2022: previsto lo switch off al nuovo standard DVB-T2 per le televisioni


Nella legge di stabilità 2018 oltre ai temi di cui vi abbiamo parlato su: legge di stabilità, confermato il bonus cultura per i diciottenni, è contenuta una normativa che a distanza di pochi anni potrebbe stravolgere tutto e portare moltissime persone a cambiare il proprio TV o a comprare un nuovo decoder.

E’ soprannominata “la nuova era del digitale terrestre“, la norma contenuta nella legge di bilancio che obbliga i Network televisivi ad abbandonare le attuali frequenze sulla banda dei 700 Mhz e migrare ad altre frequenze, il motivo di tale “trasloco” sta nel fatto che si deve liberare spazio nella banda 700 Mhz, destinata allo sviluppò della connettività 5G.

Tali frequenze permetteranno infatti di ampliare le velocità per la telefonia mobile e di superare meglio gli ostacoli cosi da arrivare a fornire fino a 5G in downstream. Contemporaneamente però i canali televisivi saranno costretti a trasmettere tramite uno standard che permette di trasferire più dati e su un intervallo di frequenze più stretto del digitale terrestre di prima generazione.

   

Molto più semplicemente possiamo affermare che si passerà dall’attuale versione del digitale terrestre, il DVB-T1 ad una nuova versione, il DVB-T2.

Secondo le direttive della Commissione europea la liberazione della banda da 700 Mhz dovrà avvenire entro il 2022, in conseguenza di ciò per la trasmissione dei canali TV dovrà essere adottata una nuova tecnologia entro tale data.

Questo passaggio influirà in qualche modo anche sugli utenti che se vorranno continuare a vedere i canali televisivi dovranno necessariamente acquistare un nuovo televisore o un decoder compatibili DVB-T2 HEVC, uno standard video ancora più elevato.

La nuova tecnologia è presente in tutti i televisori acquistati dall’1 Gennaio 2017, data a partire dalla quale tutti i TV venduti devono avere un sintonizzatore che permette loro di ricevere programmi in DVB-T2.

Coloro che, invece hanno comprato il proprio televisore prima di tale giorno devono controllare che esso sia dotato del sintonizzatore T2, in quanto alcuni TV venduti precedentemente al Gennaio 2017 non lo possiedono e quindi in questo caso non potranno essere utilizzati se non con un decoder a parte.

Per incentivare e velocizzare il processo di rinnovamento il governo ha previsto contributi a riduzione dei costi per un totale di circa 100 milioni di euro.

E voi cosa ne pensate? possedete già un TV con le specifiche tecniche richieste o sarete costretti all’acquisto di uno nuovo? Fateci sapere!

 

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