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Cloudflare, violate norme anti pirateria: multa di 14,2 milioni di euro dall’AGCOM

Nella giornata di oggi, 8 Gennaio 2026, l’AGCOM ha reso noto di aver sanzionato di oltre 14 milioni di euro Cloudflare, in particolare per aver violato la legge antipirateria.

In particolare, il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), nella seduta del 29 Dicembre 2025, ha irrogato, con il voto contrario della Commissaria Elisa Giomi, una multa di 14,247 milioni di euro alla società Cloudflare Inc., tramite la delibera 333/25/CONS (ecco il documento completo), pubblicata oggi, 8 Gennaio 2026, in concomitanza con il comunicato dell’Autorità.

Questo provvedimento arriva a conclusione di un procedimento che era stato avviato per l’inottemperanza di Cloudflare all’ordine impartito dall’AGCOM con la delibera 49/25/CONS del 18 Febbraio 2025: l’Autorità aveva infatti ordinato a Cloudflare di disabilitare l’accesso ad una serie di contenuti pirata in attuazione di quanto previsto dalla Legge antipirateria 93/2023.

In particolare, l’AGCOM aveva chiesto a Cloudflare, in quanto fornitore di servizi della società dell’informazione coinvolto nell’accessibilità di contenuti diffusi illecitamente, di provvedere alla disabilitazione della risoluzione DNS dei nomi di dominio e dell’instradamento del traffico di rete verso gli indirizzi IP segnalati dai titolari dei diritti attraverso la piattaforma Piracy Shield, o comunque di adottare le misure tecnologiche e organizzative necessarie per rendere non fruibili da parte degli utilizzatori finali i contenuti diffusi abusivamente.

L’Autorità ha quindi accertato la perdurante violazione della legge antipirateria e delle relative disposizioni attuative AGCOM da parte di Cloudflare la quale, anche dopo la notifica dell’ordine, ha continuato a non adottare alcuna misura per contrastare l’utilizzo dei propri servizi per la diffusione di contenuti illeciti.

AGCOM ricorda che la normativa di riferimento prevede l’irrogazione di una sanzione fino al 2% del fatturato realizzato nell’ultimo esercizio chiuso anteriormente alla notifica della contestazione laddove l’inottemperanza riguarda ordini impartiti dall’Autorità nell’esercizio delle sue funzioni di tutela del diritto d’autore: conseguentemente, è stata applicata una sanzione pari all’1% del fatturato globale della società.

Il provvedimento, oltre a costituire una delle prime sanzioni pecuniarie in materia di diritto d’autore, secondo l’Autorità assume particolare rilevanza alla luce del ruolo svolto da Cloudflare. Infatti, una larghissima percentuale dei siti oggetto di blocco da parte dell’Autorità in applicazione del regolamento sulla tutela del diritto d’autore online utilizza i servizi offerti da Cloudflare per diffondere illecitamente opere tutelate.

Con questa decisione, l’AGCOM afferma di aver dato piena applicazione alla legge antipirateria, la quale ha ampliato espressamente il novero dei soggetti obbligati a contrastare gli atti di pirateria dando seguito agli ordini dell’Autorità ricomprendendo tutti i fornitori di servizi della società dell’informazione coinvolti a qualsiasi titolo nell’accessibilità del sito web o dei servizi illegali, quali i fornitori di servizi di VPN e quelli di DNS pubblicamente disponibili, ovunque residenti e ovunque localizzati, i soggetti gestori di motori di ricerca.

L’Autorità ricorda infine che, dalla sua adozione nel Febbraio 2024, ad oggi con Piracy Shield sono stati disabilitati oltre 65mila FQDN e circa 14mila IP destinati alla fruizione di contenuti illeciti.

Editing Simone Nicolosi

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