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AIIP: inviate al Ministro Giorgetti 5 proposte per lo sviluppo del mercato TLC in Italia

Oggi, 8 giugno 2022, l’AIIP (Associazione Italiana Internet Provider), guidata da Giovanni Zorzoni, ha inviato al Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, cinque proposte volte allo sviluppo sano e concorrenziale del mercato delle telecomunicazioni in Italia.

La strategia, che fa particolare riferimento al 5G, al voucher per le imprese, alla rete BUL, all’armonizzazione dello spettro radio e all’ecosistema Cloud, è stata presentata personalmente al Ministro Giorgetti dal Presidente AIIP Zorzoni, recentemente in visita nel Mantovano per supportare i candidati alle elezioni amministrative.

La proposta (inviata anche come documento ufficiale al Ministero dello Sviluppo Economico) è conseguente alle perplessità dell’AIIP sulle posizioni espresse da alcuni player di settore, che hanno lamentato un eccesso di concorrenza e riproposto l’innalzamento dei limiti elettromagnetici del 5G, con rinvio a tempo indeterminato del pagamento delle frequenze, IVA agevolata al 10%, per incrementare le marginalità e taglio della regolamentazione.

Giovanni Zorzoni AIIP
Il Presidente di AIIP, Giovanni Zorzoni

Di seguito, le parole di Giovanni Zorzoni:

Non posso nascondere le mie preoccupazioni per l’attuale condizione economica, cui potrebbero aggiungersi possibili recrudescenze del Covid in autunno e le conseguenze del conflitto in Ucraina; tuttavia sono convinto che il dialogo con le istituzioni non debba limitarsi alla ricerca di benefici economici ma debba guardare a uno sviluppo sano e concorrenziale del mercato delle telecomunicazioni, limitando l’impatto addizionale sul bilancio dello Stato e massimizzando il beneficio per l’utenza finale, nell’interesse non solo del comparto in sé, ma anche di un suo ulteriore sviluppo a beneficio del territorio e dell’intera collettività nazionale.

Nello specifico, la proposta di AIIP, senza maggiori costi per il Ministero dello Sviluppo Economico e in favore del futuro delle TLC italiane, riguarda, in primis, l’abilitazione del WiFi NextGeneration per IoT, industria 4.0 e agricoltura di precisione.

A tal proposito, l’AIIP ritiene un errore che la banda dei 6Ghz alta, che negli USA è già stata concessa per abilitare la nuova generazione del Wi-Fi (6E e 7), in Italia venga contesa dagli operatori radiomobili per il 5G, un fattore che precluderebbe al tessuto industriale, agricolo e alla cittadinanza reti Wi-Fi a velocità superiori al Gigabit al secondo, creando disparità di performance con la rete di quinta generazione.

La strategia prevede anche il potenziamento del Voucher Fase 2 per le imprese, prolungando tale misura fino al 31 dicembre 2023 (salvo esaurimento dei fondi), per consentire alle PMI di compiere un upgrade a livello tecnologico.

L’AIIP ritiene, inoltre, che i fondi residui dai voucher per i privati vengano reinvestiti nella misura per le imprese.

L’Associazione, poi, spinge sulla disaggregazione della rete BUL che, a detta di AIIP, nel caso non trovasse attuazione, impedirebbe di utilizzare in modo diretto, economico ed efficace la rete dello Stato, integrandola con quelle già esistenti (soprattutto nelle zone meno accessibili del Paese).

In merito all’armonizzazione dello spettro radio per l’utilizzo da parte di apparecchiature a corto raggio (banda 60Ghz), invece, l’Associazione è dell’opinione che l’Italia sia in ritardo di oltre due anni nel dare seguito alla normativa comunitaria che impone agli Stati membri di mettere a disposizione, su base non esclusiva, l’intera banda di frequenze compresa tra i 57-71GHz, per il loro utilizzo con dispositivi di trasmissione larga banda dal 1° gennaio 2020.

Questa disciplina europea, per l’AIIP risulta improcrastinabile ed essenziale per la diffusione del BUL nelle aree con maggiore digital divide.

Infine, relativamente al Cloud, l’Associazione chiede che il Governo valorizzi le competenze del tessuto industriale italiano ad alta tecnologia, preservando la pluralità dell’offerta nazionale, prevenendo forme di lock-in sui servizi cloud della PA, e aprendo a soluzioni open source e free software.

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