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Intelligenza Artificiale: l’esperto MISE Stefano Da Empoli ne spiega alcuni vantaggi

Se si pensa alle parole “Intelligenza Artificiale” sono diverse le interpretazioni che la mente di ogni individuo potrebbe sviluppare: da quelle positive legate alla grande varietà di vantaggi che negli ultimi tempi sono stati presentati da diverse aziende, fino alle più negative.

In tal caso, i più allarmisti, potrebbero immaginare un futuro dominato dall’Intelligenza Artificiale alla stregua di quello narrato dal film fantascientifico del 2004 Io, Robot, in cui V.I.K.I., la Virtual Interactive Kinetic Intelligence, aveva modificato il comportamento dei robot rendendoli ribelli e ostili nei confronti degli umani.Intelligenza artificiale

Secondo Stefano Da Empoli, uno dei trenta esperti selezionati dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) per la pianificazione della strategia nazionale sull’Intelligenza Artificiale, le maggiori preoccupazioni ad essa legate deriverebbero proprio dal nome stesso, che sarebbe in grado di ricordare collegamenti relativi a dei soggetti che siano diversi dagli uomini e per questo motivo pericolosi.

E ad una prima analisi è possibile pensare che se già la diversità tra umani, appartenenti a popolazioni e a culture diverse (ma non solo) sia in grado di creare tensioni radicate, ancor di più tali negatività possano essere riversate su qualcosa che di umano apparentemente ha ben poco, trattandosi di un tipo di intelligenza non umana, ma artificiale.

Al di là di queste dinamiche sociali, l’esperto Stefano Da Empoli, tramite quanto affermato nel suo articolo su formiche.net, intende spiegare quali siano i veri vantaggi dell’uso dell’Intelligenza Artificiale, soprattutto in ambiti specifici: realtà virtuale, chatbot, robot, veicoli a guida autonoma, imaging e molto altro.

Una delle possibilità presentate dall’IA, infatti, è quella di riavviare la produttività totale dei fattori produttivi in modo tale da far fronte alla crisi economica, a causa della quale i livelli di crescita sono diventati stagnanti non solo in Italia, ma in tutta Europa. L’intelligenza artificiale infatti sarà in grado di predire i comportamenti, grazie all’elaborazione di una grande quantità di calcoli, selezionando i settori precisi di interesse.Stefano Da Empoli

Da Empoli afferma, inoltre, che già negli anni Cinquanta si fossero prefigurate le basi per operazioni di tale genere, anche se all’epoca non si disponeva ancora di alte capacità di calcolo, di digitalizzazione su larga scala dei dati e di una forma di comunicazione istantanea e facile tra diversi oggetti.

I vantaggi dell’Intelligenza Artificiale, inoltre, possono essere legati al design generativo, grazie al quale, in una sola giornata di lavoro, è possibile ottenere il risultato di un anno intero, ma anche alla manutenzione predittiva, la quale è capace di bloccare le macchine solo quando è ragionevole farlo.

Ognuno di questi ambiti consente di ridurre i costi, soprattutto nel caso di aziende di dimensioni minori, che utilizzano un numero limitato di macchine e che quindi potrebbero usufruire di maggiori vantaggi rispetto alle grandi multinazionali.

In Italia dunque l’interesse maggiore dovrebbe essere quello di consentire alle imprese l’adozione di soluzioni non solo innovative, ma anche a buon mercato che siano reversibili, così da permettere un approccio di tipo democratico alle novità introdotte dall’uso dell’Intelligenza Artificiale. In questo modo, permettendo a tutti un equo accesso a tali tecnologie, che si tratti di piccole, medie o grandi imprese, i vantaggi potrebbero essere distribuiti così da permettere una competizione alla pari tra tutti gli attori coinvolti.

 

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