Reti e Frequenze

AIIP in favore dello spettro alto dei 6 GHz per il Wi-Fi di nuova generazione

L’Associazione Italiana Internet Provider (AIIP) si è recentemente espressa in favore dello spettro alto dei 6 GHz per il Wi-Fi di nuova generazione, considerando improbabile la possibilità che venga dispiegata la tecnologia 5GmmW (5G millimeter-wave) sia a livello nazionale che nelle principali città italiane.

Secondo l’associazione, infatti, non garantire in Italia lo spettro della parte alta dei 6 Ghz (6.425-7.125GHz) implica che il 5G “non ha una killer application né tantomeno un piano di rollout credibile“.

Di conseguenza, per AIIP, l’unico fine degli operatori mobili è quello di impedire che la rete fissa faccia loro concorrenza, attraverso velocità in grado di superare quelle delle reti future 5G millimeter-wave (con onde radio comprese tra 30 e 300 GHz).

Giovanni Zorzoni AIIP
Giovanni Zorzoni, Presidente di AIIP

Già in precedenza, il Presidente di AIIP, Giovanni Zorzoni, aveva definito una “chimera” il 5GmmW e il resto un semplice rinnovamento dello standard 4G.

Di seguito, invece, le sue recenti parole in merito allo spettro alto dei 6 GHz per il Wi-Fi di nuova generazione:

Sia nel nostro contributo sull’indagine conoscitiva in merito ai nuovi utilizzi dello spettro di AGCOM dello scorso settembre, sia nelle nostre interlocuzioni con il Ministero dello Sviluppo Economico, abbiamo sottolineato l’importanza di dedicare lo spettro alto dei 6 GHz per il Wi-Fi di nuova generazione.

Una pletora di produttori stanno producendo chip a basso costo per questa tecnologia che, oltre ad essere più democratica, è vitale per l’evoluzione oltre i 10 Gbit/s delle reti wireless senza licenza: farne a meno significherebbe di fatto azzoppare le prestazioni delle reti in fibra ottica di nuova generazione. Se il 5G ha il fiato corto, non si può per questo uccidere nella culla il Wi-Fi 7.

A supporto delle sue tesi sull’improbabilità di vedere dispiegata la tecnologia 5GmmW, AIIP ha evidenziato l’attuale contesto economico, in cui alle decisioni rispetto alla messa al bando della tecnologia ready-to-use cinese a basso costo, si aggiungono le conseguenze sulla supply-chain mondiale (tenendo in consideraziona anche la pandemia da Covid-19) e il costo non indifferente dell’energia.

A detta sempre di AIIP, inoltre, nonostante centinaia di MHz rimangano inutilizzati, gli operatori mobili continuano a richiedere di ottenere lo spettro alto delle 6 GHz per il 5G (non mmW) e di ritardare i ratei dei pagamenti delle frequenze millimeter-wave.

Quanto descritto, per l’Associazione, va scapito della collettività, sia per il mancato incasso che per la rinuncia alla tecnologia Wi-Fi 6E e Wi-Fi 7, le quali permetterebbero di usufruire della fibra ottica ripetuta via radio in case, aziende e spazi pubblici, con velocità fino a 33 Gbit/s.

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