Verso il rinnovo delle cariche in Cassa Depositi e Prestiti. In ballo anche il futuro di Open Fiber


Sono giorni decisivi per Cassa Depositi e Prestiti, la società controllata a maggioranza dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e comproprietaria di Open Fiber, la società che detiene una buona parte della rete digitale in Italia.

In Cdp, strumento importante per il governo italiano per la presenza in alcuni settori di notevole rilevanza per l’economia italiana, i prossimi giorni saranno legati al rinnovo delle cariche societarie. Proprio negli ultimi giorni, in concomitanza con la presa in carico del nuovo governo da parte di Giuseppe Conte, il presidente Claudio Costamagna ha annunciato la propria indisponibilità a ricandidarsi per un secondo mandato alla guida della Cassa.

Una scelta che potrebbe essere stata influenzata dall’avvento della nuova compagine governativa, che si aspetterebbe un ruolo più incisivo di Cdp per i prossimi anni, per convertirla in una sorta di banca a servizio del sistema produttivo italiano. A vigilare sulla Cassa ci sarà chiaramente il Ministro Giovanni Tria, un tecnico, che, appartenendo ad un esecutivo politico, dovrà tuttavia rispondere alle direttive programmatiche delle due forze politiche al governo del Paese. Inoltre, il nome di Costamagna e quello di Gallia, l’attuale CEO della società, nominato dal governo, sono i retaggi di quanto indicato dal governo Renzi nel 2015 per la direzione di Cdp, elemento che li renderebbe incompatibili con la nuova leadership.

Il nuovo presidente sarà eletto, come da statuto, dalle fondazioni bancarie che costituiscono con circa il 16% l’altro fronte societario, e dovrà collaborare con il CEO di nomina ministeriale. Nell’ottica di un confronto fra le parti, il Corriere della Sera, ha parlato di una possibile trattazione della questione fra Giorgetti, attuale Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e Guzzetti, presidente dell’Acri, associazione che rappresenta le casse di risparmio.

Giuseppe Guzzetti, presidente di Acri

Ad essere in vantaggio per la presidenza al momento è il nome di Massimo Tononi, ex presidente di Monte dei Paschi di Siena. Per il ruolo di CEO, dopo le smentite di Flavio Valeri di Deutsche Bank Italia, sembrano essere maggiori le probabilità di Scannapieco, vicepresidente della Banca Europea degli Investimenti. Da non escludere sono anche Sarmi, ex CEO di Poste Italiane e Palermo, attuale CFO della Cassa.

Il cambio al vertice, che sarà il punto all’ordine del giorno dell’assemblea del 20 Giugno 2018 (prevista in seconda convocazione per il 26), riverserà nel tempo i suoi effetti sulle attività che Cassa Depositi e Prestiti gestisce. Tra queste ci sarà anche Open Fiber, più volte citata come strumento di modello per guidare in maniera controllata lo sviluppo della rete digitale in Italia. Non è scontato che proprio durante quanto accadrà durante l’assemblea possa essere propedeutico alla realizzazione del progetto di rete unica dichiarato ora ammissibile anche dall’Agcom.

 

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