Assoprovider contro le modifiche in atto nel mercato wholesale: “a rischio migliaia di posti di lavoro”


Assoprovider, l’associazione provider indipendenti, si è apertamente schierata contro le modifiche in atto nel mercato wholesale, sostenendo che esse potrebbero impattare sul destino di migliaia di operatori alternativi e PMI presenti sul territorio nazionale.

Assoprovider si riferisce a piccole e medie imprese che negli scorsi decenni, dall’epoca della liberalizzazione nel 1997, sono cresciute per utenze e fatturato, ma che ora rischiano di venire tagliate fuori dal settore. L’Associazione ha infatti denunciato di essere stata esclusa dai tavoli istituzionali “in cui si decide il futuro di un settore strategico come quello delle telecomunicazioni”. 

Nella nota ufficiale si legge:

   

“Le nostre PMI da sempre non hanno pregiudizi o preconcetti sulla politica industriale né sull’innovazione nelle TLC, ma ritengono che non si possa pensare di modificare un settore strategico come le telecomunicazioni, senza che siano ascoltate anche le loro idee e vi sia un confronto trasparente sulle conseguenze delle diverse strategie attuabili”.

Assoprovider afferma che gli operatori alternativi sono sempre stati decisivi nella riduzione dei problemi digitali in Italia. E proprio per questa ragione, la loro realtà non può essere ignorata.

Gli operatori di Assoprovider, sostiene il presidente Dino Bortolotto, hanno dimostrato di “essere attori in grado di ridurre i problemi digitali del Paese proprio dove è più difficile farlo”, portando connessione ad internet anche in condizioni di particolare svantaggio competitivo.

Assoprovider lavoro

Si fa riferimento al fatto che tali operatori non sfruttano denaro pubblico e contribuiscono alla creazione delle infrastrutture nel Paese a proprie spese, soprattutto nelle aree C e D, vale a dire le zone a fallimento di mercato.

Secondo l’associazione, inoltre, le idee e le strategie degli operatori alternativi finiscono per coincidere maggiormente con gli interessi dei cittadini, rispetto ai grandi operatori nazionali. A dimostrazione di ciò, Bortolotto cita le recenti battaglie per il modem libero e per l’apertura del mercato ai nuovi entranti grazie alla modifica del Codice delle Comunicazioni.

Per le ragioni esaminate, dunque,  Assoprovider chiede nella sua nota di essere coinvolta nel complesso processo di definizione di una strategia nazionale volta ad incontrare gli interessi dei cittadini, rivendicando inoltre il diritto di tutelare migliaia di posti di lavoro e garantire l’applicazione delle regole di trasparenza, parità di trattamento e non discriminazione.

 

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