FastWeb: “Dal 2018 ritorniamo con la fatturazione mensile. Vogliamo essere il primo operatore convergente”


Sono diversi i temi trattati dall’attuale amministratore delegato di Fastweb in un’intervista a il Sole 24 Ore, Alberto Calcagno infatti, si concentra particolarmente sulla fatturazione a 28 giorni e sulla telefonia mobile, ma parla anche della partnership con Sky e dei costi occulti per i consumatori. 

Alberto Calcagno, laureato in economia presso la Bocconi di Milano, è entrato a far parte del gruppo Fastweb ormai da parecchi anni, ha proseguito la carriera ricoprendo ruoli di prestigio fino alla nomina di CEO di Fastweb, posizione ricoperta dal Marzo 2013.

Alberto Calcagno, CEO di FastWeb

Sulla famosa tredicesima dei consumatori afferma che Fastweb è stata costretta ad adeguarsi allo “standard di mercato”  a causa del fatto che gli altri operatori erano già partiti da tempo e i clienti non avevano possibilità di comparare.

“Siamo stati gli ultimi. Abbiamo già comunicato ad Agcom che ci adegueremo prima possibile, ma ormai con il nuovo anno.”

Propone di tornare indietro sui 28 giorni di  fatturazione, non solo per il fisso e le offerte ibride, ma anche per il mobile dove la pratica è tuttora consentita, per evitare a operatori come Fastweb, di essere discriminate sul mercato.

   

Fa appello alla politica invitando il Governo a intervenire anche sui costi occulti per i clienti e non solo sui 28 giorni di fatturazione, vorrebbe garantita maggiore trasparenza da questo punto di vista.

“Sono 2 i miliardi di euro derivanti da questi costi e dai servizi ancillari a pagamento, il 15% dei ricavi degli operatori viene da balzelli impropri. L’offerta al cliente deve essere espressa comprendendo tutti i servizi. Esattamente come facciamo noi.
Abbiamo iniziato lo scorso maggio un percorso di totale trasparenza eliminando le sorprese in bolletta. Tutti i servizi ancillari, dalla segreteria al richiamami sono inclusi.”

E’ da specificare come Fastweb, nell’ultimo anno, abbia raggiunto il milione di clienti con un’incremento del 60% rispetto all’anno precedente.

E’ sullo sviluppo del mobile che il discorso cade spesso, Calcagno dice che,  Fastweb, non avendo nessun investimento da difendere nelle rete 4G, può essere seriamente dirompente sul mercato con il 5G.

L’Ad definisce anche le future strategie della nota azienda Italiana di telecomunicazioni asserendo che per quanto riguarda le principali città continueranno ad investire con cifre abbastanza importanti, sia sull’ infrastruttura che sui servizi.

Principali città dove peraltro sono in partnership con Tim all’interno della joint venture Flash Fiber.
Discorso diverso invece per le aree “bianche”, ovvero quelle a fallimento di mercato, dove continueranno ad essere clienti.

Crede infine che sarebbe necessario che Tim e Open Fiber si riunissero, in questo caso, Enel, che di Open Fiber ha il 50%, avrebbe il grande merito di aver contribuito allo sviluppo digitale dell’Italia. Ecco cosa dice a riguardo:

“Avrebbe senso che Open Fiber fosse contribuita in Tim con Cdp come azionista a garanzia di investimenti, qualità e rollout del network”

Soluzione, quest’ultima, che non sembrerebbe collidere con le parole dell’ amministratore delegato Tim Amos Genish che ha parlato di una rete la cui proprietà non è in discussione.

Alle critiche sulla fibra fino al cabinet e non fino a casa, risponde che la tecnologia funziona benissimo e non esclude che in futuro quando saranno richieste maggiori velocità di navigazione Fastweb non avrà problemi ad aggiungere l’ultimo pezzetto di fibra necessario.

Alla domanda su un’eventuale iniziativa sul campo dell’intrattenimento, un pò come hanno fatto Tim e Vodafone, risponde dicendo che la partnership con Sky va benissimo, è stata rinnovata per altri 5 anni, quindi Fastweb, almeno attualmente non ha intenzione di muoversi in questo senso.

Infine riguardo alle voci sulla possibile vendita di Fastweb da parte del gruppo Swisscom, chiude rispondendo che l’operatore è in crescita da 17 trimestri consecutivi e che sono solo voci che appartengono al passato.






 

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