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Legge di Bilancio 2018: finanziamento a IsiameD per la promozione di un modello digitale Smart City

Tre milioni di euro: questa è la cifra stanziata a favore della società informatica IsiameD, la management company dedicata all’innovazione digitale del sistema produttivo e sociale italiano.

IsiameD è nata nel 1974 e fino all’anno scorso si è occupata principalmente della gestione e del coordinamento dei rapporti diplomatici con l’Asia e i Paesi Mediterranei ma, di recente, ha deciso di focalizzarsi sul digital marketing, ponendosi anche come consulente per enti, istituzioni, aziende, e pubbliche amministrazioni che volessero affrontare le nuove sfide poste da un sistema economico globale sempre in continuo mutamento.

Tale scelta ha comportato anche il cambio della ragione sociale, che diventa per l’esattezza IsiameD Digitale Srl, e ad oggi rappresentata da Gian Guido Folloni, ex ministro cristiano democratico del primo Governo D’Alema.

Ecco quanto previsto dal corpo dell’articolo 95-bis in merito alla tutela, valorizzazione e digitalizzazione del made in Italy, dopo la rivisitazione dell’emendamento da parte dei relatori della formazione politica ALA, Magda Zanoni (Pd) e Marcello Gualdani (Alternativa popolare), inserito in finanziaria a poche ore dal via libera definitivo:

“Viene assegnato un contributo di un milione di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, in favore dell’Istituto italiano per l’Asia e il Mediterraneo. La Commissione ha approvato un articolo aggiuntivo, introdotto dall’emendamento 95.7 (testo 3), in virtù del quale è assegnato un contributo pari ad un milione di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 in favore dell’Istituto italiano per l’Asia e il Mediterraneo (IsiameD), per la promozione di un modello digitale italiano nei settori del turismo, dell’agroalimentare, dello sport e dello smart city. La previsione, che ha il fine di affermare un modello digitale italiano come strumento di tutela e valorizzazione economica e sociale del Made in Italy e della cultura sociale e produttiva della tipicità territoriale, comporta una parallela riduzione, all’articolo 92, del fondo per interventi strutturali di politica economica, per ciascuno degli anni 2018-2020”.

Un provvedimento che ha suscitato molto scalpore in quanto pare ci sia poca chiarezza nei processi che hanno portato l’approvazione del suddetto emendamento, da cui lo stesso titolare governativo del settore, Carlo Calenda, ha preso le distanze, dichiarandosi all’oscuro di tutto.

 

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