Lavoro

Asstel e Organizzazioni Sindacali: importante l’accertamento del CNEL su CCNL TLC per call center

Asstel (Assotelecomunicazioni), Slc Cgil (Sindacato Lavoratori della Comunicazione), Fistel Cisl (Federazione Informazione, Spettacolo e Telecomunicazioni) e Uilcom Uil (Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione), ritengono molto importante l’accertamento del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) sull’applicazione prevalente del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro nel settore delle telecomunicazioni (CCNL TLC) per le attività di call center.

Asstel, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil da tempo sono impegnate nel disegnare una prospettiva di sostenibilità nel medio e lungo periodo attraverso una serie di iniziative, come l’accordo sulle clausole sociali per i cambi di appalto nelle attività di Contact Center, o le tabelle del costo orario del lavoro definite, a partire dal 2018, con il decreto del Ministero del Lavoro ed elaborato sulla base del CCNL TLC.

Le associazioni hanno inoltre lavorato sull’accordo Quadro sui Principi e Regole per il funzionamento delle attività del settore dei servizi di Customer Care, nonché, infine, sulla promozione di una serie di azioni a sostegno della trasformazione delle attività di Customer Relationship Management e Business Process Outsourcing, tra le quali riveste rilievo l’adozione di modelli di affidamento dei servizi che premiano la qualità e l’affidabilità di outsourcer certificati.

La Commissione Informazione e Lavoro del CNEL quindi, nel rispondere ad un quesito presentato da Consip, sulla richiesta di accertamento dei contratti collettivi di lavoro, stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale nel settore dei servizi di Contact Center, ha evidenziato che le parti sociali, sulla base dell’esperienza applicativa maturata, ritengono prevalente l’applicazione del CCNL Telecomunicazioni (K411), laddove risulti con chiarezza nell’oggetto dell’appalto una predominanza delle attività riconducibili alla tipologia merceologica Ateco 82.20.00, tra cui call center in entrata (inbound) e in uscita (outbound).

Commentano la vicenda Laura Di Raimondo, direttore Asstel e i Segretari Nazionali delle Organizzazioni Sindacali di Categoria, Riccardo Saccone (Slc Cgil), Giorgio Serao (Fistel Cisl) e Fabio Gozzo (Uilcom Uil), che dichiarano:

“Riteniamo in modo imprescindibile che la trasformazione delle attività di Customer Relationship Management e Business Process Outsourcing (CRM e BPO) passi attraverso un’iniziativa concertata di tutti gli stakeholders.

L’obiettivo è quello di sostenere un processo evolutivo di tali attività attraverso l’individuazione di norme e soluzioni che, nell’ottica di un continuo miglioramento della qualità del servizio, favoriscano le condizioni di sostenibilità complessiva in modo da contrastare fenomeni di concorrenza sleale, determinata anche dalla diffusione di CCNL scarsamente rappresentativi”.

Asstel fa inoltre sapere tramite comunicato stampa che, sebbene il CNEL abbia richiamato nel proprio parere l’assenza di presupposti legislativi sulla base dei quali possa definire dei criteri idonei a valutare il grado di rappresentatività degli accordi di contrattazione collettiva nazionale, il riferimento alla prevalente applicazione del CCNL TLC per le attività di call center, riconducibili alla tipologia merceologica Ateco 82.20.00, costituisce di per sé un ulteriore e tassello nel contrasto al dumping contrattuale, fondamentale nell’ottica di favorire le condizioni di sostenibilità complessiva del settore.

Editing Mattia Castro

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