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Telefonia fissa, costi dismissione linea: AGCOM conferma le attuali Linee Guida

A seguito dello svolgimento di una consultazione pubblica, in cui si è registrata una generale contrarietà degli operatori alle novità proposte, l’AGCOM ha deciso di confermare le attuali linee guida che gli operatori di telefonia fissa devono seguire per applicare i costi di dismissione e trasferimento dell’utenza.

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) lo ha annunciato con la delibera 81/26/CONS (ecco il documento completo), pubblicata oggi, 25 Maggio 2026, ma risalente in realtà al 25 Marzo 2026, recante “Conclusione del procedimento e della consultazione pubblica inerente alla modifica delle linee guida allegate alla delibera n. 487/18/CONS con riferimento ai costi di dismissione e trasferimento dell’utenza”.

Come già raccontato da MondoMobileWeb, con la delibera 243/25/CONS, pubblicata il 6 Novembre 2025, l’AGCOM aveva avviato un procedimento e una consultazione pubblica con cui intendeva aggiornare e rivedere le linee guida che gli operatori di telefonia fissa devono seguire per applicare i costi di dismissione e trasferimento dell’utenza, anche per integrare le modifiche normative intervenute dal 2018 ad oggi.

Infatti, anche al fine di tener conto delle novità introdotte dal Codice delle Comunicazioni e dalla delibera 307/23/CONS, l’AGCOM riteneva necessario procedere a un riassetto della disciplina per la determinazione delle modalità e dei costi di recesso dai contratti utilizzati per la fornitura dei servizi di comunicazione elettronica agli utenti finali.

A seguito dell’avvio del procedimento, nel mese di Dicembre 2025 AGCOM ha effettuato delle audizioni con i principali fornitori di servizi e le associazioni dei consumatori.

Nell’ambito della consultazione pubblica, all’Autorità sono stati inviati contributi da parte di: AIIP (Associazione Italiana Internet Provider), Edison S.p.A., Enel S.p.A., Eolo S.p.A., Fastweb S.p.A., Iliad S.A., Plenitude S.p.A., Sky Italia S.r.l., TIM S.p.A., Tiscali Italia S.p.A., U.Di.Con. (Unione per la Difesa dei Consumatori), UNC (Unione Nazionale Consumatori), Vianova S.p.A., Vodafone Italia S.p.A., Wind Tre S.p.A.

Gli esiti della consultazione pubblica sono stati riportati nell’Allegato A (ecco il documento completo) della delibera 81/26/CONS pubblicata in queste ore, con cui l’Autorità ha concluso il procedimento decidendo di confermare le attuali Linee guida sui costi di dismissione della linea fissa allegate alla delibera 487/18/CONS.

Operatori contrari alle proposte di revisione delle linee guide dei costi di disattivazione della linea fissa

Questo poiché, come spiegato nella delibera, alla luce di tutto quanto emerso dalla consultazione pubblica, l’Autorità ritiene che sia le risposte degli operatori che delle associazioni evidenzino una generale non condivisione della proposta sottoposta a consultazione.

L’AGCOM ha inoltre preso atto che la vigente comunicazione annuale dei costi di recesso fornisce già un’indicazione generale all’Autorità, che può vigilare e chiedere approfondimenti se emergono anomalie o segnalazioni dai consumatori.

Invece, secondo l’analisi dell’Autorità la proposta di certificazione terza rischiava di determinare una duplicazione rispetto a quanto già previsto dalla vigente disciplina. Inoltre, per l’AGCOM non appare in ogni caso praticabile la scelta da parte dell’Autorità del soggetto certificatore in quanto, nei casi in cui ciò è ammesso, ciò è espressamente previsto dalla normativa e dalla regolamentazione di settore.

Pertanto, AGCOM ha rilevato che, alla luce di quanto emerso dalla consultazione, il mercato e le associazioni intervenute privilegiano il vigente meccanismo di vigilanza dell’Autorità, sulla base dei costi trasmessi annualmente, delle segnalazioni e delle evidenze acquisite d’ufficio, più che un processo di approvazione ex-ante dei costi di recesso.

Inoltre, l’Autorità ha ritenuto condivisibile l’osservazione secondo cui il suddetto vigente meccanismo, attuativo delle disposizioni del Decreto Bersani, eviti aggravi di carattere amministrativo sia in capo al mercato che alla stessa Autorità, dia maggiore certezza al mercato, e consenta, comunque, di intervenire in caso di applicazione di costi non conformi alla regolamentazione di settore.

AGCOM ha quindi preso atto che, alla luce degli esiti della consultazione, le attuali Linee guida, unite all’attività di vigilanza dell’Autorità, già garantiscono che le offerte con costi di dismissione e trasferimento siano soggette a controllo e, se necessario, a sanzioni.

A detta dell’Autorità, questo sistema di regole e controlli “previene comportamenti opportunistici da parte degli operatori e favorisce un mercato concorrenziale”, in cui la trasparenza e la comparabilità delle offerte permettono agli utenti di scegliere consapevolmente e senza vincoli ingiustificati.

Per esigenze di “efficienza e buon andamento” dell’azione amministrativa, l’Autorità ha ritenuto di prevedere che l’obbligo di comunicazione delle risposte al questionario sui costi debba avvenire entro e non oltre il 30 Giugno di ciascun anno.

Pertanto, l’AGCOM ha ritenuto di poter concludere il procedimento con la pubblicazione degli esiti della consultazione pubblica, senza prevedere modifiche alle vigenti Linee guida sui costi di recesso, per tutte le ragioni sopra espresse.

La delibera che conferma le attuali norme per gli operatori di telefonia fissa

Dunque, con la delibera 81/26/CONS pubblicata nelle ultime ore, l’AGCOM ha stabilito che il procedimento di cui alla delibera 243/25/CONS si conclude con la pubblicazione degli esiti della consultazione pubblica, di cui all’Allegato A al provvedimento, e la conferma delle attuali Linee guida allegate alla delibera 487/18/CONS.

Come già raccontato nell’approfondimento di MondoMobileWeb, i costi di disattivazione per la rete fissa devono essere sostenuti quando si richiede il passaggio ad altro operatore o la dismissione definitiva della linea.

A questo proposito, la delibera AGCOM n. 487/18/CONS pubblicata ad Ottobre 2018 aveva sancito, tra le altre cose, una regolamentazione delle spese previste in caso di disattivazione o dismissione della linea, con l’obiettivo di tutelare i clienti e impedire che vengano applicati dei costi immotivati da parte dell’operatore di telefonia fissa.

La delibera stabilisce infatti che le spese di recesso devono essere commisurate al valore del contratto e ai costi realmente sostenuti per la dismissione della linea o per il trasferimento del servizio. Nello specifico, la delibera AGCOM prevede che venga addebitato quantomeno il costo più basso fra una mensilità di canone e i reali costi sostenuti dall’operatore.

I cosiddetti costi di disattivazione o dismissione della linea sono da sostenere oltre alle eventuali penali o costi di recesso previsti dal proprio contratto e variano a seconda dell’operatore.

Più di recente, recependo le novità introdotte dal nuovo Codice delle Comunicazioni a fine 2021, con la delibera AGCOM 307/23/CONS, pubblicata il 3 Gennaio 2024, ossia il nuovo regolamento che disciplina i contratti tra gli operatori di telefonia e i clienti finali, è stato stabilito che per le attivazioni di linee fisse effettuate dal 3 Gennaio 2024, il costo di dismissione viene addebitato solo in caso di recesso nei primi 24 mesi.

Infatti, per quanto riguarda i costi di disattivazionela delibera prevede che per tutte le tipologie di contratto e a partire dalla pubblicazione del Regolamento, l’utente finale, dopo il ventiquattresimo mese dalla stipula, ha il diritto di recedere in qualsiasi momento con un preavviso di massimo un mese e senza incorrere in alcuna penale né costi di disattivazione, eccetto quelli addebitati per la ricezione del servizio durante il periodo di preavviso e gli eventuali costi da recuperare per l’apparecchiatura terminale.

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