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Tiscali Italia, cessione ramo B2C a Canarbino: ok dal Tribunale, affitto da Giugno 2026

Nell’ambito del tavolo dedicato alla situazione di Tiscali Italia (Gruppo Tessellis), nella giornata di oggi, 26 Maggio 2026, si è svolto un nuovo incontro al MIMIT, in cui è stato confermato l’ottenimento del via libera da parte del Tribunale alla cessione del ramo consumer di Tiscali al Gruppo Canarbino.

Questo nuovo appuntamento presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) segue il primo incontro che si era svolto lo scorso 15 Aprile 2026, con cui era stato aperto un tavolo di confronto sulla situazione di crisi del Gruppo Tessellis.

Il Gruppo Tessellis, nuovo nome dell’ex Gruppo Tiscali, la società di telecomunicazioni che, tramite Tiscali Italiagestisce i due brand telco Tiscali e Linkem, lo scorso 1° Marzo 2026 aveva annunciato di aver accettato l’offerta vincolante presentata dal Gruppo Canarbino relativa al ramo d’azienda consumer di Tiscali Italia, che prevede l’affitto del ramo d’azienda e la successiva potenziale acquisizione dello stesso e dei marchi Tiscali e Linkem.

Inoltre, nell’ambito delle condizioni previste dall’offerta pervenuta da Canarbinoil Gruppo Tessellis ha anche avviato una procedura di composizione negoziata della crisi, richiedendo anche le relative misure protettive e cautelari, che il Tribunale di Cagliari ha confermato lo scorso 14 Aprile 2026, rendendole valide fino al 10 Luglio 2026.

Successivamente, il 30 Marzo 2026, il CdA di Tessellis ha deliberato di accettare un’offerta integrativa presentata dal Gruppo Canarbino in data 29 Marzo 2026, introducendo alcune novità, fra cui un’opzione, già esercitata da Tessellis, che prevede la possibilità di conferire il ramo d’azienda B2C di Tiscali Italia in una società di nuova costituzione, con la successiva cessione dell’intero capitale a Canarbino.

Come emerso dalla notifica all’Antitrust pubblicata il 15 Aprile 2026 sul sito AGCMl’eventuale successiva acquisizione del ramo d’azienda di Tiscali Italia e dei marchi Tiscali e Linkem sarà effettuata tramite Smeraldo S.p.A., una società veicolo costituita ai fini dell’operazione e interamente controllata dal Gruppo Canarbino.

Conclusa la procedura competitiva, Tessellis ha comunicato che non sono pervenute ulteriori offerte per il ramo consumer di Tiscali Italia, per il quale rimane soltanto l’offerta vincolante del Gruppo Canarbino, proseguendo dunque la trattativa. Nel frattempo, lo scorso 16 Maggio 2026 Tessellis ha comunicato che si sono avverate la maggior parte delle condizioni sospensive previste dall’offerta di Canarbino relativa al contratto di affitto.

Cosa è emerso dal nuovo incontro al MIMIT su Tiscali Italia

Dunque, nel corso della nuova riunione svoltasi oggi, 26 Maggio 2026, presso il MIMIT, è stata confermata la cessione del ramo d’azienda B2C di Tiscali Italia al Gruppo Canarbino, operazione che come già accennato verrà formalizzata attraverso la società controllata Smeraldo, per un perimetro occupazionale complessivo di circa 600 lavoratori.

Come sottolinea il Ministero, il Gruppo Canarbino, attivo nel settore energetico, e anche della telefonia mobile, con la controllata Segnoverde, si appresta così a valorizzare il perimetro consumer, con l’obiettivo di raddoppiare la propria forza lavoro complessiva grazie all’integrazione di queste attività, estendendo il proprio business anche alle reti di telecomunicazioni.

Il MIMIT riporta inoltre che, nella giornata di ieri, 25 Maggio 2026, a seguito dell’udienza dedicata, l’operazione di cessione ha ottenuto l’approvazione del Tribunale di Cagliari.

Pertanto, l’affitto del ramo d’azienda consumer di Tiscali Italia a favore del Gruppo Canarbino diventerà operativo a partire dal 1° Giugno 2026.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che sottolinea di aver seguito con attenzione l’intera procedura, proseguirà l’attività di monitoraggio sulla parte non coinvolta della società Tiscali.

Il Ministero conferma inoltre la “massima attenzione” sulla vicenda, assicurando un supporto costante nella fase di transizione per tutelare la continuità produttiva, preservare le competenze presenti nel territorio e salvaguardare i livelli occupazionali di tutti i lavoratori della società sarda.

Editing Simone Nicolosi

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