Telefonia Mobile: c’era una volta Blu, il predecessore di Iliad dall’epilogo drammatico


Pur essendo passati diversi mesi, le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Vodafone Group Vittorio Colao su Iliad, nella conferenza “Tech, Media & Telecom” a Barcellona a Novembre 2016, riportavano la mente indietro di diversi anni, quando si aspettava l’ingresso nel mercato della telefonia di Blu. In quella circostanza Colao ricordò come il timore per l’arrivo del quarto operatore si fosse a posteriori dimostrato inutile, vista la sua disfatta.

Effettivamente Blu rappresentava una sorta di minaccia, almeno all’inizio. Era comunque l’operatore il cui nome pare fosse stato suggerito dall’ex presidente della repubblica Francesco Cossiga che era più che un semplice conoscente di Giancarlo Elia Valori, il futuro presidente della società. Il progetto Blu SpA, vede infatti la partecipazione di grandi marchi e grandi personalità. Tra le società che controllano il futuro quarto operatore spiccano con il 32% delle quote Società Autostrade, che nel frattempo viene privatizzata quasi completamente dal Gruppo Benetton, con il 9% Mediaset, BNL, Caltagirone (gruppo editoriale che controlla “Il Messaggero”, ecc). Ai grandi nomi che ci celavano dietro questi grandi protagonisti dell’economia italiana si aggiungeva il ruolo di esperto del settore di British Telecom. Il consorzio Blu faceva capo al presidente Valori, famoso per le sue amicizie internazionali con Israele e con l’Argentina e che lo portarono addirittura ad avere un ruolo diplomatico non indifferente quando dovette giocare la carta dell’amicizia con il dittatore coreano Kim Il Sung nella liberazione di alcuni ostaggi francesi sequestrati dall’ayatollah Khomeini alla fine degli anni ottanta. Valori era anche colui che fu assolto dalle indagini per lo scandalo P2 (di cui fu membro per un breve periodo) e dei relativi traffici di armi, ma anche colui che resistette a capo di Società Autostrade anche dopo la privatizzazione. Blu era quindi la colonia di magnati dal grande calibro all’interno del mercato della telefonia, una volta che quest’ultimo divenne liberalizzato dal 1997.

La campagna pubblicità di Blu illustrava la nascita di quella creatura che doveva essere “il futuro che non c’era”. Uno dei primi spot fu proprio quello in cui lo spermatozoo blu si distaccava dal resto degli spermatozoi bianchi per andare a fecondare l’ovulo che avrebbe generato il nuovo marchio.

Nel Maggio del 2000, quando Blu divenne attivo come quarto operatore di servizi Gsm, le parole dell’amministratore delegato Enrico Casini ponevano nella lotta con gli altri operatori per l’acquisizione della nuova tecnologia Utsm la nuova linea di partenza in cui la società avrebbe potuto concorrere alla pari soprattutto per fornire Internet nel mercato della telefonia. La compagnia nel frattempo aveva raggiunto i 430.000 clienti nel settembre 2000. Il parto in sé non aveva riportato complicazioni quindi.

Il bando per le cinque licenze Umts presentava sei concorrenti. Ciò che però si verificò ad ottobre del 2000 fu imprevedibile: Blu si ritirò dal bando. Le cause ufficiali di tale decisione sarebbero relative ai saldi negativi di British Telecom, che intanto aveva investito in altri paesi, ma anche alla sconvenienza valutata da Benetton nell’investire in un nuovo operatore, data la possibilità di concorrere insieme a Pirelli, Banca Intesa e Unicredito, nell’acquisire la quota di maggioranza del 22,54% che Olivetti deteneva in Telecom Italia. Blu venne indagata quindi per turbativa d’asta con l’accusa di aver favorito gli altri concorrenti, visto il futuro ingresso di Benetton in Telecom. La Commissione Europea però limitava l’operazione a causa dell’impossibilità di detenere contemporaneamente le quote di entrambe le società. Intanto il vero sgarbo avvenne da parte di Mediaset che decise di svincolarsi dalla situazione divenuta problematica cedendo il suo 9% delle quote a British Telecom.

La rinuncia alle licenze Umts non poteva che rappresentare l’epilogo per Blu, data l’opportunità di concorrere sin dall’inizio con le nuove innovazioni tecnologiche disponibili per tutti nel mercato della telefonia. Pur superando il milione di utenti nel marzo del 2001, Blu si ritrovò ad essere un contenitore vuoto e senza prospettiva di essere riempito, nonché anche l’operatore con le tariffe classiche più alte d’Europa.Tra la scarsa fiducia nel futuro di Blu, mancate promesse d’acquisto da parte di altri colossi telefonici (gli spagnoli di Telefonica in primis) e tentativi da parte dei soci di scaricarsi l’un l’altro la proprietà totale della società, alla fine la soluzione fu quella di spezzettarne il patrimonio e cederlo ai vari concorrenti. Lo spettro delle frequenze e i dipendenti di Blu furono redistribuiti infatti a Wind, Omnitel, TIM e H3G. I clienti ebbero però un futuro più incerto considerando che tutti confluirono in Wind, pena la perdita dei crediti ancora in essere.

Di Blu non rimane che una brutta esperienza, un tentativo fallito di consorziarsi da parte di chi si occupava di affari, ma forse non aveva fatto i conti bene in tasca. D’altronde erano comunque i tempi dell’esplosione della telefonia e l’euforia per gli imprenditori abbondava. Dopo 15 anni dal fallimento di Blu anche Iliad proverà la sfida di diventare il quarto operatore in Italia e ad abbondare è l’euforia dei consumatori, fiduciosi dell’affidabilità che Free Mobile ha garantito in Francia. Colao ha annunciato che difficilmente il nuovo quarto operatore farà la stessa fine di Blu, ma ciò che è certo è che la concorrenza si fa accesa.

 

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  • rosanero

    Sono stato cliente blu… oggi sarebbe un colosso. Il primo… comunque forza Iliad

  • Maurizio Tosetti

    Piuttosto che fare paragoni inutili con il passato di Blu con il futuro Ho mobile, che potrebbe fare un successone. Invece potreste scrivere un articolo su Kena Mobile. Ultimamente non sta andando bene, anzi male. Lunedi’ scorso e’ capitato un black out nazionale. Quasi tutti non potevano fare telefonate o riceverne. Questo lunedi’ si segnalano anomalie con il contatore dati. Io ho perso 200 mb ma c’e’ chi lamenta di aver perso senza averne usufruito di ben 3Gb di dati. Crefo che l’ anti Iliad sia gia’ bruciato ancor prima di trovarsi di fronte il nuovo operatore.Dedicate spazio a questo fallimento gia’ annunciato da molti dalle sue origini.

  • Mario Taddei

    non capisco niente di marketing e di stragegie ma è evidente che il mercato oggi è completamente diverso da quello in cui entrò Blu. Ad ogni buon conto gli operatori tradizionali fanno strategie contro Iliad basate solo sul prezzo e non pensano (secondo me) che hanno fatto praticamente già tutto il lavoro che andava fatto per consegnare buona parte del mercato nelle mani di Oh! Io ad esempio sono stato bastonato praticamente da tutti sul fisso e sul mobile (vedi rimodulazioni di tutti i tipi anche veramente difficili da digerire, rapporto cliente/operatore, tariffe vantaggiose riservate solo ai nuovi clienti etc etc). Aspetto Iliad come si aspettava il messia e sarò disposto a pagare di più di quello che pago adesso e a sopportare i disservizi iniziali.

  • bear_666

    a giudicare dal malcontento che si legge in giro ci sarà un vero e proprio esodo di massa verso illiad

  • Raffaele Imperio

    Considerato che in Francia gli operatori sono tutti Francesi e le tariffe inspiegabilmente più che doppie dell’Italia, non gradisco il loro arrivo in Italia dove potrebbero applicare politiche di dumping. Ciò nonostante ben venga, ma se non fosse mai arrivato e fosse rimasta la Wind di prima come quarto operatore io avrei preferito. Perchè la Wind, per me, è stata la prima vittima. Funziona ancora, per carità, ma io la ricordo come il vessillo della correttezza nei confronti dei Clienti. Ora mi pare non più.

  • Nicola Giaimo

    Il mio attuale numero sotto rete Wind in origine era blu!! Se non ricordo male era il 2002/ 2003 quando la blu fallì ed acquisi tutto la Wind…

  • Danilo Freiles

    Mi sembra di capire che Blu sia nato come operatore mobile e sia morto giovane.
    Illiad invece è un operatore maturo in piena forma. Non credo che i due casi siano paragonabili. Comunque lo scopriremo a breve.

  • Rita

    Disposto a pagare di più?! Era per dire, suppongo.

  • Gianluca Martucci

    Grazie per lo spunto di riflessione.

  • Mario Taddei

    no era proprio sul serio. Dopo le ultime 4 rimodulazioni Tre sul mobile (tacendo di quelle prese prima di passare a Tre e delle bastonate di Tre prima ancora) e di Wind/Infostrada sul fisso adesso sono veramente stufo. Sono disposto a pagare una tariffa più alta a Iliad pur di non restare con i soliti furbetti: se devo essere una limonata allora preferisco farmi spremere per bene da un operatore nuovo.

  • Mario Taddei

    Condivido solo in parte e precisamente l’assurdità di aspettare come un salvatore un operatore straniero che ci salvi dalle porcherie che gli operatori attuali stanno facendo. Ed in effetti in Francia non mi pare ci siano stati giochini di mesi a 4 settimane e rimodulazioni a raffica. Le tariffe sono certamente più alte ma allineate con gli stipendi e non cambiano dal giorno alla notte. E comunque H3G, Wind, Vodafone e Tim ormai di italiano non hanno neppure più il nome. Non so Fastweb o Tiscali come sono messe.

  • Io ero cliente, contento, blu. Oggi il mercato è caratterizzato dalla scorrettezza. Iliad entra con queste “regole” in vigore, dubito che si distaccherà da questo andazzo. Forse all’inizio, poi, i fessi siamo noi!

  • Gianluca Martucci

    Effettivamente la comparazione tra Iliad e Blu è poco praticabile, però il tirare in ballo Blu da parte di Colao quando parla di Iliad ci riporta indietro di 19 anni fa, quando forse si nutriva la stessa paura che oggi c’è per l’arrivo di Iliad. L’unico elemento in comune tra Iliad e Blu, oltre al probabile timore suscitato da entrambi, è il fatto che tutti e due hanno fatto ingresso nel mercato come quarto operatore. Per il resto molte sono le differenze: dai tempi cambiati della telefonia e dall’enorme gamma di tipologie di offerte che gli operatori nel 2017 possono proporre rispetto a quegli anni, all’assetto proprietà della società stessa (l’operatore ora in arrivo in Italia, rispetto a Blu, sarà controllato solo da Iliad stessa, con la conseguente minore instabilità che ci sarà per la società). Non indifferente è anche l’esperienza che Iliad già nutre nel settore. Per non parlare della specificità degli strumenti di rilevazione che permettono oggi ad una società come Iliad di capire come intervenire in un mercato già consolidato come quello italiano. Insomma, le differenze sono molteplici, però è stato interessante scavare nella storia dell’antenato dell’operatore di Iliad . Staremo a vedere cosa ci riserveranno i francesi..

  • consiglio consiglia

    Credo che questa sia la politica del terrorismo. Siccome hanno paura del colosso Francese, cercano di tirare in ballo uno spettro del passato che non ha niente a che vedere con quello che accade oggi. Giusto per spaventare la gente, questo fa ben sperare per noi consumatori perché la dice lunga.

  • aleardo

    Infatti sono solo loro ad aver paura del nuovo concorrente. Per il consumatore non vedo invece alcun rischio, visto che, mal che vada, in qualunque momento può cambiare operatore.