Il modello wholesale di Open Fiber: grandi successi e ottime prospettive future


Un articolo dell’inserto Affari&Finanza del quotidiano La Repubblica di oggi, 12 Marzo 2018, analizza attentamente il modello di Open Fiber attraverso una preziosa intervista alla nuova Amministratrice Delegata, Elisabetta Ripa. La società, che ha recentemente vinto il premio FTTH Council Europe Operator Award 2018, per lo sviluppo e la diffusione della rete FTTH, considera alla base del suo successo il modello wholesale aperto, che permette di offrire i servizi di rete a tutti gli operatori del mercato, senza alcuna discriminazione.

Elisabetta Ripa è convinta di questo, e aggiunge che il modello in questione sta raccogliendo grande interesse non solo in Italia, ma anche all’estero. In tal senso, vengono citati City Fiber in Gran Bretagna, Siro in Irlanda, Stokab in Svezia, e tanti altri Paesi in cui la copertura infrastrutturale in fibra è stata affidata ad operatori wholesale. È chiaro, però, che gli sforzi di Open Fiber sono molto costosi, e richiedono costantemente finanziamenti da parte di banche e fondi nazionali e internazionali.

L’ultima operazione di finanziamento, della quale non sono ancora stati resi noti tutti i dettagli, dovrebbe ammontare a 3.5 miliardi di dollari e avrà una durata di sette anni.

Quella a cui viaggia al momento Open Fiber, continua l’Amministratrice Delegata, è una velocità di crociera, che, dopo un avvio lento e cauto, permette oggi di coprire in media 35mila abitazioni a settimana, con un tempo di “allaccio” pari a soli quindici giorni. E si parla di una fibra che sale per tutti i piani dei palazzi, garantendo la medesima velocità a tutte le abitazioni.

   

In totale, in tutto il 2017, sono state collegate 2.45 milioni di unità immobiliari, mentre gli abbonamenti effettivi attivati sulla fibra Open Fiber dagli operatori locali, come Vodafone e Wind3, ammontano a quota 230mila.

Potrebbe suonare come un numero molto modesto, meno del 10% delle unità collegate, ma Elisabetta Ripa lo commenta in maniera molto positiva, facendo notare che si tratta di dati relativi esclusivamente al secondo semestre del 2017.

Per quanto riguarda l’imminente futuro, Open Fiber ha già progettato l’infrastruttura in 1300 comuni, e a partire da Aprile saranno attivi nuovi cantieri, per un investimento pari a 600 milioni di euro, di cui 500 milioni destinati ai lavori per opere civili. A oggi, le aziende di costruzioni e impiantistica che lavorano con Open Fiber sono 48, operando in tutte le aree disponibili. Queste, sono concettualmente divise in Area A, Area B, Area C e Area D. Nelle prime due, Open Fiber è diretto concorrente di Tim, ma sembra non temere l’aggressiva competizione, portata avanti nelle aulee dei Tribunali amministrativi regionali.

L’intervista si conclude con un bilancio generale sulla gestione aziendale dell’anno scorso, che ha visto ricavi pari a 90 milioni di euro e 600 lavoratori, che presto saliranno a 900. La tecnologia di Open Fiber è caratterizzata da costi operativi e di manutenzione molto ridotti, che garantiranno col tempo un margine di gran lunga superiore rispetto a società simili.

 

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