Reti e Frequenze

Rai: focus su un CDN proprietario da fare confluire nella società della Rete Unica?

Anche Rai sembrerebbe ancora interessata a partecipare alla partita della rete unica, dopo l’iniziale mandato all’AD Fabrizio Salini per partecipare ai confronti sul tema, già l’anno scorso.

Dell’interesse di Rai si era già discusso in occasione dell’ultimo Consiglio di Amministrazione a Settembre 2020.

Dopo l’apertura da parte di Mediaset, anche Rai sembrava essere interessata a entrare nel progetto per la nascita di AccessCo, secondo le indiscrezioni inizialmente diffuse.

Come riporta IlSole24Ore di oggi, 18 Marzo 2021, la Rai avrebbe un piano di lavoro che potrebbe prevedere anche una rete proprietaria di Cdn, che si potrebbe decidere di conferire alla società della rete unica in un secondo momento, se le trattative riprenderanno a pieno regime.

Infatti, Rai punta a sostenere la crescita del traffico attualmente presente sulle reti di TIM e Fastweb, ma secondo quanto riportato l’obiettivo potrebbe essere quello di un Cdn privato o ancora uno proprietaria e scalabile, su cui Rai potrebbe concentrare i suoi contenuti.

Per questo progetto, sarebbe previsto un investimento da almeno 20 milioni di euro, con la possibilità di impiegare anche i fondi del piano Next Generation EU.

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Il termine CDN, Content Delivery Network, indica una rete per la consegna di contenuti impiegata nelle piattaforme di streaming video e audio che sfrutta diversi nodi e dorsali per distribuire uniformemente il servizio agli utenti che ne fanno richiesta.

Quel che è certo è che per il momento il ruolo di Rai nella partita della rete unica resta incognito, dal momento che le trattative e i tavoli tecnici previsti non sono partiti. Tuttavia, l’ipotesi di fare confluire tale rete proprietaria all’interno della Rete Unica sarebbe già stata discussa, in attesa di ulteriori e nuovi sviluppi.

Intanto, nei risultati finanziari di RaiWay pubblicati oggi 18 Marzo 2021, l’azienda ha evidenziato come le linee strategiche del nuovo Piano Industriale prevedano, tra le altre cose, alcune azione volte a “rafforzare il core business attraverso il presidio di nuove piattaforme e servizi” e a espandere il portafoglio di infrastrutture per ottenere scala dimensionale, sinergie e diversificazione.

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