero indefinito di consumatori.

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