Intelligenza artificiale: potenzialità e crescita in USA e Cina


Si sente sempre più spesso parlare, soprattutto oggigiorno, di intelligenza artificiale”, reputata quale disciplina (volendo ricreare un generico settore di interesse), che produce macchine, come hardware o software, in grado di agire autonomamente, emulando attività tipiche della mente umana.

Nel contesto odierno la IA occupa un posto di rilievo, guadagnandosi il titolo di protagonista assoluta, nel nuovo palcoscenico digitale. L’intelligenza artificiale ha mostrato, soprattutto nell’ultimo periodo, rilevabile negli ultimi 12-24 mesi, un’accelerazione straordinaria che documenta la nuova tendenza,  di carattere sia economico che politico, volta a consolidare il mercato artificiale.

Il campo appannaggio dell’intelligenza artificiale è oggi ampissimo. A testimoniare ciò è l’attenzione rivolta non solo all’ambito tecnologico, come il cloud, l’Internet of things, le smart city e le altre innovazioni, ma anche, e soprattutto, l’attenzione spasmodica dedicata all’economia, alla politica, al lavoro all’interno della società e all’impatto che può generare il sistema artificiale. Viviamo nel costante cambiamento, che modifica abitudini, percorsi di vita e momenti di quotidianità. Il tutto è ombreggiato dalla potenza delle tecnologie, che oggi servono per risolvere problemi, per effettuare semplici operazioni e per produrre nuovi paradigmi. La tecnologia semplifica, come è noto, e ciò si riferisce soprattutto alle aziende. Sono queste, infatti, che sfruttano l’intelligenza artificiale, creando nuovi supporti e nuovi strumenti di riferimento. I colossi hi-tech, le Pmi e le startup hanno, quindi, il senso di avviare nuovi ritmi investendo nella ricerca e nello sviluppo, basati sull’intelligenza artificiale.

   

Si è recentemente occupato di intelligenza artificiale, sottolineando le importanti avanguardie e le nuove spinte, il quotidiano “la Repubblica” del 25 Giugno 2018. Nell’articolo, oltre ad essere ribadita la nuova posizione occupata dall’intelligenza artificiale nel settore digitale, viene sottolineata la crescita dell’intelligenza artificiale oggi. Stando alle stime della società di ricerca Markets&Markets, il mercato dell’intelligenza artificiale chiuderà il 2018 a quota 21,5 miliardi di dollari tra hardware, software e servizi e crescerà ad un tasso annuale del 36% fino al 2025, arrivando a valere oltre 190 miliardi. Oltre alla società Markets&Markets, anche la realtà Tractica, connessa al mondo dell’intelligenza artificiale, producendo anche strumenti robotici, prevede  uno sviluppo dai 3,6 miliardi rilevati nel 2016 ai 90 miliardi previsti per il 2025. Artefici di tale corsa digitale saranno soprattutto le aziende.

Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, da un punto di vista geografico, verterà, come sottolineato nell’articolo de “la Repubblica”, soprattutto su alcuni contesti. In primo luogo vi sono gli Stati Uniti, che sicuramente conserveranno il loro primato tecnologico. A imporsi sarà anche l’area Asia-Pacifico, che registrerà un vistoso ampliamento, soprattutto in Cina, grazie agli sviluppi nei settori finanza, agricoltura, marketing e legge.

Altri contesti, invece, grazie a nuovi programmi nazionali di sviluppo tecnologico, come quelli legati all’industria 4.0, avranno modo di sostenere iniziative relative all’intelligenza artificiale. Meritano nota Paesi come la Cina, la Russia, la Francia, il Regno Unito. Restano fuori da tale corsa gli USA, poiché negli Stati Uniti non si è avviata una politica nazionale funzionale all’incremento di alcuni settori digitali, soprattutto del panorama hi-tech. Diverso è, invece, l’approccio scelto dal Governo cinese. La Cina prevede, infatti, di investire 7 miliardi di fondi pubblici, di cui 2 miliardi per un maxi centro di ricerca a Pechino: l’obiettivo è mettere in piedi un’industria da 150 miliardi in 12 anni. Figurano poi il Canada, che annuncia un investimento complessivo da 125 milioni, e la Russia, che propone una collaborazione pubblico-privata.

Muovendoci in un contesto europeo notiamo l’impegno economico della Francia, riscontrabile in piani di investimenti quinquennali, e la scommessa dell’Inghilterra, che prevede un co-investimento da 200 milioni di sterline. L’impegno dell’Unione è ravvisabile anche nell’iniziativa europeista che preannuncia un investimento di 1,5 miliardi per incrementare il settore digitale, evitando un duopolio Usa-Cina.  In ritardo rimane l’Italia, in cui il dibattito sull’AI è ancora prevalentemente confinato agli addetti ai lavori e non c’è la minima traccia di un piano ad hoc. Da lodare è, comunque, il fondo stanziato dall’agenzia per l’Italia digitale (Agid), che consta di  5 milioni per alcuni progetti pilota di intelligenza artificiale a servizio della PA. È ancora un piccolo contributo, che si inserisce, però, nella costruzione di un futuro all’avanguardia.

 

Per ricevere tante notizie e consigli utili specialmente sul mondo della telefonia è possibile iscriversi gratis al canale mondomobileweb di Telegram. Se questo articolo vi è piaciuto, condividetelo sui vostri social e seguite MondoMobileWeb su Facebook, Instagram e Twitter. Non esitate a condividere le vostre opinioni e/o esperienze commentando i nostri articoli.